Sempre meno comics a Torino Comics

Un'edizione sotto tono, quella del 2012, per Torino Comics. C'era troppo spazio, tra gli stand: mancavano due file di espositori… beh… una tutta!!! Ho subito notato con dispiacere l'assenza del torinese Little Nemo, ma era il solitamente enorme stand della Panini/Marvel a far sentire di più la propria mancanza… e qui mi è venuto un sospetto: sfoglio un paio delle ultime pubblicazioni dell'editore Vittorio Pavesio (che da sempre è anche l'organizzatore della convention) e leggo che il distributore non è più Panini, ma Messaggerie Libri. Sarà mica che qualcuno, laggiù alla Panini, se l'è legata al dito boicottando l'evento? Bah… Rimango col mio dubbio e vado avanti.
Sotto tono, dicevo, sicuramente per il numero di stand, non certo per l'affluenza di persone: i cosplay quest'anno erano in numero, direi, importante e i reparti dedicati ai manga e ai giochi, sempre pieni di fan.
Nonostante sotto il logo della convention ci sia il payoff "fumetto games cosplay", Ho come l'impressione che la kermesse torinese potrebbe prendere spunto da quella di Lucca e modificare il proprio nome in Torino Comics & Games. Del resto… che male c'è?
Per quanto mi riguarda, ho passato un sabato pomeriggio segnato dalla conferenza stampa per il lancio dell’albo "Sturm und Drang" di Fulvio Gatti e Patrizio Evangelisti e del volume "Nausicaa – l'altra Odissea" di Bepi Vigna e dello stesso Andrea Serio che conobbi ai tempi dello IED e col quale mi è piaciuto poter scambiare quattro chiacchiere dopo 15 anni. Carrambate a parte, Nausicaa non ha solo la struttura narrativa architettata da un veterano di indubbia maestria, come Bepi Vigna, ma ha un grande impatto visivo che ha meritato l'esposizione di parecchie tavole nella mostra dedicata all'opera. La conferenza stampa è stata molto interessante, ma servirebbero troppe parole: ne parlerò in un altro post, presto.
Domenica, tra le altre cose ho assistito alla conferenza di Peter Mayhew, caratterista che è stato il Chewbecca (o, se preferite la versione originale, Chewbacca) della saga di Guerre Stellari: con la sua voce profonda ha raccontato alcuni aneddoti legati alla produzione dei film, dal caldo che aveva col costume indosso, in mezzo al deserto, all'avventura o, meglio, disavventura nell'innevata Norvegia quando, nel 1994, ha nuovamente indossato i panni del peloso amico di Han Solo (ne "La Vendetta dei Sith") e si è dovuto rotolare nella neve su richiesta di Lucas, per rendere le scene più realistiche.
E poi, come ogni anno, ho fatto la mia puntata allo stand di Frezz, ma qui cambio decisamente tono e mi trasformo in un imbonitore d'altri tempi per quello che fu il mio insegnante di fumetto e illustrazione, negli anni '90. Immaginate, quindi, una voce al megafono:
Oggi ho l'onore di propormi a voi come araldo dell'umano conosciuto col nome di Massimiliano Frezzato: venghino, dunque, siòssiòri… venghino e ammirino l'arte del mastro d'arte. Qui si va per l'opera di colui che ha tracciato il destino dei nani di Colonia e che ha narrato l'epopea che "iniziò con un temporalino su Cosenza"; qui si va per l'opera del genio la cui matita ha lasciato dietro di sé le forme dell'italico burattino Pinocchio, ieri, e del meraviglioso paese di Alice, oggi. E non prestate attenzione alcuna alle biforcute lingue che, mosse dalla verde invidia, gridano alla mancanza di storia, nelle sue storie: sorridete, piuttosto, e gustate le mirabolanti immagini del creatore di mondi colmi di luce e colori, perché ogni segno, ogni disegno, ogni singola macchia di inchiostro la racconta, una storia, eccome!
Ecco la sua arte, siòssiòri, e venghino a farne parte: si avvicinino, ammirino, stupiscano e portino seco il ricordo dell'incontro con l'artista, sicuramente, ma soprattutto con l'uomo.
Un grande uomo!
Tornando me stesso, mi rendo di nuovo conto che, anche quest'anno, Torino Comics è passato. Una volta all'anno ho il MIO week end per rientrare nel mondo del fumetto e per prendere una boccata di quell'aria che, da ragazzo, avrei voluto respirare ogni giorno. Ancora una boccata… una sola… profonda… e trattengo il respiro fino all'anno prossimo.
Stop.