Aperitoon on the Bay.

Venerdì 7 aprile si è tenuta l’Aperitoon, l’appuntamento mensile degli appassionati d’animazione di Torino e oltre. Ma visto che nello stesso giorno si svolgeva il festival Cartoon on the Bay non è stata un’Aperitoon come le altre. È stata un’ Aperitoon on the Bay. In riva al Po.

Ritrovo per tutti alle 20:30 al circolo canottieri Esperia e ingresso solo su invito o su prenotazione. In un’ampia sala si sono radunati gli invitati. Sia gli amici già venuti nei mesi scorsi che quelli nuovi venuti grazie a Cartoon on the Bay.

Musica swing, tavole piene di cibo e buona compagnia. Una grande occasione per incontrare amici del mondo dell’animazione fuori dal loro frenetico ritmo di lavoro. Felici della bella occasione di stare insieme.

Gente che una volta ha lavorato insieme per poi dividersi ha potuto rincontrarsi raccontandosi cosa stiano facendo e per quale studio. Alcune persone si sono conosciute per la prima volta. Insomma, proprio una gran festa in un bel locale in riva al fiume Po.

In mezzo a tutto questo frastuono Emiliano Fasano ha fatto mettere un palco e uno schermo per poi salirci su e annunciare alla folla che sarebbero iniziate le proiezioni.

Insieme a Paolo Tenna della Film Investments Piemonte ha salutato i presenti, poi per attirare l’attenzione generale Fasano ha chiamato sul palco Michelangelo Fornaro e Maurizio Forestieri. Fornaro imbraccia una chitarra, Forestieri si metta a disegnare su una tavoletta grafica.

Al suono di musica napoletana viene disegnato un pulcinella che saluta tutti i presenti. Si ricorda così che Cartoon on the Bay era iniziato a Amalfi. Ma non solo. Forestieri ricorda a tutti la figura del grande animatore e artista Giulio Gianini, autore delle animazioni di tutti i film di Emanuele Luzzati.

Ricordando Giannini & Luzzati.

Il discorso continua ricordando quanto la storia del cinema d’animazione italiano sia legata a Torino.

Si parte dalla storia per mostrare n frammento de “La guerra e il sogno di Momi”, film di Giovanni Pastrone che compie cent’anni quest’anno (è,infatti,del 1917) con gli “effetti speciali” di Segundo de Chomon, uno dei grandi padri dell’animazione.

Il film è famoso per aver mostrato, in barba alle censure, la realtà crudele della guerra con mitragliatrici e gas utilizzando l’espediente della fantasia. Infatti tutte quelle scene vennero fatte utilizzando dei pupazzi animati e non attori. La scene lasciava passare altre cose, ma per i censori doveva essere stata solo una scena buffa.

Grazie al museo del cinema e ai suoi archivi.

Il film fu restaurato nel ’91 e si ringrazia il museo del cinema per averne permesso la proiezione mentre il museo del cinema ringrazia Fasano per diffondere i film storici.

Viene invitato sul palco Arturo Bracchetti, ospite speciale a cui si chiede un parere sul cinema muto e i cortometraggi senza dialogo. Sono i suoi preferiti, pensa che senza un testo sia possibile inventarsi dei propri dialoghi e questo renda il film più personale e amato. Come con i libri, spesso sentiti più belli del film semplicemente perché leggendoli si immaginano proprie voci e ambienti. Vede molti cortometraggi animati su Vimeo e trova molto bello come possano essere in grado di attirare interesse e dare emozioni in pochi minuti. Soprattutto lo colpisce come l’animazione sia in grado di far recitare anche degli oggetti facendoli diventare veri personaggi.

Di recente Bracchetti nei suoi spettacoli ha iniziato a fare animazioni con la sabbia. Come Ferenc Cako e altri animatori dell’est mette una telecamera a riprendere la superficie dove disegna con la sabbia. Trova che sia molto bello e trasmetta molte emozioni al pubblico pur restando una cosa semplice e immediata da fare.

Bracchetti si gode le Gif.

Fasano coglie l’occasione della semplicità per chiedere a Bracchetti se conosce le Gif animate, chiama così sul palco Amedeo Traversa del collettivo “Don’t Gif up” per spiegare cosa sono e chi sono loro del collettivo. Chi ha già letto gli articoli sull’Aperitoon sa già. Ma nel caso foste nuovi le regole sono semplici. Ogni mese viene deciso un tema (per aprile è Asimov) e cinque colori con cui realizzare la Gif. Queste verranno messe in rete sotto il nome del collettivo. Vengono mostrate in loop quelle fatte nei mesi scorsi o le vincitrici del concorso “The Gifer”. Bracchetti è molto divertito, una di queste Gif gli ricorda un suo numero di trasformismo.

Gioanola collega il suo laptop, accanto a lui Andrea Pagliardi monitora che vada tutto bene.

Collegandosi alle Gif si invita alla consolle il grande esperto Vincenzo Gioanola. Che mostra le sue gif fatte studiando l’animazione dei primordi. Ha fatto gif utilizzando antiche animazioni fatte per lo zootropio o il fanochintoscopio. Ne ha fatte di stereoscopiche usando le due immagini per occhio destro e sinistro in successione e altre fatte usando il morphing su volti. Dice che mentre gli altri fanno le parole crociate per passare il tempo lui fa le Gif. Meno male.

L’ultima è quella di un suonatore di ghironda. E visto che Gioanola suona quell’antico strumento della tradizione piemontese inizia un concerto dove il suono della ghironda viene accompagnato da antiche immagini di persone sul po. Forse girate proprio lì, al circolo canottieri, più di cent’anni fa.

 

Il concerto dura una decina di minuti e è piacevole. Dopo si resta ancora nella Torino del passato con una sorprendente pubblicità cinematografica animata fatta per la FIAT 508 (la mitica Balilla)negli anni trenta, un uomo qualunque stanco dei tram sempre affollati comprava un’automobile Fiat, poco costosa, pratica e resistente, e la vita diventava più semplice per lui e per la sua famiglia. Uno stile semplice e molto debitore dell’animazione statunitense, ma davvero interessante da vedere e ancora molto efficace come pubblicità.

 

Sempre ricordando l’animazione e Torino viene proiettato uno dei caroselli fatti per la torinese Talmone col celebre personaggio Miguel e tutta la musica e la fantasia di un Messico disegnato da quel genio artistico di Walter Cavazzuti. Disegni, ritmo e animazioni ancora meravigliose da vedere.


Dopo aver parlato di carosello è impossibile non chiamare sul palco Fusako Yusaki, la grande maestra della scultura animata che di caroselli ne ha fatti centinaia. Salita sul palco tra gli applausi del pubblico racconta di se. Arrivata il Italia come studente ormai più di cinquant’anni fa per studiare scultura e scoperta l’animazione inizio a fare caroselli col supporto di Ro Marcanaro. Ci tiene a sottolineare che prima non aveva mai animato, in Giappone l’industria era ancora ai suoi primi passi.

Lavorava con la plastilina grigia da scultore e ogni carosello richiedeva due o tre settimane di lavoro, più tre giorni di sviluppo pellicola. C’era sempre la paura che qualcosa non andasse bene. Cosa che adesso, meno male, non c’è più grazie al digitale. Viene mostrato un suo carosello dove la magia della plastilina in continua mutazione avveniva sopra l’immagine di un cantante. Per farlo dovettero stampare i fotogrammi in foto grandi 40×50. Ne segue uno del 1970 dove per la prima volta usò la plastilina colorata per animare una scena su una tovaglia bianca con plastilina bianca. Fu molto difficile perché nonostante fosse bianca la plastilina macchiava.

Sayoko Kinoshita sorride tra il pubblico dell’Aperitoon.

Il suo modo di usare la plastilina è diverso dal solito perché lei non cerca di raccontare una storia con un personaggio ma anima trasformando le forme, si è sempre divertita così. Chi scrive non può che ripetere che è l’unica a fare scultura animata, una grandissima maestra che ha influenzato centinaia di persone e sul palco ci tiene a ricordare di essere lì con la sua amica Sayoko Kinoshita, presidente del festival di Hiroshima e di ASIFA Japan, oltre che autrice lei stessa di celebri cortometraggi.

Dopo la carica d’allegria che Fusako Yusaki ha portato Fasano ricorda a tutti che Torino ha anche un bel presente di industrie attive e studi giovani o storici. Inizia così la proiezioni degli Showreel degli studi.

“Nerdo” è il primo e il rappresentante del gruppo si sente quasi indegno di salire sul palco dopo che c’è stata Fusako Yusaki. Spiega lo showreel mostrato, in realtà una pubblicità sul loro studio. L’hanno fatto pensando che dopo tante pubblicità per gli altri potevano farne una per loro. Il risultato è molto bello.

Si ricorda la nascita della lanterna magica e le molte produzioni realizzate, viene mandata una parte de “La gabbianella e il gatto”, quella dove la gabbianella Fortunata impara a volare. Chi scrive può dire che nonostante gli anni e l’aver visto più volte quel film le emozioni provocate da quella scena sono sempre forti.

Passano gli showreel e dopo averli mostrati si chiede ai membri di dire qualcosa. Lo studio Ibrido annuncia che il loro corto “Lo Steinway è stato selezionato per i nastri d’argento e lo hanno saputo poco prima.

Segue Enanimation con i loro “Mini Ninja”. Dopo tocca al Future Dog Studio, che parla dei suoi progetti futuri sui film di Fabrice Beau.

Animoka parla sia di “Calimero” che della nuova serie in lavorazione Pat the Dog”.

Lastrego & Testa che dopo anni di lavoro, fatto da soli senza l’aiuto di altri studi, hanno appena finito una serie sulle storie di Marco Polo e stanno cercando nuove idee.

Con ShowLab Fasano chiama sul palco Stefania Gallo e Ernesto Paganoni per raccontare del loro studio cosa che i due accettano volentieri di fare. Con tanta allegria parlano della serie “Yo Yo” appena finita e in onda da pochi giorni sull’omonimo canale. La Gallo lavora molto con i bambini e è certa che senza il contatto con loro non si possa fare animazione per bambini. Durante la realizzazione hanno dovuto imparare che fare storie per bambini significa in realtà fare storie per i genitori. Cosa che può essere complicata.

Viene chiamata sul palco Chiara Magri. È davvero felice, entusiasta e fiera di vedere come gli ex allievi del CSC si stiano mettendo in gioco aprendo studi e vedendo tanta qualità. Per festeggiare ha portato il cortometraggio “Merlot”, vincitore del premio Vincenzo Laganà nel 2016, che ancora gira per i festival vincendo premi o menzioni.

Per finire la serata Sale sul palco l’ultimo ospite, Donato Sansone. Venuto più volte all’Aperitoon e sempre in grado di stupirci. Lui ha iniziato come pittore, poi ha studiato animazione e continua a farla. Ma ha fatto anche effetti speciali e dei videoclip. Non molti, ma è molto legato alla musica, dice di pensare sempre musicalmente e che per lui fare un corto è come fare della musica. Adesso sta finendo il suo prossimo corto, sempre prodotto da Autor de Minuit. Dovrà finirlo per Annecy.

Vengono mandati due videoclip che donato Sansone ha realizzato, uno peri Subsonica e l’altro per i Derdenica. Ottime fusioni tra disegno animato dal tratto forte con musica forte, soprattutto il secondo.

Si conclude la parte attiva dell’Aperitoon. Verso le ultime proiezioni i camerieri sparecchiavano e mettevano via i tavoli lasciando la sala grande dell’Esperia vuota. Un DJ ha iniziato a mettere musica e sul telo venivano proiettati i corti di diploma del CSC degli ultimi anni. Era iniziata la parte delle danze, del bere e delle chiacchere.

La festa era scatenata e piena di vitalità. Questo è quello che vogliamo sia l’industria del cinema d’animazione italiana.

A chi vorrà venire la prossima Aperitoon sarà il tre maggio, al bar Blah blah di via po alle 20:30. l’ingresso è libero. Venite e sarete accolti.