Sottodiciotto Film Festival: il ricco programma con Fumetto e Animazione, Tintin e Braccio di Ferro

c.s.: Sottodiciotto Film Festival & Campus, organizzato da Aiace Torino e da Città di Torino (Divisione Servizi educativi, Divisione Servizi culturali e ITER – Istituzione Torinese per un’Educazione Responsabile), giunge alla 20ma edizione, che si svolgerà a Torino dal 15 al 22 marzo 2019. L’anniversario segna un traguardo importante per il Festival, diretto da Steve Della Casa, che, nelle ultime edizioni, è stato caratterizzato da progressivi ampliamenti strutturali e di contenuti. Realizzato con il contributo di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, la main partnership di Missioni Don Bosco e il patrocinio di UNICEF Italia, dedicato espressamente ai più giovani, ma rivolto, in una prospettiva di dialogo intergenerazionale, agli spettatori di ogni età, Sottodiciotto & Campus ormai da tre anni ingloba non solo le tradizionali fasce anagrafiche dell’istruzione primaria e secondaria, ma anche gli studenti universitari. L’estensione del pubblico di riferimento si è accompagnata a una crescente attenzione per i cambiamenti della cultura giovanile e le ibridazioni che l’era digitale e la diffusione dei new media hanno indotto nelle modalità di produzione e fruizione del cinema, esplorato nelle sue ramificate connessioni e contaminazioni con altri linguaggi. Anche quest’anno, quindi, le proiezioni in sala si intersecheranno con iniziative volte a dare spazio ad altre forme espressive – come il fumetto e la fotografia –, modellando il cartellone del Festival sulla trasversalità che oggi contraddistingue la cultura delle nuove generazioni.
In parallelo, Sottodiciotto & Campus intende esplorare, nell’occasione del ventennale, uno dei tratti più dirompenti e discussi della generazione di cui è idealmente coetaneo, approfondendo il tema dell’autorappresentazione mediale nell’epoca dell’iperconnessione e della condivisione permanente. Condensata nel titolo “Me, Myself(ie) and I”, l’attenzione che l’edizione 2019 dedica alla “società dell’immagine” non si sofferma tanto sugli aspetti più eclatanti o discussi della nostra epoca – il desiderio di apparire, l’ostentazione narcisistica, l’egocentrismo o l’individualismo sfrenati – quanto piuttosto sulla peculiarità del ricorso ai media visivi come forme privilegiate, per non dire prevalenti, di comunicazione e interazione. La mania dell’autoscatto abbinata all’uso intensivo dei social hanno reso il raccontarsi e il disvelarsi un’ossessione collettiva. Moltiplicate dalla propagazione delle tecnologie digitali e della rete, le pratiche di autorappresentazione mediale paiono avere conquistato una dimensione tale da poter essere considerate, per certi versi, la forma espressiva più diffusa del contemporaneo. Il fenomeno onnipervasivo e cruciale della narrazione di sé attraverso le immagini costituisce quindi un leit-motif dell’edizione 2019 del Festival destinato a coinvolgere specificamente o tangenzialmente diverse sezioni della manifestazione, da quelle cinematografiche, che, come tradizione, si declinano in anteprime, titoli inediti, film d’animazione per piccoli e grandi, rassegne retrospettive, omaggi e programmi speciali, a quelle dedicate ad altre forme espressive.
Giunto alla sua 20ma edizione, Sottodiciotto Film Festival & Campus continua la strada di ricerca e di rigore che ha caratterizzato il suo recente passato. Un gruppo affiatato di esperti e di professionisti ha saputo (come si può verificare scorrendo l’elenco delle proiezioni e degli incontri) integrare il programma dedicato alle Scuole (vero e proprio core business del Festival) con iniziative, idee e spunti che attingono alla contemporaneità del cinema e anche alla sua storia. Quest’anno, in particolare, il focus del Festival è il concetto di autorappresentazione, declinato, come si potrà vedere, in molti modi. Una retrospettiva ampia e stimolante, un elenco di anteprime che fotografa gli aspetti più interessanti del cinema di ricerca di prossima uscita in sala, un rigoroso ma al tempo stesso divertente programma di animazione, una mostra incentrata sulla presenza dell’autorappresentazione nel mondo dell’immagine, un ricco programma di incontri per Wikicampus. Insomma, tante componenti che hanno contribuito a rendere articolato, ambizioso e sorprendente il programma che vi sottoponiamo, certi di ricevere anche quest’anno l’interesse del pubblico e degli addetti ai lavori.
Steve Della Casa (direttore di Sottodiciotto Film Festival & Campus)

Anteprime e inediti

Le due anime di Sottodiciotto & Campus, Festival da sempre attento a conciliare il mondo dei giovani e delle scuole con quello dei cinefili, si esprimono in questa sezione attraverso una selezione di film che se da una parte tentano di intercettare le nuove tendenze del cinema contemporaneo, dall’altra non rinunciano a trattare tematiche legate alle questioni giovanili, fornendo anche un punto di vista interessante rispetto al tema che caratterizza questa 20ma edizione, ovvero l’autorappresentazione. È il caso di Selfie, di Agostino Ferrente, film di chiusura di Sottodiciotto & Campus, presentato in anteprima mondiale alla 69ma edizione del Festival di Berlino e distribuito dall’Istituto Luce. Ferrente, dopo L’orchestra di Piazza Vittorio e Le cose belle, torna al cinema documentario con una storia in cui i protagonisti – due ragazzi del rione Traiano di Napoli – si raccontano senza filtri (non c’è neanche quello dell’operatore di macchina) attraverso un iPhone, o meglio attraverso una serie di selfie che ricostruiscono la loro vita quotidiana, i loro sogni, le loro difficoltà all’interno di uno dei quartieri più difficili della città. Alla ricerca di un equilibrio diverso sono anche Dafne e Clara; la prima è una giovane donna con la sindrome di Down, protagonista dell’omonimo film, firmato da Federico Bondi e distribuito dall’Istituto Luce; la seconda è una giovane ricercatrice universitaria che in Cetáceos, opera prima dell’argentina Florencia Percia, viene colta da una profonda crisi esistenziale dopo il trasloco nella nuova casa. Dafne, reduce dal suo primo grande successo all’ultima Berlinale – dove ha vinto il Premio Fipresci – e presentato in anteprima nazionale, aprirà il Festival venerdì 15 marzo. Alcuni grandi temi della contemporaneità (come il culto della celebrità, l’ascesa delle destre nel mondo e l’emergenza dei profughi) sono invece al centro delle vicende di Diamantino, di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt. Diamantino è stato presentato alla scorsa edizione del Festival di Cannes ed è stato sostenuto, in fase di sviluppo, dal TorinoFilmLab. Un altro tema fondamentale e attualissimo della società contemporanea riguarda l’industria digitale ed è oggetto di analisi in The Cleaners, il documentario di Hans Block e Moritz Riesewieck che ha fatto molto parlare di sé allo scorso Sundance Film Festival e che si interroga sulla libertà di espressione rispetto alle grandi piattaforme della rete.
Un debutto promettente che trova spazio nella sezione è anche quello di Santiago Esteves, che con il suo lungometraggio d’esordio, La educación del Rey – presentato dal Festival in collaborazione con Exit Media e Slow Cinema – realizza un racconto di formazione attraverso un film di genere che mescola la profondità del dramma agli elementi del thriller e del western moderno. Completa la selezione delle anteprime Pantareno, di Ettore Camerlenghi e Alexis Ftakas, un’avventurosa traversata del Reno, compiuta a bordo di un gommone. Un viaggio che si trasforma in un momento intimo di riflessione sull’amicizia e sui rapporti personali. Pantareno sarà preceduto da Gli anni di Sara Fgaier, opera vincitrice del prestigioso premio per il Miglior cortometraggio europeo alla 31ma edizione degli Efa. Entrambi i lavori sono stati realizzati grazie alla collaborazione di “uperottimisti, l’Archivio regionale di film di famiglia curato dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema.

Caterina Taricano (curatrice della sezione)

Dafne di Federico Bondi (Italia 2019, 94’)
Dafne ha trentacinque anni, un lavoro che le piace, amici, colleghi che le vogliono bene. Ha la sindrome di Down e vive insieme ai genitori, Luigi e Maria. L’improvvisa scomparsa della madre manda in frantumi gli equilibri familiari: Dafne è costretta ad affrontare non solo il lutto ma anche a sostenere Luigi, sprofondato nella depressione. Grazie all’affetto di chi le sta intorno, alla propria determinazione e consapevolezza, Dafne trova la forza di reagire e cerca invano di scuotere il padre. Fino a quando un giorno accade qualcosa di inaspettato: intraprenderanno insieme un cammino in montagna verso il paese natale di Maria, e, nel tentativo di guardare avanti scopriranno molto l’uno dell’altra.
Introducono la proiezione il regista Federico Bondi e la protagonista del film Carolina Raspanti Venerdì 15 marzo, ore 20.00, Cinema Massimo – MNC, Sala Cabiria

Gli anni di “ara Fgaier (Italia 2018, 20’)
Una donna dà voce al testo Gli anni di Annie Ernaux, pochi frammenti raccolti sulle rive di una Sardegna senza tempo. Né la parola né le immagini pretendono di esaurire il racconto della sua storia: i luoghi del passato emergono come riverberi

di una memoria frammentaria e cangiante, investiti di una nuova luce. Gesti, volti, scene di vita vissuta in famiglia, rimontate e disancorate dal contesto di provenienza, diventano elementi espressivi di una confessione che è allo stesso tempo scoperta di sé e racconto collettivo.
Introduce la proiezione Giulio Pedretti (Superottimisti – Archivio regionale di film di famiglia)
A seguire:
Pantareno di Ettore Camerlenghi e Alexis Ftakas (Italia 2019, 62’)
Ripercorrendo le orme del nonno e di un suo mitizzato viaggio del 1958 sul fiume Reno, da Basilea fino a Rotterdam, Ettore e gli amici Alexis, Luca e Carlo attraversano l’Europa occidentale, discendendo lo stesso fiume a distanza di sessant’anni, a bordo di un piccolo gommone. Durante la navigazione, il fiume Reno diventa una metafora del rapporto di sfruttamento dell’uomo sul paesaggio naturale, mentre il viaggio si trasforma in un momento intimo di riflessione e in un dialogo tra due generazioni sull’amicizia e sui rapporti personali.
Introducono la proiezione il regista Alexis Ftakas e Giulio Pedretti (Superottimisti – Archivio regionale di film di famiglia)
Domenica 17 marzo, ore 18.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

L’educación del Rey di “antiago Esteves (Argentina 2017, 95’, vo. st.it)
Reynaldo, sedicenne sbandato che vive di espedienti, prende parte a un furto insieme al fratello e a un amico. Ma durante l’operazione qualcosa va storto. I ladri sono costretti a fuggire e ‘eynaldo, salito su un tetto, cade rovinosamente nella serra appena costruita di Carlos, vigilante in pensione. Questi decide di nasconderlo e di aiutarlo ma solo a patto che il ragazzo gli ripaghi il danno. Mentre il pensionato cerca di offrire all’adolescente una seconda possibilità, fuori da quel cortile personaggi inquietanti e pericolosi gli stanno dando la caccia…
Domenica 17 marzo, ore 20.00, Cinema Massimo – MNC, Sala Rondolino

Diamantino di Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt (Brasile/Francia/Portogallo 2018, 92′, vo. st.it)
Il sorprendente film di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt che ha conquistato la Settimana della Critica al Festival di Cannes 2018. Diamantino è un campione di calcio di fama mondiale. È un Cristiano ‘onaldo, un piede d’oro, un inarrestabile genio del pallone. Finché, un brutto giorno, tutto il genio sparisce irrimediabilmente nel nulla. Attraverso le bizzarre vicende del suo protagonista, tra visioni mistiche, barboncini giganti e figure pastello superkitsch, Diamantino si veste da commedia stravagante per giocare con intelligenza con i conflitti della contemporaneità: dal culto delle celebrità all’ascesa dei deliranti pensieri antieuropeisti e dei populismi xenofobi.
Introducono la proiezione il giornalista Gian Paolo Ormezzano e lo scrittore Giuseppe Culicchia Martedì 19 marzo, ore 20.00, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Cetáceos di Florencia Percia (Italia/Argentina 2016, 76’)
Clara e Alejandro si trasferiscono entusiasti in una nuova casa; lui viaggia molto per lavoro e lei rimane in casa circondata dalle scatole e dagli oggetti imballati. Costretta dal disordine, Clara esce e vive esperienze nuove e impreviste, rinviando tutti i suoi obblighi lavorativi. Alejandro comunica costantemente con lei per raccontarle del suo successo professionale, e sebbene Clara sembri comportarsi normalmente, gli nasconde le feste, le attività che intraprende e le nuove persone che incontra. Mentre mente, qualcosa si risveglia dentro di lei: inizia a notare che le sue priorità sono cambiate.
Introducono la proiezione i produttori (per l’Italia) del film Simona Banchi e Alfredo Federico Mercoledì 20 marzo, ore 20.00, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

The Cleaners di Hans Block e Moritz Riesewieck (Brasile/Germania/Italia/Olanda/U“A 2018, 90′, vo. st.it)
L’esclusiva indagine sull’industria digitale che ha sconvolto il “undance Film Festival. The Cleaners ci porta dietro le quinte delle procedure di rimozione dei contenuti di colossi come Facebook e Google. Quando postiamo qualcosa sul web, dove va a finire? È davvero un algoritmo a decidere ciò che vediamo? Tra interviste esclusive agli addetti ai lavori e vicende umanissime legate al tema della censura online – e nell’anno in cui Facebook affronta la sua crisi più forte in seguito allo scandalo Cambridge Analytica – il film getta uno sguardo nuovo e denso di spunti di riflessione su un tema fondamentale e quanto mai attuale della società contemporanea.
Introduce il film Riccardo Fassone, ricercatore al Dipartimento di “tudi umanistici dell’Università di Torino
Giovedì 21 marzo, ore 20.00, Cinema Massimo – MNC, Sala Rondolino

Selfie di Agostino Ferrente (Italia/Francia 2019, 76’)
Due ragazzi del rione Traiano di Napoli si raccontano senza filtri attraverso un iPhone, o meglio attraverso una serie di selfie, che ricostruiscono la loro vita quotidiana, i loro sogni, le loro difficoltà all’interno di uno dei quartieri più difficili di Napoli, dove, nell’estate del 2014 il sedicenne Davide Bifolco è morto ammazzato per mano di un carabiniere che lo aveva scambiato per un latitante. La modalità ‘selfie’ rende i due ragazzi narratori ma allo stesso tempo personaggi perfettamente compresi nella realtà filmata. Il telefono cellulare diventa occhio e insieme specchio di un mondo, in cui la vita criminale appare spesso l’approdo naturale per molti giovani ma in cui i due protagonisti sognano di poter vivere onestamente.
Introducono la proiezione i due attori protagonisti del film Alessandro Antonelli e Pietro Orlando, il regista Agostino Ferrente, il produttore Gianfilippo Pedote
Venerdì 22 marzo, ore 20.00, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati
Rappresentazione del sé e fumetto

Tema scelto per la 20ma edizione del Festival, l’autorappresentazione è talvolta ironica e al tempo stesso introspettiva, viaggio onirico e giocoso negli universi interiori: dai classici del passato alle più recenti sperimentazioni autoriali, il cinema d’animazione ha declinato la raffigurazione del sé in modi spesso imprevisti. E sono proprio alcuni degli innumerevoli volti dell’autorappresentazione a caratterizzare gran parte delle opere selezionate quest’anno. Mirai e Mani Rosse ci conducono in una dimensione in cui la visione di sé del bambino e dell’adolescente, ancora favolosa e sospesa tra sguardo interiore ed esteriore, tra passato e futuro, porta alla riconciliazione con il misterioso mondo degli adulti e a un’emancipazione in cui la fuga, l’arte e il sogno diventano modi per crescere e raccontarsi. Con Seder-Masochism, attraverso un esilarante quanto arguto mix di musical e figure stilizzate, l’animatrice e regista americana Nina Paley tratta il complicato rapporto tra religione e condizione femminile. Un diario familiare (una parte consistente del film è costituita da una lunga audio-intervista al padre) che, al contempo, riesce a diventare una rappresentazione universale dell’essere umano, un amaro e ironico selfie dell’uomo inteso come specie. Nei due film del fumettista e regista Alberto Vázquez i personaggi agiscono in un mondo cupo e impietoso. Dalla riflessione esistenziale di Decorado, passiamo all’atmosfera di estrema desolazione di Psiconautas, resa ancor più efficace dalle fattezze dei suoi personaggi, buffi e delicati animaletti antropomorfi, deformati secondo l’originalissima visione surreale dell’autore. L’isola moribonda dalla quale i protagonisti cercano di scappare, si fa simbolo di putrefazione morale e psichica, capace di ridestare demoni interiori e deformare la percezione del sé.
“eguendo un percorso che spontaneamente si collega all’esperienza artistica di Nina Paley e Alberto Vázquez, un ulteriore fulcro attorno al quale si sviluppa quest’anno il programma di animazione è il fumetto. Il rapporto tra arte sequenziale e cartoon è intenso fin dalle sue origini e sono numerosissimi i personaggi e le storie che, prima di approdare al cinema, hanno visto il loro debutto su carta. Da non perdere, dunque, gli omaggi a due icone del fumetto che quest’anno compiono 90 anni: Braccio di Ferro e Tintin.

Popeye the Sailor esordì il 17 gennaio 1929 con la striscia a fumetti Thimble Theatre raggiungendo una immediata popolarità, tanto da convincere la Paramount a produrre una serie di cortometraggi animati per il cinema firmati Max e Dave Fleischer. In due appuntamenti sarà ripercorsa la storia produttiva della serie animata, dal primo episodio del 1933 fino ai film di propaganda bellica dei Famous Studios, senza dimenticare i tre magnifici speciali a colori realizzati alla fine degli anni Trenta.

Hergé, il creatore di Tintin, per tutta la sua vita scrisse, disegnò e ridisegnò le avventure del giovane reporter dalla testa tonda e dal caratteristico ciuffo all’insù. Tra i numerosi adattamenti si distingue, per completezza e fedeltà al fumetto, la serie animata franco-canadese del 1991-92 che porta sullo schermo in modo filologico tutte le storie narrate negli album. Per omaggiare i 90 anni di Tintin e, al contempo, commemorare i 50 dai primi passi sul suolo lunare di Armstrong e Aldrin, vengono proposti i quattro episodi della serie Le avventure di Tintin tratti dagli albi Objectif Lune e On a marché sur la Lune che narrano il rocambolesco allunaggio di Tintin e i suoi amici.
Accanto a questi due arzilli “vecchietti”, una novità che mostra con straordinaria efficacia quanto sia ancora attuale il rapporto tra cinema d’animazione e vignette disegnate: Zombillenium di Arthur de Pins, tra gli autori più interessanti del nuovo panorama fumettistico internazionale. Con Péchés mignons (Chiodo fisso) e, soprattutto, con La Marche du crabe (La marcia dei granchi) la sua notorietà è diventata planetaria. La serie Zombillenium, popolarissima in Francia, è diventata un lungometraggio animato nel 2017, di cui de Pins stesso è il regista. Il film, proposto nella sezione, non è mai stato distribuito in Italia. E infine, l’appuntamento di chiusura con l’animazione sarà affidato a Marblegen, serie tv per ragazzi diretta da Sylvain Dos Santos, di cui vengono presentati i primi tre episodi in anteprima assoluta grazie alla collaborazione con RAI Ragazzi, media partner del Festival. Ambientata in un mondo in cui le sfide a biglie magiche sono un gioco di gran moda, Marblegen (in uscita prima dell’estate in contemporanea in Italia e in Francia) è già diventato un fumetto in pieno stile manga scritto dallo stesso Dos Santos e meravigliosamente disegnato da Grelin.
Eugenia Gaglianone e Andrea Pagliardi
(curatori della sezione)

COLLERICAMENTE VOSTRO | 1 – LE MILLE E UNA NOTTE DI BRACCIO DI FERRO
Popeye Meets Sindbad the Sailor (Braccio di Ferro incontra Sinbad) di Dave Fleischer (U“A 1936, 17’, v.o. sott. it)
Sinbad il marinaio (“interpretato” da Bluto) si considera il più grande avventuriero del mondo, nonché l’uomo più forte del globo. Vicino alla sua isola passa Braccio di Ferro, canticchiando, in gita in barca insieme a Olivia e a Poldo. Per Sindbad è un affronto e, aiutato da un enorme uccellaccio rapace e un gigante a due teste proverà a dare del filo da torcere a Braccio di Ferro, che con l’aiuto di una provvidenziale scatoletta di spinaci, riuscirà a rimettere al suo posto l’arrogante marinaio. Popeye the Sailor Meets Ali Baba’s Forty Thieves (Braccio di Ferro incontra i quaranta ladroni) di Dave Fleischer (USA 1937, 17’, v.o. sott. it)
Braccio di Ferro, Olivia e Poldo vengono a sapere che Abu Hassan (Bluto) è alla guida dei Quaranta Ladroni di Ali Babà e che è prossimo a saccheggiare una città in Arabia. Volano lì per catturarlo, ma il loro aereo si schianta. Dopo essersi persi nel deserto, il gruppo si imbatte in Hassan e nei Quaranta Ladroni che rapiscono Olivia e Poldo, lasciando Braccio di ferro appeso a un lampadario…
Aladdin and his Wonderful Lamp (Aladino e la lampada magica) di Dave Fleischer (U“A 1939, 22’, v.o. sott. it)
Olivia scrive racconti per la casa editrice Surprise, e decide di crearne uno i cui protagonisti siano lei e Braccio di Ferro. La storia è ambientata in una grande città del Medioriente, nel cui centro sta passando la principessa (interpretata da Olivia stessa) con la sua scorta. Braccio di ferro, nei panni di Aladino, non appena vede la principessa se ne innamora. Nel frattempo il cattivo della città, fingendo di essere un ambasciatore della principessa, rivela ad Aladino il segreto della lampada magica…
Sabato 16 marzo, ore 15.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Cabiria

UN PICCOLO PASSO PER L’UOMO – TINTIN SULLA LUNA
Le avventure di Tintin di Jean-Jacques Vierne, Philippe Condroyer, Stéphane Bernasconi (Francia/Canada/Belgio/USA 1991-92, 4×26’)
Obiettivo Luna: parti 1 e 2
Tintin, giovane reporter e protagonista, parte assieme all’inseparabile capitano Haddock alla volta della Syldavia, dove il loro amico Girasole sta conducendo dei misteriosi studi. Una volta sul posto, i due scoprono che il professor Girasole sta partecipando a un programma spaziale che ha come obiettivo di far atterrare il primo essere umano sulla Luna. Ma una potenza straniera pare molto interessata ai lavori, e le spie si annidano ovunque…
Uomini sulla luna: parti 1 e 2
Dopo un viaggio ricco di imprevisti il razzo lunare partito dalla Syldavia con a Bordo Tintin e compagni atterra finalmente sul nostro satellite: per la prima volta l’uomo (Tintin!) mette piede sul suolo lunare. L’equipaggio si prepara a svolgere il suo lavoro di ricerca scientifica, ma una serie di incidenti sempre più strani metteranno a repentaglio la missione e la vita dei nostri astronauti. Le riserve di ossigeno scarseggiano: riusciranno a tornare tutti sani e salvi sulla Terra?
Introducono la proiezione il giornalista e divulgatore scientifico Piero Bianucci e Gianfranco Goria, giornalista, direttore di afNews.info e autore del libro Tintin, un giovanotto di novant’anni
Domenica 17 marzo, ore 15.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Rondolino

COLLERICAMENTE VOSTRO | 2 – IL MARINAIO BRACCIO DI FERRO
Popeye the Sailor – Selezione di cortometraggi (USA 1932-1942, 7’x9, v.o.)
Episodi: Popeye the Sailor / I Yam What I Yam / Blow Me Down! / Wild Elephinks / Shiver Me Timbers! / Dizzy Divers / The Spinach Roadster / Morning, Noon and Nightclub / Organ Grinder’s Swing
La proiezione sarà preceduta da un incontro dedicato al rapporto tra il Popeye di Segar e la sua versione cinematografica. Interverranno il produttore Alfio Bastiancich, curatore di numerose monografie sul cinema d’animazione, Dino Aloi, storico della satira, e il fumettista Sergio Ponchione, autore di una rivisitazione contemporanea di Braccio di ferro nel volume collettivo Revoilà Popeye, che durante l’incontro disegnerà dal vivo i personaggi di Segar.
Domenica 17 marzo, ore 18, Cinema Massimo – MNC, Sala Rondolino

Mani rosse di Francesco Filippi (Italia 2018, 30’)
Ernesto è un ragazzino intelligente, ma anche iper-protetto e solo. Un giorno scopre dei meravigliosi murales rossi, realizzati da una misteriosa ragazza di nome Luna che ha il potere speciale di emettere dalle mani un vivido colore rosso. Ma dietro questo dono c’è una dolorosa realtà: il padre di Luna, Furio, è un uomo violento. Quando il legame tra i due adolescenti diventa amicizia, Luna improvvisamente scompare. Ernesto dovrà tirare fuori tutto il suo coraggio per salvare la vita a quella strana ragazzina di cui si è innamorato…
Introduce la proiezione il regista Francesco Filippi
Lunedì 18 marzo, ore 18.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Seder-Masochism di Nina Paley (U“A 2018, 78’, v.o. sott. it)
Un’esilarante e arguta reinterpretazione a musical degli eventi della Bibbia dal Libro dell’Esodo. In un’abbagliante pluralità di stili, l’animatrice e regista americana Nina Paley tratta con rigorosa ironia il rapporto tra religione, origini del patriarcato
e condizione femminile realizzando, con un’estetica estremamente personale ma godibilissima, un diario familiare che, al contempo, riesce a diventare una rappresentazione universale dell’essere umano.
Introduce la proiezione Eric Rittatore, presidente dell’Associazione Cartùn di Genova
Lunedì 18 marzo, ore 20, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Mirai di Mamoru Hosoda (Giappone 2018, 98’)
Dopo La ragazza che saltava nel tempo e Wolf Children, il nuovo capolavoro di Mamoru Hosoda ha conquistato la critica di Cannes lo scorso maggio, dove è stato proiettato in anteprima mondiale alla Quinzaine des Réalizateurs 2018. Il piccolo Kun-chan è geloso della sua nuova sorellina, Mirai, alla quale i genitori rivolgono tutte le loro attenzioni. Sopraffatto dalle tante esperienze che affronta per la prima volta nella sua vita e dai sentimenti che si scatenano in lui, Kun-chan incontrerà una versione più anziana di Mirai proveniente dal… futuro.
Mercoledì 20 marzo, ore 18, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Zombillenium di Arthur de Pins e Alexis Ducord (Francia/Belgio 2017, 78’, v.o. sott. it)
Zombillenium è un luna park davvero bizzarro, l’unico posto sulla terra dove i veri mostri possono nascondersi in bella vista. Sono infatti zombi, vampiri, lupi mannari, demoni a dover intrattenere gli esseri umani annoiati e poco interessati. La situazione dei “lavoratori” prende una svolta inaspettata quando arriva nella struttura l’ispettore della sicurezza Hector, un umano determinato a scoprire i segreti del parco. Francis, il direttore, non ha altra scelta se non ucciderlo e, a quel punto, “assumerlo”. Hector, però, si trasforma presto nella nuova star di Zombillenium, mentre sua figlia non riesce ad accettare la “morte” del padre e si avvicina sempre di più alla scoperta di una realtà incredibile.
Giovedì 21 marzo, ore 18, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Psiconautas, los niños olvidados di Alberto Vázquez e Pedro ‘ivero (“pagna 2015, 75’, v.o. sott. it)
Fedele trasposizione del graphic novel omonimo di Alberto Vazquez del 2006, già adattato nel 2011 in un fortunato cortometraggio, Birdboy, diretto dallo stesso autore insieme a Pedro Rivero, Psiconautas, los niños olvidados narra il destino di Birdboy e Dinky, due ragazzini particolarmente sensibili, all’indomani di una terribile catastrofe ecologica che ha devastato la loro isola. Birdboy vuole isolarsi dal mondo, mentre la dolce Dinky decide di intraprendere un rischioso viaggio alla ricerca della felicità, con la speranza che l’amico la segua.
In collaborazione con il CSC dipartimento di Animazione di Torino, le proiezioni saranno introdotte da Dalila Rovazzani, Milena Tipaldo e Pamela Poltronieri, ex studentesse CSC e animatrici in entrambi i film
A seguire:
Decorado di Alberto Vázquez (“pagna 2016, 11’, v.o. sott. it)
Favola esistenzialista sul senso della vita e delle relazioni umane. Un ibrido tra un racconto del terrore e una commedia dall’ironia corrosiva. Una scommessa formale inusuale e rischiosa, che mescola un’estetica tipica del disegno underground con quella delle incisioni classiche del XIX secolo in bianco e nero. I personaggi sono animali antropomorfi, i quali, attraverso una narrazione frammentata e poliedrica, quasi fosse un rompicapo, interpretano il mondo “come un meraviglioso palcoscenico popolato, però, da un cast deplorevole”.
Giovedì 21 marzo, ore 20.30 Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Marblegen di “ylvain Dos “antos (Francia 2019, 3×22’)
In un mondo simile al nostro, dove le competizioni di biglie magiche (Margblegen) sono di gran moda, Cosmo e Aissa, due giocatori appassionati, Luna, l’ultimo membro di una vecchia famiglia di alchimisti, e Sam, un piccolo genio ficcanaso, formano le “Meteore”, una squadra improbabile unita dall’amicizia. Il loro obiettivo: vincere il Marblegame, il più grande torneo di Marblegen al mondo. La loro motivazione segreta, però, è di impedire che il perfido Marcellus King si impadronisca della potente biglia Mercury, una delle cinque biglie Origin, che conferisce a chi la possiede un potere illimitato.
In concomitanza con la proiezione, all’esterno del Cinema Massimo – MNC, verrà allestita una gigantesca pista di biglie, a disposizione dei giovanissimi spettatori, a cura della storica fabbrica di giocattoli Quercetti.
Venerdì 22 marzo, ore 16, Cinema Massimo – MNC, Sala Cabiria
Me, Myself(ie) and I. L’autoritratto a fumetti
(9 marzo – 7 aprile, Pinacoteca Albertina)

Dopo “Dylan Dog 30. Trent’anni di Indagatore dell’incubo”, Sottodiciotto Film Festival & Campus torna a collaborare con l’Accademia Albertina di Belle Arti per l’allestimento – supportato anche da Reale Mutua – della mostra “Me, My Self(ie) and I. L’autoritratto a fumetti”. Come attestato dal titolo, la mostra si lega strettamente al tema della 20ma edizione del Festival, esplorandolo attraverso l’esposizione di quasi 100 pezzi tra tavole originali, cover, bozze e illustrazioni: dall’autoritratto classico al journal intime, dall’alterego al reportage, un’indagine a tutto tondo sulla narrazione di sé, sull’identità, sulle personali rappresentazioni del mondo che si traducono, con il fumetto, in un linguaggio visivo e letterario di grande forza e immediatezza espressiva.
Allestita nelle sale auliche che ospitano la collezione permanente della Pinacoteca Albertina (e quindi accanto ai dipinti degli artisti del Quattro-Cinquecento di scuola fiorentina e piemontese, dei pittori caravaggeschi, fiamminghi ed italiani del “eicento, dei paesaggisti del “ei-“ettecento e a tutti gli altri capolavori dello storico patrimonio dell’Accademia), la mostra è divisa in tre sezioni: la prima (“Me”) riunisce gli autoritratti, la seconda (“Myself)” le tavole in cui gli artisti si rappresentano all’interno delle storie narrate mantenendo la propria identità e la terza (“I”) le opere in cui gli autori, attraverso propri altergo, si calano nei panni di personaggi funzionali alla narrazione. L’esposizione ripercorrerà oltre cento anni della storia del fumetto e dell’illustrazione, dall’autoritratto classico del torinese Attilio Mussino durante la Grande Guerra a una tavola ancora inedita del n. 400 di Dylan Dog di Angelo “tano. Ai capolavori di Milo Manara, Jacovitti, Andrea Pazienza, Bonvi, Magnus, Paolo Eleuteri “erpieri (Druuna), Ivo Milazzo (Ken Parker), fanno eco le esperienze di autori più indipendenti come Manuele Fior, Paolo Bacilieri (autore del manifesto della mostra), Davide Toffolo, Davide ‘eviati fino ad arrivare alle opere delle giovani disegnatrici Lucia Biagi ed Eleonora Antonioni; senza dimenticare il lavoro delle under 30 che lavorano soprattutto sul web, come Josephine Yole “ignorelli “Fumettibrutti” e Agnese Innocente.
Oltre a presentare lavori provenienti dal mondo del fumetto, la mostra propone anche un focus sui vignettisti dei quotidiani più famosi in Italia, esponendo i disegni di Giorgio Forattini, Mario Natangelo, Vauro Senesi e del compianto Vincino.
A suggellare il percorso espositivo, la videoinstallazione di Massimo Cartaginese C/o: Mars tin seas image (Napoli, 2011), un lavoro brillante, diviso in sequenze complementari che indagano la possibilità, se esiste, di esprimere la persona e la sua identità come rappresentazione “geografica”.
Come la letteratura, anche il linguaggio del fumetto è andato modificandosi nel corso del Novecento: l’esposizione di tavole di artisti dalle esperienze differenti invita il pubblico a interrogarsi sui vari metodi di lavoro da un lato e sui procedimenti di racconto e di scrittura – e sui loro cambiamenti nel corso dei decenni – dall’altro.
All’allestimento della mostra hanno collaborato, con la guida della docente Elisabetta Ajani, gli allievi della Cattedra di scenografia dell’Accademia Albertina: Debora Albertinelli, Silvia Allegra, Stefania Castagna, Mattia Gaido, Noemi Givone Toro, Beatrice Gravaghi, Federica Rubino, Simona Scola, Marie Scollo, Roberta Tirelli.
La mostra verrà inaugurata giovedì 8 marzo, alle ore 18. Nell’occasione sarà presente Agnese Innocente, classe ’94, candidata con Dieter è morto (Shockdom) al Premio Boscarato 2018 come “Autrice rivelazione”. All’esposizione si affianca un duplice appuntamento didattico per i visitatori più giovani, diversificato per età, dedicato a bambini da 5 a 8 anni e a ragazzi da 9 a 13 anni.

Mariella Lazzarin (curatrice della mostra)

La forza di un progetto è anche nell’originalità della proposta. E la mostra “Me, My “elf(ie) and I. L’autoritratto a fumetti”, organizzata da Sottodiciotto Film Festival & Campus in collaborazione con l’Accademia Albertina utilizzando i bellissimi spazi espositivi della Pinacoteca, è sicuramente una proposta originale. L’autorappresentazione è infatti al tempo stesso una costante nella produzione artistica ma anche un fenomeno che negli ultimi anni ha avuto (anche grazie alle nuove tecnologie disponibili) una

diffusione esponenziale. E ovviamente una forma artistica per sua natura massificata come quella del fumetto non poteva non trarre spunto e ispirazione da questa nuova realtà. L’autorappresentazione è quindi diventata non un vezzo del singolo artista, ma una pratica artistica diffusa e mescolata in modo inestricabile con tutte le altre componenti del narrare per immagini.
L’ampia selezione, che unisce i più grandi talenti del fumetto italiano con un rigore certo ma anche con uno sguardo leggero e divertito, è una proposta stimolante per gli esperti e una vera e propria gioia per gli occhi del semplice curioso. Come di consueto la mostra sarà accompagnata da attività didattiche e da incontri, proprio per integrare la ricerca e il divertimento all’interno di un viaggio che sappia coniugare passato e futuro, artigianalità e ipertecnologia.

Giulia Carluccio (presidente
di Aiace Torino)
Steve Della Casa (direttore di Sottodiciotto Film Festival & Campus)
Fiorenzo Alfieri
(presidente dell’Accademia
Albertina di Belle Arti)
Salvatore Bitonti (direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti)

I prestatori delle opere esposte:
Piero Alligo, Santo Alligo, Eleonora Antonioni, Maurizio Berdondini, Stefano Biglia, Marco Castelletta, Francesco “Ausonia” Ciampi, Paolo Bacilieri, Francesco Bazzana, Lucia Biagi, Marco Corona, Manuele Fior, Giorgio Forattini, Josephine Yole “Fumettibrutti” “ignorelli, Agnese Innocente, Mario Natangelo, “ergio Pignatone, Roberto Recchioni, Vauro Senesi, Angelo Stano, Vanni Varalda, Giovanna Vincino e Fabio Visintin

Me, Myself(ie) and I. L’autoritratto a fumetti
Pinacoteca Albertina
Inaugurazione: giovedì 8 marzo, ore 18.00
9 marzo – 7 aprile; aperture e orari: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30), chiusura il mercoledì; biglietti: € 7,00 intero; € 5,00 ridotto (dai 6 ai 18 anni; studenti universitari fino ai 26 anni; possessori biglietto Fondazione Accorsi – Ometto e Museo Borgogna di Vercelli; possessori tessera Plus e “mart del Circolo dei lettori, AIACE, FAI, Touring Club, “low Food, Carta Oro di Cronaca Qui; possessori Open“ourceCard by OfficineBrand; gruppi minimo 15 persone; gratuito per under 6 anni, studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti, insegnanti, persone con disabilità e accompagnatore, giornalisti accreditati, guide turistiche con regolare abilitazione, dipendenti MIBAC, forze dell’ordine e militari con tessera di riconoscimento, abbonati Musei Torino Piemonte, possessori tessere ICOM o AICA, possessori Torino
+ Piemonte Card, possessori del biglietto del Polo ‘eale, valido il giorno stesso e il giorno successivo al suo acquisto); info: Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti, via Accademia Albertina 8, 10123 Torino; pinacoteca.albertina@coopculture.it; tel. 011 0897370; www.pinacotecalbertina.it; Sottodiciotto Film Festival & Campus, c/o Aiace Torino, Galleria Subalpina 30, 10123 Torino; info@sottodiciottofilmfestival.it; tel. 011 538962; www.sottodiciottofilmfestival.it

Autoritratto a fumetti
Un invito rivolto a bambini e ragazzi a guardarsi allo specchio immersi nel nuovo allestimento della mostra e a disegnarsi prendendo spunto dai ritratti dei grandi fumettisti esposti.
Domenica 31 marzo, Pinacoteca Albertina
ore 15.00: attività didattica riservata ai bambini 5-8 anni
ore 16.30: attività didattica riservata ai ragazzi 9-13 anni
Iscrizione: € 4,00 a partecipante + biglietto d’ingresso (gratuito con abbonamento Musei e per under 6 anni; ridotto € 5,00)
Vedersi visti
(17 – 30 marzo, Galleria Alessio Moitre)

La mostra “Vedersi visti”, allestita alla Galleria Alessio Moitre in concomitanza con il 20° Sottodiciotto & Campus, è un progetto site-specific di Eleonora Manca che si lega direttamente al tema della narrazione del sé attraverso le immagini esplorato in quest’edizione del Festival.
L’esposizione si compone di una trentina di lavori, quasi tutti inediti, suddivisi tra composizioni fotografiche, videoinstallazioni e opere di poesia visiva, in cui la riflessione sulla memoria e le metamorfosi del corpo – da sempre elementi centrali nel lavoro dell’artista – si annodano strettamente al filo rosso dell’autorappresentazione in una sorta di diario, o racconto, aperto all’osservatore. Chi guarda potrà decidere il percorso più in sintonia con il proprio sentire, a partire dal fulcro dell’allestimento, dato da una giacca maschile appesa al rovescio in dialogo con due ritratti dalla storia familiare dell’autrice, invito a sovvertire il proprio punto di vista, a vedere se stessi “mettendosi negli occhi degli altri” o, al contrario, prescindendo dallo sguardo altrui. Tra i lavori esposti, infatti, spiccano, tra le altre, due micronarrazioni fotografiche, “Vedersi visti”, che dà il titolo alla mostra e in cui una serie di immagini iscritta in un cerchio sintetizza le infinite potenzialità della prima prospettiva, contraltare all’opera “Come sei quando nessuno ti guarda?”, in cui l’accento è posto su una visione interiore di sé. I lavori fotografici in mostra presentano immagini sia in formato analogico, sia in formato digitale (alcune provenienti dall’archivio personale dell’artista, tra cui anche quattro diapositive, in Lightbox, che dialogano con le opere proposte), destinate a restituire una particolare narrazione del sé. La loro successione racconta, infatti, un viaggio nella memoria e nelle trasformazioni subite dal corpo e dagli oggetti nel corso del tempo, legandosi a ciò che si impone nel ricordo come elemento identitario. Dalla stessa opera “Vedersi visti”, in cui le mani dell’autrice accarezzano i ricami di un lenzuolo appartenuto alla trisavola materna, ai libri d’artista “Care details”, dove sono cucite foto analogiche di famiglia, e “Memory of a metarmophosis”, costruito su una vecchia polaroid sovraesposta, fino a ““ineddoche”, dove immagini di parti del corpo rinviano a un “tutto” esterno ad esso, i lavori esposti sono insieme narrazione del sé e rimando a contesti altri, che evitano ogni autoreferenzialità e in cui ciascuno può ritrovarsi: «Ogni storia è una storia in cui ci si può riconoscere; la storia della pelle, dei legami di sangue, delle radici è sempre automaticamente storia collettiva, archetipale e traccia per la ri- scoperta della propria identità. L’intero percorso è quindi da considerarsi un viaggio mnemonico in cui un altro possibile centro è altresì dato dal corpo dell’artista che diviene esso stesso corpo neutro di una memoria che è filtro di reazione, crescita e metamorfosi».
La personale, il cui opening sarà sabato 16 marzo, alle 18.30, verrà accompagnata da un seminario/tavola rotonda (lunedì 18 marzo, ore 10.30, Auditorium del Laboratorio Multimediale Guido Quazza), dedicato al lavoro di Eleonora Manca e alle opere esposte. All’incontro interverrà l’artista insieme con Lucia Cardone (Università degli studi di Sassari), Sandra Lischi (Università degli studi di Pisa), Elena Marcheschi (Università degli studi di Pisa), Stefania Rimini (Università degli studi di Catania), Federica Villa (Università degli studi di Pavia). Coordinano l’incontro Giulia Carluccio e Mariapaola Pierini (Università degli studi di Torino).

Il pensiero comunica con il corpo e scrive su di esso le proprie emozioni recuperando incessantemente i contenuti della memoria. Ogni corpo è memoria ed essa si stratifica a tal punto che ogni nostro atto è inevitabilmente legato ai ricordi che il pensiero cosciente tende ad annullare, ma che sostano inattaccabili nel corpo. Mentre la mente opera secondo azioni di conoscenza e di rimozione, il corpo non dimentica nulla e mantiene nelle proprie cellule ogni avvenimento, ogni pensiero, ogni sguardo, ogni parola. L’idioma del corpo è dunque l’inesplicabile linguaggio della memoria. Indagare la propria memoria significa metterla in connessione con le memorie che ci hanno preceduti e con quelle che verranno. Accenti di occhi familiari, di volti – se considerati all’interno di un unico fluire – diventano i dettagli d’ogni possibile antenato. Così: ogni memoria perduta, ogni vuoto di memoria, ogni promemoria, ogni ricordo acquisiscono il riallacciare le tracce della propria esistenza con quelle altrui. Non esiste memoria dimenticata se ri-proiettata nel presente.
È, oltre a ciò, una riflessione sulle molteplici possibilità percettive. Sulla sottile differenza tra il vedere e il guardare; sul processo del vedere in modo diverso ciò che ci circonda e ogni nostra mutazione. Un invito a vedere noi stessi nell’atto di vedere. Ogni percezione non è un’operazione che ha luogo nell’isolamento del nostro cervello, bensì fa parte di un’incessante metamorfosi che mette in relazione ogni cosa con le cose che la circondano e le loro reciproche influenze. Tutto ciò che ci circonda è incerto perché in perenne cambiamento. Restituire al dubbio e all’incertezza la loro valenza evolutiva ci permette di deviare da una rotta che può modificare ogni nostro agire e pensiero. Se si è disposti a mettere in dubbio principi dati come scontati si crea un ignoto quanto nuovo terreno di investigazione. Mutare significa attuare una deviazione da se stessi. Vedere con occhi nuovi ciò che pensavamo di avere già visto. Vedere con i propri occhi. Contro l’ostinazione che ci vorrebbe incapaci di esplorare le ombre che celano le chiavi per aprire nuovi modi di guardare; dacché non esperiamo l’esistenza di nulla che sia all’esterno di noi stessi se non mediante l’intricata relazione tra significato e significante che il nostro cervello, il nostro corpo e la nostra memoria gli attribuisce. Imbattersi in un qualcosa che ha un’aria familiare, dunque, non significa che ci farà, necessariamente, tornare la memoria; poiché ogni immagine è sempre una finestra percettiva, una geografia da interpretare. In qualche modo ogni immagine (immagine anche laddove compaiono parole: ogni parola è un’immagine e ogni immagine è parola, in quanto dice) è dunque una pagina di diario, un appunto preso, un: “cosa ho dimenticato?”, un: “cosa ho ricordato?”, un: “cosa non voglio dimenticare?”, un: “cosa abbisogna di essere dimenticato?”. Al fine, una mappa del tempo (e di noi nel tempo), un archivio mnemonico tra passato, presente e futuro dove il corpo diviene spazio e fenditura di un varco per racconti la cui durata è essa stessa fedeltà al proprio incedere.
Eleonora Manca

Eleonora Manca (Lucca, 1978), artista visiva, videoartista, videoperformer, fotografa, utilizza vari media (principalmente fotografia e video) al fine di creare percorsi comunicativi mediante installazioni e micro-narrazioni, spesso attraverso la compenetrazione tra immagine e parola. Il suo lavoro ruota attorno i temi della metamorfosi e della memoria del corpo. Ha esposto in numerosi festival di videoarte, collettive e personali in Italia e all’estero. Vive e lavora a Torino.

Vedersi visti
Galleria Alessio Moitre
Opening: sabato 16 marzo, ore 18.30
17 – 30 marzo; aperture e orari: dal mercoledì al sabato, dalle ore 16.00 alle 19.00 o su appuntamento; ingresso libero; info: Galleria Alessio Moitre, via Santa Giulia 37, 10124 Torino; info@galleriamoitr.com; tel. 338 1426301; www.galleriamoitre.com; Sottodiciotto Film Festival & Campus, c/o Aiace Torino, Galleria Subalpina 30, 10123 Torino; info@sottodiciottofilmfestival.it; tel. 011 538962; www.sottodiciottofilmfestival.it

Vedersi visti
Seminario/tavola rotonda intorno alla mostra e alle opere di Eleonora Manca
con Eleonora Manca (artista visiva, videoartista, videoperformer, fotografa), Lucia Cardone (Università degli studi di Sassari), Sandra Lischi (Università degli studi di Pisa), Elena Marcheschi (Università degli studi di Pisa), Stefania Rimini (Università degli studi di Catania), Federica Villa (Università degli studi di Pavia). Coordinano l’incontro Giulia Carluccio e Mariapaola Pierini (Università degli Studi di Torino)
Il seminario si concentra sul lavoro dell’artista Eleonora Manca e, in particolare, sulle opere esposte alla Galleria Alessio
Moitre
Lunedì 18 marzo, ore 10.30, Auditorium del Laboratorio Multimediale Guido Quazza – Università degli studi di Torino (Palazzo Nuovo)
This Is Not a Selfie

Ben prima della selfie-mania, il cinema sapeva già fotografarsi. Si pensi a L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov e a tutto il cinema di ricerca – da Maya Deren a Jonas Mekas –, in cui l’obiettivo si rivolge verso chi guarda, in un gioco rappresentativo che parte dal diario e va oltre. Non solo le avanguardie cedono alla tentazione, ma anche autori abituati a considerare il cinema come pratica personale, si raccontano inserendo nell’immagine di sé stessi frammenti di una realtà che, proprio in virtù di questo diverso approccio, risulta flagrante e ancora più incisiva. Werner Herzog, Jean-Luc Godard, Agnés Varda, sono solo alcuni dei maestri cui si vuole rendere omaggio in questa specifica pratica così intima, affiancati da una nuova generazione di cineasti, il cui sguardo è tutto da scoprire.
Il titolo scelto per questa retrospettiva si ispira a quello del film di Jafar Panahi, che è in programma, This Is Not a Film. Panahi, con questo film e con questo titolo, reagisce al divieto impostogli dal governo di fare cinema. E fa un film non solo su sé stesso, ma sul processo creativo e sull’Iran. Allo stesso modo, i film proposti in questa sezione rappresentano ognuno una narrazione personale, un autoritratto capace di allargarsi e di comprendere anche riflessioni sul contemporaneo.

Stefano Boni e Grazia Paganelli (curatori della sezione)

Le livre d’image di Jean-Luc Godard (Francia/“vizzera 2018, 84’, v.o. sott.it.)
Quattro anni dopo lo strabismo apocalittico di Adieu au langage, Jean-Luc Godard torna a Cannes con un film (in concorso) che recupera il passato e lo trasforma in testo contemporaneo, inarrestabile girandola tanto densa da essere impossibile da contenere (e descrivere). “Nient’altro che silenzio, nient’altro che un canto rivoluzionario”, una storia in cinque capitoli, come le dita della mano, che scorre con tale energia da travolgere ogni sguardo. E infatti l’inizio mostra una mano che indica verso l’alto, e poi ancora mani che srotolano una pellicola appiccicata dal tempo e dall’emulsione (libro di immagini, appunto). E la voce roca di Godard che dice “siamo sempre dalla parte delle bombe”. I colori sono accesi, pastosi, i rumori intensi, perché ancora una volta ogni cosa comincia dal cinema, che è verità e utopia, luogo reale dell’immaginazione e della militanza, scatola magica per interpretare il presente.
«Hai ricreato la materia pittorica da varie fonti e formati. Deformato, ricolorato, ingrandito e ri-incorniciato. Hai bloccato ogni seduzione dell’immagine, ogni testo balbettante, tremolante, interrotto, coperto. Nelle continue interruzioni, essendo diviso tra ciò che è rappresentato e la macchina del cinematografo, con il suo dislocamento, le sue perforazioni, la sua decomposizione. Riscoprendo la discontinuità con mezzi digitali» (Bernard Eisenschitz).
Sabato 16 marzo, ore 20, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

JLG/JLG, autoportrait de décembre di Jean-Luc Godard (Francia 1995, 62’, v.o. sott.it.)
Autoritratto di Jean-Luc Godard. Non una autobiografia, un tentativo di spiegare e di tracciare un filo rosso che unisca eventi e fatti di una vita. Ma un autoritratto, un modo differente di documentare la realtà di una persona, l’insieme delle sue idee, le immagini dei suoi film.
«L’autoritratto è un genere molto diffuso in pittura. Non molto in letteratura – ci sono biografie, memorie, e perfino memorie d’oltretomba. Ma è un genere praticamente impossibile al cinema. Dal momento che mi piace andare in posti sconosciuti e che ce ne sono oggi più che mai, ho cercato di capire in che cosa potesse consistere un autoritratto cinematografico. Fino a dove avrei potuto spingermi nel cinema e fino a dove il cinema avrebbe potuto accettarmi. Dell’arte ho un’idea classica: l’opera è più importante dell’uomo. JLG/JLG è un film che assomiglia ai libri che mi hanno influenzato nell’adolescenza: quelli di Maurice Blanchot, L’Expérience intérieure di Georges Bataille… Il cinema dirige la fisica delle persone verso il pensiero. È uno strumento di pensiero, il cinema!» (Jean-Luc Godard).
«È un autoritratto e in teoria ciò al cinema non si può fare, è qualcosa che è proprio della pittura. Ma volevo cercare di capire cosa significava per me fare un autoritratto, vedere fino a che punto potevo andare nel cinema e fino a che punto il cinema poteva accettarmi» (Jean-Luc Godard).
Sabato 16 marzo, ore 22, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

This Is Not a Film di Jafar Panahi (Iran 2011, 76’, v.o. sott.it.)
Per mesi, Jafar Panahi è rimasto agli arresti domiciliari in attesa del verdetto della Corte d’appello che gli ha poi confermato la condanna al carcere e il divieto di dirigere film. Attraverso la rappresentazione di una giornata nella vita di Panahi durante quel periodo di attesa, Jafar e un altro regista iraniano, Mojtaba Mirtahmasb, offrono una panoramica della situazione attuale del cinema iraniano.

Presentato nella Selezione ufficiale al Festival di Cannes 2011, il film è stato contrabbandato dall’Iran in Francia in un flash drive e nascosto all’interno di una torta di compleanno.
Attento ad obbedire alla lettera a quell’ingiunzione – e quindi a denunciare l’assurdità e la meschinità del suo spirito – Panahi non scrive una sceneggiatura né brandisce una macchina da presa. Un collega, Mojtaba Mirtahmasb (accreditato come co-direttore), arriva nel suo appartamento per girare, e Panahi limita le sue attività a parlare, registrando con il suo iPhone, commentando alcuni dei suoi film precedenti e leggendo ad alta voce copioni esistenti. Quindi, se questo non è un film è, tra le altre cose, una dichiarazione di resistenza creativa di fronte alla tirannia e un documento di libertà intellettuale sotto coercizione politica.
Domenica 17 marzo, ore 20.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Les Plages d’Agnès di Agnès Varda (Francia 2008, 110’, v.o. sott.it.)
Tornando sulle spiagge che hanno segnato la sua vita, Agnès Varda inventa con Les plages d’Agnès una specie di auto- documentario. L’autrice si mette in scena in mezzo a brani dei suoi film, immagini e reportage. Ci fa partecipare con umorismo ed emozione ai suoi esordi nella fotografia di teatro, quindi alla sua carriera di regista innovatrice negli anni Cinquanta, alla sua vita con Jacques Demy, al suo impegno femminista, ai suoi viaggi a Cuba, in Cina e negli Stati Uniti, al suo cammino di produttrice indipendente, alla sua vita di famiglia e al suo amore per le spiagge.
«La vita? Per me è orizzontale come l’orizzonte del mare e non verticale come il paesaggio montano: non è un’ascesa ma
una contemplazione» (Agnès Varda).
Lunedì 18 marzo, ore 22.00, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

I’m Still Here (Joaquin Phoenix – Io sono qui!) di Casey Affleck e Tom Blomquist (U“A 2010, 108’, v.o. sott.it.)
Nel gennaio 2009 Joaquin Phoenix, durante il periodo di promozione del suo ultimo film Two Lovers, fu ospite al “David Letterman “how”. Particolare interessante fu che le riprese di I’m Still Here erano già cominciate e Phoenix era già completamente nel personaggio. Durante l’intervista, della durata di circa 11 minuti, Phoenix è apparso stralunato e a disagio, dicendo pochissime parole con David Letterman e non argomentando nessuna delle risposte date al conduttore. Per buona parte dell’intervista ha masticato vistosamente una gomma e ha lasciato più volte perplesso Letterman, che alla fine l’ha salutato con una battuta, e cioè dicendosi dispiaciuto che Phoenix non fosse effettivamente stato con lui quella sera. Letterman non ha intuito nulla dell’accaduto, e parte di questa intervista è stata inserita nel film.
Nel settembre 2010, dopo quasi due anni (il tempo delle riprese e della distribuzione del film), Joaquin Phoenix è ritornato al “David Letterman Show”, completamente sbarbato e con il suo look reale, e ovviamente fuori dal personaggio che interpretava nella precedente intervista. Nella nuova intervista, oltre alla promozione del nuovo film di Phoenix, è stato possibile un chiarimento inerente alla precedente apparizione del 2009.
Martedì 19 marzo, ore 18, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi (Italia, 2002, 55’)
Alina Marazzi, nipote dell’editore Ulrico Hoepli, ha preso la decisione dolorosa di visionare gli home movies girati dal nonno a partire dagli anni Venti e fino ai primi anni Settanta. Un atto doloroso ma necessario, perché quel materiale comprendeva anche le immagini della madre, morta suicida nel 1972 e praticamente rimossa dal ricordo familiare. Alina così ha imparato a conoscere sua madre, con l’ausilio inestimabile del diario semisegreto da lei tenuto, e l’ha vista quasi per la prima volta, dato che, avendola persa all’età di sei anni, non ricordava neppure il suo volto. Arrivata a un certo punto, si è resa conto della inevitabilità di farne un film.
Martedì 19 marzo, ore 22.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Tarnation di Jonathan Caouette (USA 2003, 100’, v.o. sott.it.)
Tarnation, come suggerisce il titolo stesso, è la storia di una “maledizione”: quella di Jonathan Caouette, giovane regista che fin dall’infanzia ha registrato la sua vita di dolore e dannazione, restituendola poi montata in questo documento poetico e autentico. Un film lungo una vita, Tarnation è una registrazione di vita vissuta e sofferta attimo per attimo da un ragazzino che ha provato di tutto, a cominciare dalla ripetuta visione delle violenze subite da una madre oggi psicotica. «Ci sono dei film che cambiano il modo di vedere un genere. E uno di questi film è Tarnation. Uno sconvolgente, perturbante, eccessivo, estremo modo di fare autobiografia, e di rivoluzionare il modello per raccontare e raccontarsi. Un film, anche, che dimostra come l’immagine – il cinema, la fotografia, il video – sia diventata parte integrante della memoria e del modo di forgiare la nostra identità. Jonathan Caouette costruisce la sua tragica e alla fine quasi esaltante autobiografia su una serie pressoché infinita di materiali della comunicazione “moderna” – foto, super8, messaggi telefonici registrati in segreteria, video, filmini di famiglia – che ha cominciato a realizzare e poi a raccogliere da quando aveva undici anni, un po’ inconsapevolmente, mettendo da parte i mattoni per costruire la propria storia (“La vostra più grande creazione è la vostra vita” dice la frase di lancio), un po’ per una forma di mania familiare» (Irene Bignardi).
Proiezione in collaborazione con Lovers Film Festival; introduce la proiezione Irene Dionisio, direttrice di Lovers Film Festival
Mercoledì 20 marzo, ore 22.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati
Grizzly Man di Werner Herzog (U“A 2005, 103’, v.o. sott.it.)
Nell’estate del 1990 Timothy Treadwell si avventura in Alaska per vivere insieme agli orsi grizzly. Da allora ogni anno torna in quei luoghi per documentare le abitudini degli orsi. Nel 2003 Treadwell trova la morte proprio ad opera di una di quelle creature che credeva amiche. Il documentario alterna interviste e commenti alle stupefacenti immagini filmate da Treadwell per tracciare un ritratto dell’eccentrico attivista-ecologista.
«Guardando gli orsi negli occhi non ho mai visto quell’universo interiore che ci vedeva Timothy. Solo il tipico disinteresse di un animale interrotto dall’occasionale stimolo del cibo» (Werner Herzog). Herzog si trova a dover gestire immagini dove la realtà ha già subito una forte stilizzazione. Timothy Treadwell, nel filmare sé stesso in Alaska con gli orsi grizzly, modifica così sottilmente la situazione da restituirci una realtà che già sfugge splendidamente a ogni principio di realismo. Non si tratta solo di mettersi in posa davanti all’obiettivo e “recitare” una parte ma, soprattutto, di scegliere che cosa mostrare e come far confluire una verità assoluta (per il luogo tanto selvaggio e per la realtà della sua stessa esperienza), con il proprio sguardo su sé stesso e su quel mondo.
Giovedì 21 marzo, ore 22.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati
La camera-specchio: il cinema di Françoise Romand
(3 – 28 marzo)

L’Unione culturale Franco Antonicelli e “ottodiciotto Film Festival & Campus rinnovano la loro collaborazione proponendo quest’anno un omaggio a un’autrice ancora poco conosciuta in Italia. Françoise Romand è una regista francese attiva a Parigi ma nativa di La Ciotat, dove il bisnonno era il tuttofare e giardiniere di casa Lumière immortalato nel celeberrimo L’Arroseur arrosé. Dopo aver studiato all’IDHEC, a partire dagli anni Ottanta ha realizzato film indipendenti che indagano con ironia e sensibilità le relazioni famigliari e sentimentali, tra finzione, documentario e autoritratto. Esordisce con Méli-Mélo (1986) – definito dal critico britannico Jonathan ‘osenbaum “il miglior film degli anni ’80” – che narra, insieme ai protagonisti reali della vicenda, uno scambio in culla avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale in Gran Bretagna. Il suo lungometraggio più recente, Baiser d’encre (2015), è un ritratto della coppia d’artisti murali Ella+Pitr, dei loro figli piccoli e delle figure poetiche che popolano il loro universo creativo.
Nell’edizione di “ottodiciotto Film Festival & Campus dedicata all’autorappresentazione, l’omaggio alla regista dell’intenso videodiario Thème Je (2011) propone – alla presenza dall’autrice – alcuni dei suoi lavori più rappresentativi ed è realizzato dal Festival e dall’Unione culturale Franco Antonicelli in collaborazione con l’INA (Institut National de l’Audiovisuel) e con il sostegno dell’Alliance Française di Torino.
Il focus del Festival sarà anticipato nell’ambito del Divine Queer Film Festival (1-3 marzo) dalla proiezione di Appellez-moi Madame (1987), secondo film della regista, che racconta come Jean-Pierre Voidies, poeta e membro della ‘esistenza contro il nazismo, a più di cinquant’anni e con il sostegno della moglie sia divenuto Madame Ovida Delect. L’appuntamento di chiusura dell’omaggio si terrà il 28 marzo al Centro “tudi “ereno ‘egis nell’ambito della rassegna AffiDarsi, con la proiezione di “i toi aussi tu m’abandonnes (2004), dedicato alla difficile storia d’adozione in Francia di un ragazzo sudamericano.

Silvia Nugara e Claudio Panella
(curatori dell’omaggio)

Proiezione nell’ambito di Divine Queer Film Festival
Appellez-moi Madame (1986, 52’, vo st.it.)
Il secondo film di Romand tratteggia un ritratto di Jean-Pierre Voidies, militante comunista, membro della Resistenza, torturato dalla Gestapo e internato a Neuengamme. Sopravvissuto e tornato nel suo paese, Voidies si è sposato con Huguette e ha avuto un figlio per poi decidere, all’età di 55 anni, di cambiare genere e di diventare Ovida Delect. Sotto questo pseudonimo, ha scritto poesie e si racconta in questo documentario intimo in cui è la stessa Ovida a scegliere in che modo rappresentare il proprio universo transgender.
Domenica 3 marzo, ore 16, Laboratori di Barriera

Proiezioni durante Sottodiciotto Film Festival & Campus
Mix Up ou Méli Mélo (1985, 60’, vo st.it.)
Tra i documentari più originali della storia del cinema, il film d’esordio di Françoise Romand ricostruisce la vicenda realmente accaduta di due donne britanniche che scoprono di essere state scambiate in culla alla nascita e dunque di aver vissuto per vent’anni l’una con i genitori biologici dell’altra. La regista coinvolge le due famiglie in una strana inchiesta il cui scopo è narrare i fatti ma anche rimettere in scena alcuni momenti-chiave nella vita emotiva delle due protagoniste. Il risultato è un film di grande bellezza e precisione formale che gioca con leggerezza e profondità sul tema del doppio, della simmetria e dello scambio: tra passato e presente, tra verità e finzione, tra lingua francese e lingua inglese.
A seguire*:

Baiser d’encre (2015, 92’, vo st.it.)
Ella+Pitr è una coppia di artisti murali che viaggia per le strade della Francia e del mondo realizzando poster di grandi dimensioni in cui inventa un’umanità piena di poesia e ironia: l’uomo che allatta, la vecchina arrabbiata, la musicista pudica, Sisifo affaticato. Françoise Romand alterna la messa in scena di alcune di queste figure in un teatro di posa a sequenze di viaggio e di vita quotidiana della coppia che crea e affigge poster insieme al piccolo figlio Piel a cui presto si aggiunge il neonato Aki. Uno street art movie alla scoperta del mondo, dell’arte e dell’amore.
Interviene la regista Françoise Romand
Lunedì 18 marzo, ore 20.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Rondolino
* Tra i due film verrà proiettato: Don Bosco on a Wall (Italia 2018, 12’), realizzato dalla società Base Zero di Enrico Bisi e Stefano Cravero: un breve reportage che testimonia l’intervento di Mr. Wany, writer di fama internazionale, su un muro di Valdocco, il luogo in cui Don Bosco ha iniziato il suo lavoro con i ragazzi di strada che affollavano le periferie di Torino a metà ’800

Masterclass di Françoise Romand, in collaborazione con il DAMS – Università degli “tudi di Torino. L’incontro, coordinato da Giulia Carluccio, presidente del Corso di laurea in DAM“, si terrà in francese con traduzione in italiano a cura dell’Alliance Française di Torino.
Martedì 19 marzo, ore 15.30, Auditorium del Laboratorio Multimediale Guido Quazza – Università degli studi di Torino (Palazzo Nuovo)

Thème Je (2011, 107’, vo st.it.)
Il titolo del film è un gioco di parole tra la dichiarazione d’amore je t’aime e il progetto di un saggio-video sul sé, thème: Je. A cavallo tra documentario e finzione, si tratta di un intenso videodiario in cui la regista racconta con ironia e profondità il suo rapporto con il corpo, con la sessualità e con il tempo che passa. Il sé emerge sempre in relazione con gli amori che vanno e vengono e con una storia famigliare tutt’altro che banale: dal bisnonno giardiniere dei fratelli Lumière immortalato nel famoso L’Arroseur arrosé, alla nonna materna sfuggita tragicamente al genocidio armeno. Un universo caleidoscopico di affetti, una lettera d’amore al cinema che cita Max Ophüls, Agnès Varda, Jean-Luc Godard…
Interviene la regista Françoise Romand
Martedì 19 marzo, ore 21, Unione culturale Franco Antonicelli

Proiezione di chiusura dell’omaggio nell’ambito della rassegna AffiDarsi e in collaborazione con AMNC – Associazione Museo Nazionale del Cinema
Si toi aussi tu m’abandonnes (2004, 52’, vo st. it)
José, 22 anni, è nato in Colombia ma è stato adottato a 8 anni da una famiglia francese con cui i rapporti non sono sempre stati semplici. In questo videoritratto, José racconta il suo percorso, talvolta doloroso, con delicatezza e ironia.
Giovedì 28 marzo, ore 21, Centro Studi Sereno Regis

Info: Unione culturale Franco Antonicelli, via Cesare Battisti 4, 10123 Torino; info@unioneculturale.org; tel. 339 7347993; www.unioneculturale.org; Sottodiciotto Film Festival & Campus, c/o Aiace Torino, Galleria Subalpina 30, 10123 Torino; info@sottodiciottofilmfestival.it; tel. 011 538962; www.sottodiciottofilmfestival.it
Wikicampus

Tornano, anche quest’anno, gli ormai consueti appuntamenti di Wikicampus, le “lezioni” aperte a tutti frutto della partnership tra il Festival e il Corso di Laurea in DAM“ dell’Università degli “tudi di Torino. Organizzati in collaborazione con Fondazione Circolo dei lettori, Little Nemo Art Gallery e Blah Blah, gli incontri proposti per quest’edizione si legano direttamente al tema di “ottodiciotto Film Festival & Campus 2019 “Me, Myself(ie) and I”, che sarà affrontato approfondendone le connessioni con il racconto di sé, l’autoritratto, l’autofiction e l’autorappresentazione in genere attraverso l’intervento di esperti in varie discipline, artisti e scrittori.

Giulia Carluccio e Matteo Pollone
(curatori della sezione)

Videoarte allo specchio
Un percorso intorno alla presenza dell’artista. Da Vito Acconci a Bill Viola, da Pipilotti Rist a Matthew Barney
con Alessandro Amaducci (Università degli studi di Torino)
Nella storia della videoarte la rappresentazione del corpo dell’artista è una scelta che assume varie forme: dalla semplice esibizione all’interpretazione di veri e propri personaggi. Attraverso la visione di alcune opere si offrirà una sintesi di questa tendenza dagli anni Sessanta ad oggi.
Venerdì 15 marzo, ore 19, Blah Blah

Vedersi visti
Seminario/tavola rotonda intorno alla mostra e alle opere di Eleonora Manca
con Eleonora Manca (artista visiva, videoartista, videoperformer, fotografa), Lucia Cardone (Università degli studi di Sassari), Sandra Lischi (Università degli studi di Pisa), Elena Marcheschi (Università degli studi di Pisa), Stefania Rimini (Università degli studi di Catania), Federica Villa (Università degli studi di Pavia). Coordinano l’incontro Giulia Carluccio e Mariapaola Pierini (Università degli studi di Torino)
Il seminario si concentra sul lavoro dell’artista Eleonora Manca e, in particolare, sulle opere esposte alla Galleria Alessio
Moitre dal 17 al 30 marzo.
Lunedì 18 marzo, ore 10.30, Auditorium del Laboratorio Multimediale Guido Quazza – Università degli studi di Torino (Palazzo Nuovo)

Self media studies
L’immagine di sé dal social networking ai big data
con Federica Villa e Lorenzo Donghi (Self Media Lab – Università degli studi di Pavia)
Alla prima ondata selfmediale, che ha registrato una forte incidenza dell’utilizzo delle nuove tecnologie per dire di “é, ha fatto seguito una seconda fase, in cui l’utilizzo stesso dei media ha coinciso con il dire di “é, per giungere poi a una fase più recente, in cui sono i media stessi a porsi come generatori delle nostre autorappresentazioni.
Lunedì 18 marzo, ore 18, il Circolo dei lettori

Di cosa parliamo quando parliamo di selfie
con Adriano D’Aloia (Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”)
Il selfie non è un semplice autoritratto fotografico, ma un vero e proprio “gesto mediale” che ci estende nello spazio (fisico, virtuale, sociale) e include nell’immagine la traccia di questa estensione. Un viaggio visivo nella pittura e nella fotografia autoritrattistica consentirà di risalire alle tensioni da cui il selfie scaturisce e di riflettere sulla sua natura e il suo destino nell’esperienza mediale contemporanea.
Martedì 19 marzo, ore 18, il Circolo dei lettori

Lo specchio immobile: sul senso dei selfie
con Massimo Leone (Università degli studi di Torino)
La semiosfera digitale contemporanea è caratterizzata principalmente da una valorizzazione ideologica del tempo presente, in particolare tra i millennials e tra i membri della generazione Zeta, e questa valorizzazione si manifesta anche attraverso la diffusione di selfie.
Mercoledì 20 marzo, ore 18, il Circolo dei lettori

Incontro con Tommaso Pincio
con Tommaso Pincio (romanziere, saggista, traduttore) e Andrea Mattacheo (Einaudi)
Partendo dall’immagine di sé allo specchio e dal racconto in prima persona, motivi di fondo dell’ultimo romanzo dell’autore, Il dono di saper vivere, l’incontro affronterà il tema a cui il Festival è dedicato attraversando la letteratura e l’arte per arrivare alle forme mediali contemporanee.
Giovedì 21 marzo, ore 18, il Circolo dei lettori

Quarant’anni di “memoranda
con Nico Colonna (direttore di Smemoranda) e Fulvia Serra (Gertie Production). Coordina Ferruccio Giromini (giornalista) Diario, agenda, oggetto di culto capace di intercettare e lanciare mode, Smemoranda è lo strumento attraverso il quale più generazioni si sono riconosciute e raccontate. ‘ipercorriamo i primi quarant’anni della sua storia.
Venerdì 22 marzo, ore 18, Little Nemo Art Gallery
Buona la prima!

Il Festival dedica un ulteriore spazio a proiezioni particolari, presentate in collaborazione con altre realtà torinesi e non, film e opere cinematografiche di diversa provenienza, che, nella loro ideazione e realizzazione, hanno coinvolto attivamente giovani e giovanissimi. In apertura di sezione, i prodotti selezionati per il Concorso nazionale OFF, che, riservato ai cortometraggi realizzati autonomamente – in ambito extrascolastico – dagli under 18, rappresenta da sempre un’importate vetrina sul mondo giovanile, non soltanto rispetto alle tematiche affrontate, ma anche dal punto di vista dell’esplorazione del linguaggio espressivo utilizzato.
Sara Girardo (curatrice della sezione)

CONCORSO NAZIONALE OFF
Presentazione dei video in concorso e incontro con gli autori
Storia di una giraffa (e della famiglia che l’adottò) (2′) realizzato da un gruppo di bambini (6-11 anni) dell’Associazione “Ci vuole un villaggio” di Bologna
La storia di una giraffa alla ricerca di una nuova famiglia.
Quello che i ragazzi non dicono realizzato da un gruppo di ragazzi (11-15 anni) dell’Associazione “Ci vuole un villaggio” di Bologna (2’50”)
I pensieri di un gruppo di ragazzi sull’amicizia, i genitori e i propri coetanei.
La vera storia di Harry Potter realizzato da un gruppo di ragazzi del laboratorio “Ciak for Kids” di Cazzano di Tramigna (VE) (15′ 56″)
La vera storia del maghetto più famoso del mondo: sarà davvero andata come ci è stata raccontata?
Storie quadrate. Capitolo 1 – Non nominare il mio nome invano di Giovanni Scarpa di Moncalieri (TO) (8′ 44″)
Emma è una ragazza solare, Ivan ama giocare ai videogiochi con gli amici. Un brutto sbaglio metterà le loro vite in difficoltà.
FuoriLuogo di gruppo realizzato da un gruppo di ragazzi dell’I.P.M Ferrante Aporti di Torino (4′)
La sensazione di sentirsi fuori posto, di rimanere all’angolo aspettando di tornare nel proprio posto.
Ossessione Pokemon di gruppo realizzato da ragazzi del laboratorio di cinematografia di Marnate (VA) (4’08”) Alex è un appassionato dei Pokemon ma una bacchetta taroccata lo metterà a dura prova.
Monticello, diventare grandi realizzato da un gruppo di ragazzi del progetto “Cultura in movimento” di Monticello d’Alba (CN) (15′ 49”)
Video inchiesta che affronta il significato della crescita e del diventare adulti.
Utopia di Nicolò A. Gossi di Genova (4′ 22”)
Una giovane donna si ritrova rinchiusa fra due opposte visioni: alcune appaiono quasi come ricordi bucolici, onirici e appartenenti a un mondo antico, quasi primitivo; altre negative, legate alla società contemporanea.
Sabato 16 marzo, ore 16, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

LA DANZA IN 1 MINUTO
Giunto alla VIII edizione, negli anni il contest “La danza in 1 minuto” ha saputo intercettare, accanto ad opere di professionisti di maturata esperienza nel campo della videodanza, una significativa e straordinaria produzione di corti di giovani e giovanissimi autori, danzatori e registi, che hanno contribuito a raccontare in modo personale, sorprendente, ironico, nuovo, qual è il loro rapporto con questa forma d’arte.
COORPI presenta un’antologia di questi piccoli capolavori che aprono la strada a nuove forme di esplorazione sul rapporto
tra cinema e danza e sull’utilizzo e le potenzialità di questo linguaggio espressivo.
Introduce la proiezione Cristiana Candellero, presidente di COORPI
Sabato 16 marzo, ore 17.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

CONCORSO NAZIONALE OFF
Presentazione dei video in concorso e incontro con gli autori
La vita è cinema realizzato da un gruppo di ragazzi del laboratorio “Ciak for Kids” di Cazzano di Tramigna (VE) (29′ 58”) Un meraviglioso viaggio attraverso la storia del cinema visto con gli occhi di sette.
Avere 15 anni (non è una cosa facile) di Gabriele Netto di Cordenon (PN) (1′ 37”)
I pensieri, le emozioni e le perplessità di un adolescente attraverso sequenze di filmati realizzati nel corso della sua vita.

Fetus di Jan Devetek di Gorizia (3′)
Due ragazzi di paesi diversi si incontrano su una spiaggia, un flusso di coscienza di pensieri che si scambiano alla vista dell’altro.
Is not a cort di Claudia Masellis di Bitonto (BA) (3′ 07”)
Come non dovrebbe essere realizzato un cortometraggio attraverso lo sguardo di una ragazza che si cimenta dietro la macchina da presa.
Sfacciati – Facce toste animate realizzato da un gruppo di ragazzi del workshop “Animiamoci” di Brescia (3′ 04”) Un corto d’animazione in cui i particolari della faccia di un gruppo di ragazzi vengono animati.
Quando il castello chiude realizzato da un gruppo di ragazzi del workshop “Animiamoci” di Brescia (5′ 12”)
Una leggenda narra di strane creature che popolano il castello di Brescia. Nessuno le ha mai incontrate, ma esisteranno davvero?
Vertigine di orizzonti di Chiara Bandinelli di Roma (5′ 03”)
Un viaggio in Marocco, partendo da Marrakech per arrivare nel deserto del Sahara, vicino al confine con l’Algeria.
Le incredibili storie di Bra realizzato da un gruppo di bambini dell’Associazione “La scatola gialla” di Cuneo (4′ 30”) Un viaggio nella città di Bra attraverso lo sguardo e la spiegazione di una guida d’eccezione.
Sabato 16 marzo, ore 18, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

Flying Roots di Ednan Abreu Dos Santos, Rahma Djebali, Jacopo Dragotta, Federico Hu, Ludovica Paesano, Scilla Volpe
“imoncelli, Micaela )urita Poma (Italia, 37’ 25’’)
Flying Roots letteralmente significa “radici volanti”, nasce da un progetto di video partecipato e vuole essere uno stimolo a ragionare sulla propria identità e sulle radici delle nostre famiglie. Quali sono le nostre radici e da quali terreni si muovono? Cosa significa essere italiano? Cosa significa appartenere a più identità? Qual è l’identità del quartiere di Piazza Vittorio e come si può raccontare al cinema?
Introducono la proiezione gli autori Federico Hu, Ludovica Paesano, Micaela Zurita Poma e il produttore Michele Aiello
di ZaLab
A seguire:
PREMIAZIONE DEL CONCORSO NAZIONALE OFF
Domenica 17 marzo, ore 16, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati

LA FORZA CREATRICE DEI GIOVANI. ARCI MOVIE PRESENTA LE WEB SERIES IL NASTRO DI MÖBIUS E SNUFF
Incontro dedicato alle produzioni dei ragazzi dell’Arci Movie di Napoli: un’occasione per conoscere la realtà dei giovani napoletani che, grazie alla partecipazione ai laboratori cinematografici di Arci Movie, hanno potuto conoscere e coltivare la loro passione per il cinema fino ad arrivare all’ideazione e alla produzione di due web series, Il nastro di Möbius e Snuff, dirette da Giovanni Bellotti e realizzate dal Collettivo Super8.
Il Collettivo Super8 nasce da un progetto che vede la concretizzazione di uno spazio in cui i giovani, sotto i 35 anni, possano dare vita alle loro creazioni cinematografiche curandone i diversi aspetti, dalla scrittura alla produzione.
Il nastro di Möbius – 1a puntata (Italia, 7’ 51’’)
Mara e Ludovico, due studenti coinquilini, si imbattono per caso in un indovinello, trovato su una rivista sconosciuta, che è firmato “Il nastro di Möbius”. ‘isolvendo i vari enigmi entreranno in contatto con persone apparentemente senza legami, ma che condividono tutte un tragico passato che vede come protagonisti un omicidio, un suicidio e una scomparsa misteriosa. Quello che sembra essere un semplice gioco, si rivela presto, agli occhi dei due ragazzi, un inquietante e doloroso disegno, architettato da una mente ingegnosa. L’unico modo per trovarla è risolvere ogni verso contorto dell’indovinello in maniera esatta. Tutto gira attorno alle parole “per amore”, parole che rappresentano l’inizio e la fine della matassa ingarbugliata dalla quale Mara e Ludovico non riescono e non vogliono uscire. Ma loro non sono gli unici a cercare l’ideatore dell’enigma. C’è qualcun altro che, in silenzio, ne segue le tracce. Qualcuno che ha ancora dei conti in sospeso.
Snuff – 1a puntata (Italia, 4’ 55’’)
Alice e Luca, laureandi in cinema, iniziano il loro tirocinio presso un’associazione. Convinti di poter approcciare fin da subito il mondo del lavoro per cui hanno studiato, si ritroveranno invece coinvolti in un terrificante mistero. Insieme, si metteranno alla ricerca dell’autore di uno “snuff movie” ritrovato nello scantinato dell’associazione, nel quale la protagonista, una loro conoscente, viene torturata fino alla morte.
Dialogheranno con il pubblico Roberto D’Avascio, presidente di Arci Movie Napoli, Giovanni Bellotti, ideatore delle web series, i ragazzi del collettivo Super8 che hanno realizzato le web series, il regista Daniele Gaglianone
Giovedì 21 marzo, ore 18.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Rondolino
Don Bosco Story

Grande protagonista della passata edizione, il writing fa capolino a Sottodiciotto & Campus anche quest’anno. In collaborazione con Missioni Don Bosco Onlus, main partner della 20ma edizione del Festival, verrà infatti proposto, in proiezione speciale, il videoreportage realizzato dalla società Base Zero di Enrico Bisi e Stefano Cravero che documenta il nuovo lavoro torinese dello street artist Mr Wany, già ospite di Sottodiciotto & Campus 2018. Nel settembre scorso il writer brindisino è stato nuovamente chiamato in città per intervenire su muri molto particolari: quelli che circondano la Casa Madre dei Salesiani nel rione Valdocco. Curata dalle Missioni Don Bosco, dedicata al 150° anniversario di consacrazione della Basilica di Maria Ausiliatrice, l’iniziativa ha avuto grande successo. La trasposizione in graffito della vita e delle opere di Don Bosco ha suscitato reazioni entusiaste non solo nei giovani, legati, per motivi generazionali, alla cultura dell’hip hop e della street art, ma anche nei residenti e nei visitatori del quartiere, valorizzando un angolo che apre alla Torino dei problemi sociali ma anche della solidarietà attiva.
Il writing sarà protagonista anche di un incontro, aperto a tutti, organizzato dal Festival in collaborazione con Missioni Don Bosco Onlus e con l’Università degli studi di Torino, a cui interverranno Mr Wany ed Enrico Bisi.
Don Bosco on a Wall (Italia 2018, 12’) realizzato dalla società Base )ero di Enrico Bisi e “tefano Cravero
Un breve reportage che testimonia l’intervento di Mr. Wany, writer di fama internazionale, su un muro di Valdocco, il luogo in cui Don Bosco ha iniziato il suo lavoro con i ragazzi di strada che affollavano le periferie di Torino a metà ’800. Un graffito che si inventa un nuovo modo di interpretare l’iconografia religiosa e un video che riprende la performance dell’artista, le reazioni dei passanti e i racconti di chi custodisce l’eredità del santo sociale.
Lunedì 18 marzo, ore 21.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Rondolino
I muri tra sacro e profano
Un incontro con gli studenti e con il pubblico interessato che spazierà tra cinema, fumetti, writing e street art, analizzati e discussi attraverso la proiezione di sequenze di film, fotografie e videoclip.
In collaborazione con Missioni Don Bosco Onlus e Università degli studi di Torino.
Intervengono il writer Mr Wany ed Enrico Bisi, regista e docente di Regia cinematografica al Corso di laurea in DAMS –
Università degli studi di Torino
Giovedì 21 marzo, ore 14 – 17, DAMS – Università degli studi di Torino (sala da definire)

In ricordo di “Pe” Calopresti

Sottodiciotto & Campus dedica un evento speciale – coordinato da Claudio Paletto e Caterina Taricano – al regista e produttore Beppe “Pe” Calopresti, morto nello scorso gennaio. Figura di riferimento della cultura torinese, anche in qualità di funzionario della Regione, Beppe Calopresti è stato tra i protagonisti della scena cinematografica indipendente cittadina fin dai primi anni Ottanta. Il Festival lo ricorda sia con le testimonianze di quanti lo conobbero e collaborarono con lui, sia con la proiezione di estratti di alcune opere e con brevi filmati a sua firma, tra cui Bambini d’Italia, il cortometraggio realizzato insieme con Silvano Antonelli e Claudio Paletto presentato proprio a Sottodiciotto nel 2004.
In ricordo di Beppe “Pe” Calopresti
Tra i ricordi di quanti lo conobbero, una selezione di cortometraggi e spezzoni di film realizzati dal regista e produttore torinese Beppe “Pe” Calopresti, morto nello scorso gennaio.
Partecipano: Mimmo Calopresti, Claudio Paletto, Antonella Parigi, Steve Della Casa e gli altri amici di Pe. Sabato 16 marzo, ore 17.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Cabiria

Concerto di apertura con The Minis
Serata di apertura in musica per la 20ma edizione di Sottodiciotto Film Festival & Campus. Dopo le proiezioni in sala, l’appuntamento è all’Off Topic, l’hub culturale della città di Torino nato pochi mesi fa e diventato rapidamente un punto di ritrovo molto apprezzato. Sul palco, come al Festival, saranno protagonisti i giovanissimi. Star della serata sarà, infatti, The Minis, la band torinese nata nel 2015 da tre ragazzi dell’età media di tredici anni: Julian Loggia al basso e alla voce, )ak Loggia alla chitarra e ai cori e Mattia Fratucelli alla batteria. Un gruppo teenager che sta diventando “grande” in ogni senso e che, dopo il debutto nel 2016 e l’intensa attività live che nel 2017 lo ha portato a suonare in importanti festival italiani, è approdato nel 2018 in sala prove per realizzare il suo primo album di inediti.
Concerto di apertura della 20ma edizione di Sottodiciotto Film Festival & Campus – The Minis Venerdì 15 marzo, ore 22.30, Off Topic (via Pallavicino 35, ingresso gratuito)
Proiezioni, incontri, laboratori, attività didattiche
(1° – 22 marzo)

L’ampio palinsesto dedicato alle Scuole di ogni ordine e grado della 20ma edizione di Sottodiciotto Film Festival & Campus si dipanerà dal 1° al 22 marzo, precedendo e poi affiancando il programma aperto a tutto il pubblico.
Articolato nella sezione competitiva e nelle numerose iniziative diversificate per età – proiezioni, incontri, attività didattiche, laboratori – il programma per le Scuole è da sempre elemento peculiare del Festival. Fin dalla sua nascita, nel 2000, “ottodiciotto ha infatti perseguito l’obiettivo non solo di favorire la creazione di una nuova generazione di spettatori, ma anche di porsi come possibile strumento in grado di incentivare nei più giovani – grazie alla forza e alla fascinazione del cinema – l’attenzione per la realtà che li circonda e la riflessione critica su aspetti cruciali della contemporaneità. Elementi fondanti della società civile e temi di attualità – l’educazione alla legalità e alla tolleranza, il valore della differenza, l’importanza del rispetto dell’altro, della difesa dei diritti di ciascuno e, soprattutto, dei minori, la parità di genere, il contrasto a tutte le forme di discriminazione e di abuso, la tutela dell’ambiente – sono stati una costante delle iniziative didattiche e formative proposte dal Festival nel corso dei suoi vent’anni di vita. La continuità della formula è stata resa possibile da un’ampia e duratura rete di sinergie, in cui al nucleo storico originario si sono via via affiancate altre istituzioni, realtà, manifestazioni attive sul territorio locale e nazionale. Anche per l’edizione 2019, quindi, “ottodiciotto & Campus può contare sulla fondamentale collaborazione di un’importante serie di partner: AIACE Nazionale – Centro Nazionale del Cortometraggio, Amnesty International – Piemonte e Valle d’Aosta, ANCR – Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, ASIFA Italia – Associazione Italiana Film d’Animazione, Biblioteche Civiche Torinesi, Centro di Psicologia Ulisse, CIAS – Coordinamento Italiano Audiovisivi a Scuola, Cinedumedia – Università degli Studi di Torino, Comitato UNICEF Torino, Comune di Pianezza – Assessorato alla Cultura, Comune di Vinovo – Assessorato alla Cultura, Cultura in movimento – Circolo Arci Cinema Vekkio Corneliano d’Alba, Festival CinemAmbiente, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, ITER – Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile, Lovers Film Festival, Medici Senza Frontiere, Seeyousound Music Film Festival, StudiumLab – Università degli studi di Torino, Museo Nazionale del Cinema.

CONCORSO NAZIONALE ► Nato vent’anni fa per dare visibilità ai risultati concreti, sempre più cospicui, seguiti all’introduzione e all’utilizzo diffuso del mezzo cinematografico in ambito didattico, il Festival ha sempre trovato il proprio fulcro nel Concorso nazionale dei prodotti audiovisivi realizzati dalle Scuole. Nell’edizione 2019, la sezione competitiva vedrà in gara 177 titoli, su circa 300 partecipanti al bando. In netto aumento rispetto allo scorso anno (nel 2018 erano stati 117 i cortometraggi selezionati su circa 200 iscritti), i finalisti gareggeranno, come sempre, nelle tre sezioni previste: “cuole dell’Infanzia e Primarie, Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado.
All’aumento quantitativo dei titoli in concorso corrisponde, quest’anno, una notevole diversificazione sia dei temi affrontati, sia delle modalità espressive e narrative utilizzate negli elaborati. I cortometraggi realizzati dalle “cuole Primarie si concentrano in prevalenza sul valore dell’amicizia che, sempre più spesso, si coniuga con il tema dell’accoglienza dei piccoli compagni in arrivo da altri Paesi. Secondo una tendenza già in atto da diversi anni, che percorre trasversalmente tutte le sezioni, aumenta l’interesse per il futuro del Pianeta e il problema della sostenibilità ambientale. “empre molta alta risulta l’attenzione al fenomeno del bullismo e, in particolare, del cyberbullismo. Dai lavori delle Scuole Secondarie emerge una crescente consapevolezza dei rischi impliciti nell’uso dei social network, accompagnati da nuovi timori sulle possibili strumentalizzazioni della propria immagine e delle proprie vicende personali diffusi online: una tendenza che si lega indirettamente con il tema dell’autorappresentazione nell’epoca digitale approfondito in quest’edizione del Festival e condensato nel titolo “Me, Myself(ie) and I”. “egno di crescente dimestichezza con il linguaggio filmico, molti cortometraggi in concorso si rifanno al cinema di genere (fantasy, horror, gangster movie) per analizzare temi di attualità; in parallelo, grande spazio occupano nel Concorso di quest’anno i documentari, volti soprattutto ad esplorare il fenomeno delle

migrazioni, il problema dell’integrazione e della marginalità in forma di veri reportage dai luoghi degli sbarchi o da quartieri cittadini ad alta densità di abitanti d’origine straniera. I cortometraggi saranno proiettati nel corso del Festival (a partire dal 18 marzo), in attesa della giornata finale di premiazione (il 22 marzo).

PROIEZIONI E INCONTRI ► Curato da Sara Girardo, il programma Scuole del Festival affianca, come sempre, proiezioni differenziate per età (anche quest’anno estese al territorio provinciale) e incontri con ospiti che discutono e approfondiscono con il giovanissimo pubblico i temi proposti dai film in cartellone.

“cuole dell’Infanzia e Primarie. Il Festival inaugura il programma delle scuole proponendo, in occasione della Giornata internazionale contro le discriminazioni e in collaborazione con il Comitato UNICEF di Torino, il film Vampiretto (venerdì 1° marzo, Cinema Massimo – MNC, Sala Cabiria, ore 10) di Richard Claus e Karsten Kiilerich. In proiezione per le “cuole d’Infanzia e Primarie, le avventure del tredicenne Tony e di Rudolph, suo (pluricentenario) coetaneo vampiro, capaci di superare ogni pregiudizio nei confronti della diversità dell’altro legandosi in una profonda e solidale amicizia che permetterà loro di sconfiggere i piani del perfido Rookery, saranno introdotte da Luciana d’Amico e Anna Roccato, volontarie dell’Area Istruzione del Comitato Provinciale di Torino per l’UNICEF. Il film di apertura della specifica sezione riservata alle “cuole d’Infanzia sarà, invece, Molly Monster (venerdì 8 marzo, Cinema Romano 1, 3, ore 10.30) di Matthias Bruhn, Michael Ekbladh, Ted Sieger. Proposto in occasione della Giornata internazionale della donna, il film è la trasposizione per il cinema del cartone animato con la piccola protagonista femminile tanto poco bella, quanto amata e conosciuta in molti Paesi del mondo. Introdotta dal critico e animatore Andrea Pagliardi, la storia della mostricciattola costretta dall’arrivo di un fratellino ad assumersi le prime responsabilità “da grande” e ad avventurarsi coraggiosamente nel mondo, è presentata in collaborazione con ASIFA Italia – Associazione Italiana Film d’Animazione. È la trasposizione sul grande schermo di una nota serie animata anche il titolo successivo proposto ai bambini in età prescolare – sempre in collaborazione con A“IFA e con l’introduzione di Andrea Pagliardi –, Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite (mercoledì 13 marzo, Cinema Fratelli Marx 1, 2, 3, ore 10.30): film che segna il recente ritorno al cinema di uno dei massimi registi d’animazione italiana, Enzo d’Alò, e accoglie la sfida di trasmettere anche ai piccolissimi la ricchezza della lingua e il gusto del bello, utilizzando nei dialoghi parole “difficili” e nella colonna sonora brani di musica classica. Chiude il cartellone dedicato alle “cuole dell’Infanzia la proiezione abbinata di due gioiellini d’animazione, La Strega Rossella e Bastoncino (martedì 12 marzo, Cinema Ambrosio 1, ore 10), presentati in collaborazione con Biblioteche Civiche Torinesi e ASIFA Italia. Tratti dai popolarissimi libri di Julia Donaldson illustrati da Axel Scheffler (come già i precedenti Il Gruffalò e Gruffalò e la sua piccolina), i due cortometraggi saranno introdotti da Andrea Pagliardi. Alle Scuole Primarie è dedicato poi, specificamente, Bigfoot Junior (giovedì 7 marzo, Cinema Ambrosio 1, ore 10), coproduzione europea di successo firmata da Jeremy Degruson e Ben Stassen e presentata in collaborazione con il Festival CinemAmbiente. Di chiara impronta ecologista, la storia del timido Adam che, costretto a fare i conti non solo con i bulli della scuola, ma anche con una crescita smisurata di piedi e capelli, va alla ricerca del padre abbandonando la giungla urbana e spingendosi nel folto di una ben più accogliente foresta, sarà introdotta da Lia Furxhi, responsabile della programmazione di CinemAmbiente. Nell’ambito delle proiezioni decentrate, infine, il cartellone propone il programma speciale Eureka! Le invenzioni del professor Balthazar (martedì 12 marzo, Cinema Auditorium di Vinovo, ore 9), una selezione di episodi della storica serie degli anni 60-70 dedicata al geniale scienziato nato dalla fantasia di
)latko Grgić. Una scoperta per i più piccoli, l’irresistibile classico d’animazione, presentato nella recente versione restaurata a cura di DVDlab, sarà introdotto e commentato da Eugenia Gaglianone, studiosa del cinema dell’Est e insegnante.

Scuole Primarie e Secondarie di I grado. In collaborazione con Seeyousound Music Film Festival, il cartellone propone sia per le “cuole Primarie, sia per le “econdarie di I grado l’acclamato Asino vola (mercoledì 13 marzo, Cinema Ambrosio 1, ore 10), di Marcello Fonte e Paolo Tripodi, il cui piccolo protagonista, nella desolata periferia di ‘eggio Calabria, s’innamora della musica e sogna di entrare a far parte della banda del quartiere, ma non può permettersi di comperare uno strumento. Invito non retorico
a lottare per realizzare le proprie aspirazioni, senza arrendersi alle difficoltà, il film sarà introdotto da Carlo Griseri, giornalista e direttore di Seeyousound Music Film Festival.

Scuole Secondarie di I grado. La sezione dedicata specificamente alle Secondarie di I grado si apre con Animali fantastici – I crimini di Grindelwald (lunedì 11 marzo, Cinema Greenwich 1, ore 10), secondo, fortunato capitolo della saga spin-off di Harry Potter nata dall’inesauribile fantasia di J.K. ‘owling e diretta da David Yates. Le nuove avventure di Newt Scamander e delle sue creature magiche, presentate in collaborazione con Biblioteche Civiche Torinesi, saranno introdotte da Cristina Colet, studiosa e critica di cinema. A seguire il cartellone propone, in collaborazione con il Centro di psicologia Ulisse, “Ma che cos’è il bullismo?” (giovedì 14 marzo, Cinema Massimo – MNC, Sala Cabiria, ore 9.30), programma speciale che abbina la proiezione sul grande schermo a una successiva esperienza interattiva dal vivo destinata ad esplorare meccanismi e bisogni che entrano in gioco nelle relazioni online dei giovanissimi. Il film Edhel (giovedì 14 marzo, Cinema Massimo – MNC, Sala Cabiria, ore 9.30) di Marco Renda, storia di una bambina nata con una malformazione del padiglione auricolare che fa apparire le sue orecchie “a punta” come quelle degli elfi, sarà quindi seguito da Avviso ai naviganti: momento di approfondimento sui perché, sul come e sui rischi dell’utilizzo dei social network, condotto dalla psicologa Alessandra Crispino. Il film Edhel sarà successivamente proposto nell’ambito delle proiezioni decentrate (martedì 19 marzo, Cinema Multisala Lumière di Pianezza, ore 9.15), sempre accompagnato dall’intervento degli operatori del Centro di psicologia Ulisse. Un ulteriore appuntamento (giovedì 21 marzo, Cinema Centrale, ore 10), organizzato in collaborazione con Festival CinemAmbiente, CNC – Centro Nazionale del Cortometraggio e Bioparco Zoom, darà spazio al tema green. La mattinata sarà introdotta da Valentina Isaja, responsabile Education e Conservation del Bioparco Zoom. La proiezione di un classico del cinema d’animazione, L’uomo che piantava gli alberi di Frédéric Back, tratto dal racconto di Jean Giono e introdotto da Camilla Lasiu, redattrice del mensile “Maverick”, sarà seguita da un programma speciale di cortometraggi dedicati a “Il Pianeta su cui viviamo”. La selezione di sei brevi film animati, di recente produzione, originali declinazioni delle emergenze ambientali del nostro mondo e degli equilibri sempre più precari tra uomo e Natura, sarà presentata da Bianca Donderi, responsabile della promozione italiana del CNC.

Scuole Secondarie di I e di II grado. Per entrambi i gradi delle Secondarie, sempre in occasione della Giornata internazionale contro le discriminazioni e in collaborazione con il Comitato UNICEF di Torino, il Festival propone Wonder (venerdì 1° marzo, Cinema Massimo – MNC, Sala Rondolino e Sala Soldati, ore 9.30), l’acclamato film diretto da “tephen Chbosky, interpretato da Julia Roberts, da Owen Wilson e dal giovanissimo Jacob Tremblay, che affronta il problema del pregiudizio contro la diversità attraverso la trasposizione cinematografica del bestseller omonimo di R. J. Palacio. La vicenda del piccolo August, affetto dalla sindrome di Treacher-Collins e alle prese con la sua prima esperienza scolastica e con il mondo, spesso crudele, dei coetanei, sarà introdotta da Luciana d’Amico e Anna ‘occato, volontarie dell’Area Istruzione del Comitato Provinciale di Torino per l’UNICEF.

Scuole Secondarie di II grado. Particolarmente ampia, la sezione di film dedicati alle Secondarie di II grado si apre con This Changes Everything (giovedì 7 marzo, Cinema Ambrosio 2, ore 9.30) di Avi Lewis, presentato in collaborazione con il Festival CinemAmbiente. Il film s’ispira al bestseller di Naomi Klein “Una rivoluzione ci salverà” per raccontare le storie di uomini e donne che, in zone diverse del mondo, hanno reagito alle minacce all’ecosistema e alle emergenze ambientali mettendosi in gioco in prima persona. La proiezione sarà seguita da un incontro con Lia Furxhi, responsabile della programmazione di CinemAmbiente. In occasione della Giornata internazionale della donna, il Festival propone, in collaborazione con l’Archivio Nazionale Cinematografico della ‘esistenza, il programma speciale “Ragazze, si vota!” (venerdì 8 marzo, Cinema Romano 2, ore 9.30), che rivisita attraverso due cortometraggi quella tappa fondamentale nella storia italiana della parità dei diritti rappresentata dalla conquista del suffragio femminile. In Aida di Mattia Temponi, la protagonista, anziana e malferma, corona i propri sogni giovanili di emancipazione votando nel referendum istituzionale del ’46. In Senza rossetto di Silvana Profeta sono raccolte, invece, molteplici testimonianze di donne che andarono a votare per la prima volta (evitando di imbellettarsi le labbra per non sporcare la scheda che doveva essere umettata e
incollata, pena l’invalidazione) per le elezioni amministrative del marzo-aprile 1946 e, successivamente, il 2 giugno 1946. Le proiezioni saranno seguite da un incontro con Mattia Temponi e con Mattia Puleo, autore e produttore del film Aida, e con Paola Olivetti dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. A chiusura della mattinata, verranno proiettati due corti dedicati alle donne protagoniste della ‘esistenza e del dopoguerra premiati nel concorso “Filmare la storia”, ideato e organizzato dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. Si torna ai nostri giorni, anzi a un futuro imminente e distopico, con la proiezione, in collaborazione con Biblioteche Civiche Torinesi, di The Circle (lunedì 11 marzo, Cinema Greenwich 2, ore 9.30), il film di James Ponsoldt tratto dal bestseller di Dave Eggers e interpretato da Emma Watson e Tom Hanks, che ci mette in guardia sui rischi della società iperconnessa. La storia della giovane Mae, gradualmente consapevole delle implicazioni dell’avanguardistico social network messo a punto dall’azienda di telecomunicazioni in cui lavora, sarà introdotta da Matteo Merlano, redattore del mensile “Maverick”. La piaga del nuovo caporalato e delle nuove marginalità viene affrontata nel docu-musical di sapore bollywoodiano The Harvest (giovedì 14 marzo, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati, ore 10) di Andrea Paco Mariani, presentato in collaborazione con Amnesty International – Piemonte e Valle d’Aosta. Il film, girato all’interno di una cospicua comunità sikh stanziata in provincia di Latina e prevalentemente occupata in lavori agricoli sottopagati e senza alcuna forma di tutela, sarà commentato da Angela Vitale Negrin, referente per le relazioni esterne di Amnesty Piemonte e Valle d’Aosta. La proiezione successiva, in collaborazione con Lovers Film Festival, Zen – Sul ghiaccio sottile (martedì 19 marzo, Cinema Greenwich 2, ore 10), lungometraggio d’esordio di Margherita Ferri, propone una riflessione sulle discriminazioni basate sull’identità di genere. Delicato coming of age di cui è protagonista la sedicenne Maia, bullizzata a scuola per il suo aspetto androgino, appassionata di hockey e attratta dalla compagna di classe Vanessa, il film sarà introdotto da Irene Dionisio, regista e direttrice di Lovers Film Festival. A seguire, il cartellone propone Dove bisogna stare (mercoledì 20 marzo, Cinema Greenwich 1, ore 10), il nuovo film del regista torinese Daniele Gaglianone. Presentato fuori concorso all’ultima edizione del Torino Film Festival, nato da un’idea in collaborazione con Medici Senza Frontiere, che partecipa anche alla presentazione del film a Sottodiciotto & Campus, il lungometraggio raccoglie le testimonianze di quattro donne – diverse tra loro per età, ambienti, esperienze – che in un Paese dipinto come terrorizzato dalle migrazioni, hanno scelto di stare, con un impegno concreto e quotidiano, a fianco degli ultimi. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista Daniele Gaglianone e con Duda Casari, referente per le scuole del gruppo di Torino di Medici Senza Frontiere. La sezione si conclude con una mattinata organizzata in collaborazione con CinemAmbiente e con il CNC – Centro Nazionale del Cortometraggio e con un nuovo appuntamento, dedicato a “Il Pianeta su cui viviamo” (venerdì 22 marzo, Cinema Massimo – MNC, Sala Rondolino, ore 10). Declinato specificamente per i ragazzi delle Secondarie di II grado, il programma speciale presenta cinque cortometraggi in live action, sempre di recente produzione, che spaziano tra brevi storie di finzione ispirate dalle emergenze ambientali a documentari di taglio naturalistico. La proiezione sarà introdotta da Bianca Donderi, responsabile della promozione italiana del CNC. Chiuderà la mattinata la proiezione speciale dei film del Concorso “Noi a scuola” dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, che saranno introdotti da Cristina Colet.

“cuole dell’infanzia, Primarie, “econdarie di I e di II grado. Come consuetudine, il Festival si apre con la mattinata dedicata alla festa di premiazione dei prodotti ITER (venerdì 15 marzo, Cinema Massimo – MNC, Sala Cabiria, dalle ore 9), il tradizionale appuntamento con cui l’Istituzione Torinese per un’Educazione Responsabile corona il proprio annuale impegno nel campo della didattica audiovisiva. I 9 cortometraggi premiati in quest’edizione sono stati realizzati da altrettante classi di Scuole torinesi di diverso ordine e grado con la collaborazione del Centro di Cultura di Comunicazione e Cinema d’Animazione di ITER nel corso dell’anno scolastico 2017-2018.

SOTTO18 LAB ► Numerose le attività didattiche e laboratoriali proposte dal Festival con Sotto18 LAB, lo spazio di coinvolgimento attivo che, a partire dal linguaggio, dalle tecniche e dalle modalità espressive del mezzo cinematografico, propone approfondimenti ed esperienze sul campo diversificate per fasce d’età.

Per la fascia dei 6-11 anni vengono organizzati quattro laboratori. Arte in banco e nero, a cura del Laboratorio ITER – Laboratori Arti Visive Remida, propone un’esperienza alla scoperta dei materiali
fotosensibili e delle possibilità espressive che essi offrono, dalle stampe off-camera ai contatti in camera oscura, dal negativo in bianco e nero alle immagini digitali. Curato da Eugenia Gaglianone, L’inventore di storie guida gli alunni, attraverso la visione di alcuni cortometraggi d’autore, a scoprire gli aspetti narrativi tipici del cinema di animazione e a esercitare la propria creatività ideando diversi finali delle storie viste sullo schermo. Oggi le comiche!, sempre curato da Eugenia Gaglianone, analizza i meccanismi delle gag dei grandi maestri – da Charlot a Stanlio e Ollio – conducendo poi gli alunni a inventare nuovi personaggi a partire dal proprio autoritratto. Il laboratorio di Cineletture, a cura delle Biblioteche Civiche Torinesi, sarà dedicato ai testi di Julia Donaldson che hanno ispirato i cortometraggi La strega Rossella e Bastoncino in proiezione nel programma riservato alla corrispettiva età scolastica.

Per la fascia degli 11-14 anni vengono proposti cinque laboratori, tra cui alcuni analoghi ai precedenti, ma in formula adeguata alle diverse competenze scolastiche. Arte in banco e nero, a cura del Laboratorio ITER – Laboratori Arti Visive ‘emida, propone anche ai più grandi un’esperienza alla scoperta dei materiali fotosensibili e delle possibilità espressive che essi offrono, dalle stampe off-camera ai contatti in camera oscura, dal negativo in bianco e nero alle immagini digitali. L’inventore di storie, curato da Eugenia Gaglianone guida i giovani partecipanti a scoprire gli aspetti narrativi tipici del cinema di animazione e a esercitare la propria creatività ideando diversi finali dei cortometraggi d’autore visti sullo schermo. Oggi le comiche!, sempre curato da Eugenia Gaglianone, analizza i meccanismi delle gag dei grandi maestri – da Charlot a Stanlio e Ollio – conducendo poi i partecipanti a inventare nuovi personaggi a partire dal proprio autoritratto. Il laboratorio di Cineletture, a cura delle Biblioteche Civiche Torinesi, sarà dedicato ai testi di J. K. Rowling che hanno ispirato il film di David Yates Animali fantastici – I crimini di Grindelwald, in proiezione nel programma riservato alla corrispettiva età scolastica. Il furgoncino rosso di Cultura in movimento si mobilita espressamente per Sottodiciotto & Campus con Io sono il mio quartiere, noi siamo il nostro quartiere, un laboratorio – a cura del Circolo Arci Cinema Vekkio Corneliano d’Alba – legato al tema dell’autorappresentazione che caratterizza la XX edizione del Festival e che partirà dalla “visione di sé” in relazione con i propri luoghi e i propri affetti per poi legarla immediatamente a quella degli “altri” e della comunità in cui i giovani partecipanti vivono e studiano.

Per la fascia dei 14-19 anni, le Biblioteche Civiche Torinesi organizzano il laboratorio di Cineletture dedicato al romanzo di Dave Eggers da cui è tratto il film The Circle di James Ponsoldt, in proiezione nel programma riservato alla corrispettiva età scolastica. Altre due iniziative sono organizzate da Cinedumedia, il Centro Interdipartimentale di ‘icerca per il Cinema, l’Educazione e i Media dell’Università di Torino. Raccontare con i robot e il video, a cura di Lorenzo Denicolai, propone un laboratorio in cui sperimentare i linguaggi audiovisivi, multimediali e quelli della robotica educativa cimentandosi nelle diverse fasi – ideativa e pratico- realizzativa – della costruzione di piccoli prodotti di comunicazione virale. A cura di Riccardo Fassone, Il videogioco come diario si ricollega al tema dell’autorappresentazione che ricorre in quest’edizione del Festival. A partire dall’analisi di alcuni dei più riusciti videogiochi autobiografici, i partecipanti proveranno a scriverne uno originale utilizzando Twine, strumento molto semplice e potente per la realizzazione di testi interattivi. Riconducibile di nuovo al tema del Festival sarà anche Io sono il mio quartiere, noi siamo il nostro quartiere, che vedrà il furgoncino rosso di Cultura in movimento mobilitarsi in un secondo laboratorio – sempre a cura del Circolo Arci Cinema Vekkio Corneliano d’Alba – declinato specificamente per gli studenti delle “cuole “econdarie, ma sempre incentrato sulla “visione di sé” in relazione con i propri luoghi e i propri affetti collegata a quella degli “altri” e della comunità in cui i giovani partecipanti vivono e studiano. In occasione della Giornata internazionale della donna e propedeuticamente al programma speciale di proiezioni dell’8 marzo Ragazze, si vota!, il laboratorio omonimo, a cura dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, proporrà, infine, un approfondimento storico sugli anni precedenti l’introduzione del suffragio femminile, dalla lotta per la liberazione al secondo dopoguerra, attraverso l’uso di fonti audiovisive, film a soggetto e materiali d’archivio.

Per tutti, dai 6 ai 19 anni, il Museo Nazionale del Cinema offre l’ingresso gratuito a 20 classi partecipanti
alle proiezioni di Sottodiciotto & Campus. Verrà data priorità alle scuole provenienti da fuori Piemonte.

I LUOGHI DEL FESTIVAL
Sede principale delle proiezioni: Cinema Massimo – MNC, via Giuseppe Verdi 18
Altre sedi di eventi: Auditorium del Laboratorio Multimediale Guido Quazza – Università degli studi di Torino (Palazzo Nuovo), via “ant’Ottavio 20; Blah Blah, via Po 21; Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13; Galleria Alessio Moitre, via Santa Giulia 37 bis; il Circolo dei lettori, via Giambattista Bogino 9; Laboratori di Barriera, via Baltea 3; Little Nemo Art Gallery, via Federico Ozanam 7; Off Topic, via Giorgio Pallavicino 35; Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti, via Accademia Albertina 8; Unione culturale Franco Antonicelli, via Cesare Battisti 4b

I LUOGHI DEL PROGRAMMA PER LE SCUOLE
Concorso nazionale prodotti audiovisivi delle scuole, Festa di premiazione dei prodotti audiovisivi realizzati dalle Scuole con il Centro di Cultura di Comunicazione e Cinema d’Animazione di ITER: Cinema Massimo – MNC, via Verdi 18
Proiezioni e incontri. Torino: Cinema Ambrosio, corso Vittorio Emanuele II 52; Cinema Centrale, via Carlo Alberto 27; Cinema Fratelli Marx, corso Belgio 53; Cinema Greenwich, via Po 30; Cinema Massimo
– MNC, via Verdi 18; Cinema Romano, Galleria Subalpina, piazza Castello 9. Fuori Torino: Cinema Multisala Lumière, via Fratelli Rosselli 19, Pianezza, tel. 011 9682088; Cinema Auditorium, via Roma 8, Vinovo, tel. 011 9651181
Attività didattiche: Archivio Nazionale cinematografico della Resistenza – Polo del ’900, CINEDUMEDIA – Centro Interdipartimentale di ‘icerca per il Cinema, l’Educazione e i Media dell’Università di Torino (Palazzo Nuovo), Laboratorio ITER – Laboratori Arti Visive Remida, Museo Nazionale del Cinema – Mole Antonelliana, StudiumLab – Dipartimento Studi Umanistici – Università degli studi di Torino (Palazzo Nuovo)

INFO E INGRESSI
Sottodiciotto Film Festival c/o Aiace Torino, Galleria Subalpina 30, 10123 Torino; tel. 011 538962, 011
5067525; fax 011 542691; www.sottodiciottofilmfestival.it

Tutti gli eventi e le proiezioni del Festival sono a ingresso gratuito eccetto:
Mostra “Me, Myself(ie) and I. L’autoritratto a fumetti” (9 marzo – 7 aprile), in collaborazione con la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti; biglietti: € 7,00 intero; € 5,00 ridotto

Per tutte le proposte del Festival indirizzate alle Scuole è necessaria la prenotazione: tel. 011 538962 info@sottodiciottofilmfestival.it

GIURIE

CONCORSO NAZIONALE PRODOTTI AUDIOVISIVI DELLE SCUOLE
dell’Infanzia e Primarie:
Enrica Tesio pubblicitaria e autrice
Maria Costanza Trapanelli presidente del Comitato Regionale per UNICEF Piemonte
Missioni Don Bosco rappresentanti dell’organizzazione
Secondarie di I grado:
Rossella Del Conte direzione generale Comitato Italiano per UNICEF Anna Lauria docente di linguaggio audiovisivo all’IISS Des Ambrois di Oulx Federico Taddia giornalista, autore televisivo e conduttore
Secondarie di II grado:
Paolo De Santis musicista e compositore
Stefania Sandrone responsabile di CinemAmbiente Junior
Smemoranda redattori dell’agenda-libro

Targa CIAS- Coordinamento Italiano Audiovisivi a scuola per il miglior percorso di ricerca
Gigi Corsetti presidente CIAS
Tiziana Passarini tesoriere CIAS
Gianni Trotter didattica audiovisiva CIAS

CONCORSO NAZIONALE SOTTODICIOTTO OFF
Enrico Bisi regista
Rosa Canosa documentarista
Marco Maccarini presentatore e autore televisivo, speaker di Radio Italia

PREMI

I premio consistente in attrezzatura tecnica e conferito a ogni sezione del Concorso Scuole e OFF Targa Città di Torino – Sottodiciotto Filmfestival conferita a ogni sezione del Concorso Scuole e OFF Targa CIAS conferita a ogni sezione del Concorso Scuole
Premio UNICEF consistente in una pergamena e in una Pigotta conferito alla sezione del Concorso Scuole
dell’Infanzia e Primarie e “cuole “econdarie di I grado

Premio CinemAmbiente consistente in un abbonamento annuale a “CinemAmbiente TV – Film per
l’educazione ambientale” conferito a ogni sezione del Concorso Scuole

Ogni anno Sottodiciotto Film Festival & Campus coinvolge attivamente i ragazzi del territorio torinese, e non solo, in vari ambiti della manifestazione e di edizione in edizione aumentano le iniziative che li vedono impegnati sul campo a “fare il Festival” attraverso molteplici esperienze formative, produttive e ideative.

IL TG STEINER – PILLOLE SOTTODICIOTTO & CAMPUS
Gli studenti dell’IPSS A. Steiner di Torino realizzano fin dal 2006 riprese video e reportage sul Festival seguendo ogni fase di realizzazione, dall’idea alla messa in onda. In particolare il progetto, che coinvolge le classi III AV e III BV, prevede la realizzazione di strisce quotidiane d’informazione sugli appuntamenti di Sottodiciotto & Campus e la loro pubblicazione online sulla pagina web del Festival.
Il progetto TGSTEINER Pillole Sotto18 & Campus è realizzato nell’ambito dell’Alternanza Scuola Lavoro.

TEASER QUOTIDIANI DI SOTTODICIOTTO & CAMPUS
Gli studenti dell’IISS Des Ambrois di Oulx, che collaborano per il secondo anno con il Festival, realizzeranno teaser quotidiani degli appuntamenti più significativi di Sottodiciotto & Campus 2019, pubblicati sui canali social del Festival. Il lavoro sarà svolto da un team di studenti, che saranno organizzati e opereranno in veste di troupe cinematografica.
Il progetto “ottodiciotto & Campus è realizzato nell’ambito dell’Alternanza Scuola Lavoro.

ACCOGLIENZA DELLE CLASSI E DEL PUBBLICO
L’accoglienza alle classi che partecipano alle proiezioni, ai dibattiti e agli incontri e l’accoglienza al pubblico che frequenta gli appuntamenti pomeridiani e serali è affidata agli studenti dell’IISS Bosso – Monti, dell’IISS Giolitti e dell’IISS Bodoni-Paravia di Torino.

MAVERICK – IL MAGAZINE DI AIACE TORINO
Maverick è il periodico di Aiace Torino (https://aiacetorino.it/maverick/) nato nel mese di ottobre 2018 e la cui redazione è composta da giovani critici di cinema. Il numero di marzo 2019 è dedicato a Sottodiciotto Film Festival & Campus.


SOTTODICIOTTO FILM FESTIVAL & CAMPUS | 20ma EDIZIONE | 15 – 22 MARZO 2019
Direttore artistico Steve Della Casa Project manager Federica Ceppa
Programmazione scuole e didattica Coordinamento organizzativo
Sara Girardo Focus animazione Eugenia Gaglianone
Andrea Pagliardi Anteprime e inediti Caterina Taricano Retrospettiva Stefano Boni
Grazia Paganelli Wikicampus Matteo Pollone
Curatela mostra Me Myself(ie) & I
Mariella Lazzarin
Segreteria scuole e didattica
Cristina Colet
Coordinamento mostra e autori Matteo Merlano Coordinamento proiezioni Andrea Pagliardi
Ufficio stampa
Giuliana Martinat Coordinamento comunicazione Cocchi Ballaira
Social media manager Alessandro Maccarrone Illustrazione
Agnese Innocente
Illustrazione mostra Me Myself(ie) & I
Paolo Bacilieri
Sigla
Andrea Pagliardi Grafica / Data entry Sara Villa
Content marketing
Pierpaolo Bottino
Ospitalità / Assistente segreteria organizzativa
Loredana Loiodice
Segreteria e amministrazione Violetta Bellino Personale di sala
Micol Boccardini Renè Adama Ben Ouattara
Sottotitoli Elettronici
Neon Video s.n.c.

A.I.A.C.E. Torino – Consiglio direttivo
Giulia Carluccio presidente Lia Furxhi vicepresidente
Silvio Alovisio, Stefano Boni, Domenico Chiesa, Chiara Magri, Carlo Griseri, Elena Pacca, Chiara Pellegrini
A.I.A.C.E. Torino – Coordinatore
Enrico Verra

Scrivi il tuo bel Commento, dai! Ma PRIMA leggi qui: http://www.afnews.info/wordpress/help/norme-di-comportamento-su-afnews/

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.