ISPIRAZIONE – giovani disegnatori al Museo di Arte Orientale!

A3 Pannellino iniziale - afnewsLe opere che i giovani dell’Accademia Albertina di Belle Arti, seguiti dal Prof. Pierpaolo Rovero e coordinati dall’Anonima Fumetti, sono di livello artistico straordinario.

Si possono ammirare fino al 29 maggio 2016: click qui.

Abbiamo chiesto ai giovani quale è stata l’ispirazione che ha guidato l’esecuzione delle loro opere.

  1. MARCELLO RESTALDI “Omaggio a Kurosawa”

RESTALDI - Omaggio a Kurosawa  - afnewsL’illustrazione, come suggerisce il titolo, è un riferimento all’opera del celebre regista giapponese Akira Kurosawa, autore di Rashomon, Ran e I sette samurai. È a quest’ultimo (diretto nel 1954) che tale lavoro, realizzato con tecnica digitale, si ispira, cercando di riprodurre l’atmosfera di cui è impregnata la pellicola nell’ultima parte, con i protagonisti intenti a proteggere un gruppo di contadini dall’attacco di spietati predoni.

La scelta di questo soggetto è legata all’innegabile influenza che il cinema di Kurosawa ha avuto nei confronti di diverse pellicole occidentali, in particolare per quello che concerne il genere western, come testimoniano film come I magnifici sette di John Sturges e Per un pugno di dollari di Sergio Leone, rifacimenti, rispettivamente, de I sette samurai e La sfida del samurai. Come sottolinea lo studioso Gregory Irvine nel suo The Japanese sword – The soul of the samurai, a rafforzare questo legame è certamente il parallelismo presente tra la figura del ronin, il samurai senza padrone, e quella del cavaliere solitario all’interno dell’immaginario western, entrambi (il primo con la katana, il secondo con la famosa Colt) portatori di giustizia in un contesto che vede i più deboli oppressi dai malvagi.

  1. GIULIANA ROSSO“Sii veloce come il vento, lento come una pianta, aggressivo come il fuoco, immobile come una montagna, inconoscibile come lo yin, irruento come il tuono”

ROSSO -Sii veloce come il vento - afnewsLa scena del combattimento tra due samurai trae spunto da “L’arte della guerra”, il più antico trattato di strategia militare esistente, attribuito a Sun Tzu, leggendario stratega e filosofo vissuto in Cina tra il VI e il V secolo a.C. Il titolo è un passo del testo che indica il comportamento che deve assumere il guerriero durante la battaglia.

Secondo Sun Tzu si ottiene la vittoria studiando i punti di forza e di debolezza dell’avversario, mantenendo la consapevolezza dei propri limiti ma anche la fiducia nelle proprie potenzialità, sorprendendo continuamente il nemico. E, prima di ogni altra cosa, controllando le informazioni, perché grazie alla conoscenza il destino della battaglia può essere scritto prima che lo scontro cominci. La strategia di guerra diventa così una filosofia, un’arte che i samurai devono assumere come modello di vita. L’essenzialità e l’efficacia del messaggio di Sun Tzu hanno fatto dell’Arte della guerra, tra il XIX e il XX secolo, un testo di culto anche in vari ambiti della cultura occidentale influenzando le moderne tecniche di supporto al raggiungimento degli obiettivi utilizzate in campo manageriale e sportivo.

  1. JULIEN CITTADINO – “I sette Samurai”

CITTADINO- I sette samurai  - afnewsL’illustrazione è un tributo al film dei 1954”I sette samurai” diretto da Akira Kurosawa. Impostata come una finta locandina, aggiunge al dramma storico del maestro giapponese, un’estetica “pop” data soprattutto dai retini molto appariscenti.

  1. CLARISSA CORRADIN – “Le Gru”

CORRADIN - Le Gru - afnewsPrincipalmente ho basato la mia ricerca su un concetto espresso nel “Libro dei cinque anelli”, uno dei testi che sintetizzano i precetti del samurai, che prevede un’associazione tra il guerriero e la spiritualità zen al fine di creare un uomo il più possibile completo e vicino ai principi del buddismo giapponese.

Ho voluto immaginare questo aspetto spirituale come una ricerca di equilibrio, in questo caso rappresentata dalle gru, all’interno di un’atmosfera di calma e concentrazione.

Una grande fonte d’ispirazione sono state le illustrazione di Rebecca Dautremer di un’originalissima versione del Cyrano de Bergerac trasposta appunto in chiave nipponica.

5ANNA SAVIO – Albero Azzurro

SAVIO -Albero Azzurro - afnewsUn acquerello ispirato all’essenzialità delle stampe giapponesi che raffigura un momento di pausa, quasi di riflessione, del guerriero samurai prima di incoccare la freccia e iniziare la battaglia.

6- ZENO COLANGELO – “ La leggenda di Samurabot”

Colangelo - la leggenda di Samurabot - afnewsCosa rappresenta la figura dell’eroe oggi? Da questa domanda nasce l’illustrazione proposta, un eroe in un immaginario futuro siede su una roccia, davanti a lui un bambino che lo osserva desideroso, venuto per fargli domande sulle sue avventure, per chiedergli un autografo o una foto assieme. L’eroe però è un feticcio, un sintetico robotico nato per esser commercializzato (come si vede dal prezzario in basso), una natura tutt’altro che eroica.

Ma al bambino non interessa questa realtà, lui vede solo un ideale da seguire.

7. NICLA GHIBAUDO – “Onna – Bugeisha

GHIBAUDO-  Onna- Bugeisha - afnewsUna carrellata di donne giapponesi vestite con abiti da combattimento, intente a posare reggenti armi ed elmi, compongono una ristretta rappresentazione delle cosiddette “donne samurai”. Molte donne appartenenti alla classe bushi (samurai) del Giappone feudale, venivano addestrate all’uso delle armi, per combattere a fianco degli uomini samurai, ma anche per proteggere se stesse, la loro famiglia e le loro case in tempo di guerra. In contrapposizione al cliché che voleva la donna giapponese priva di potere, queste guerriere sono sinonimo di eleganza, fierezza e forza.

8. LORENZO MO’ – “Minamoto no Yoshitsune

MO' -Minamoto No Yoshitsune - afnewsLibera interpretazione di Minamoto no Yoshitsune, un militare giapponese, samurai e generale del clan Minamoto. Le sue gesta sono diventate leggenda e con il tempo i racconti si sono moltiplicati tanto da far entrare il personaggio nella cultura di massa. Si narra che abbia

studiato il “Libro della Tigre”, indispensabile per la vittoria di alcune gloriose battaglie.

9. ALBERTO LONGO & ERIKA RICCI – “Seppuku”

LONGO & RICCI-Seppuku  - afnewsL’ispirazione viene dalle stampe giapponesi raffiguranti appunto il rituale del Seppuku, il nostro lavoro ha cercato di trovare armonia tra diverse tecniche come la fotografia e il disegno, ma anche nella composizione di queste antiche stampe con un tono più grafico quindi “attuale” (attualità data anche dall’utilizzo dei colori), in sintesi una ricerca di armonia tra tecniche e soprattutto tra vecchio e nuovo.

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