La Brigata Ebraica nella nostra Storia

Vigilante

Il nostro prolifico corrispondente Didier Pasamonik ha puntato il suo personale riflettore su un’altra serie (mini, in questo caso, trattandosi di una trilogia) di fumetto francofono di ambientazione storica, La Brigade Juive (חטיבה יהודית לוחמת, חי”ל – edito da Dargaud), di Marvano. La particolarità (che non è una novità, per l’editoria di lingua francese, ma può sembrare un evento ogni volta, in Italia) sta nell’ottica: questi episodi della seconda guerra mondiale sono visti attraverso la storia della speciale brigata composta da soldati ebrei, per la maggior parte reclutati in Palestina (allora sotto il controllo britannico). Questi soldati, circa cinquemila che servirono durante la campagna d’Italia e nel resto d’Europa, “sono stati i primi a regolare i conti con i responsabili della Shoah, talora anche in modo sbrigativo”. La trilogia affronta il tema scabroso con la luminosità dello stile franco-belga, con la loro consueta ricca documentazione sciolta in trame avventurose (facilmente godibili da chi dovrebbe saperne di più, i ragazzi di oggi), e senza falsi pudori. Argomenti scottanti ancora oggi, in Italia, quelli legati all’ultimo periodo della guerra, quando la nefandezza dei torturatori, degli stupratori, degli assassini veniva qua e là parimenti “ricompensata”. Come, ahi noi che siamo “la scimmia assassina“, succede regolarmente ogni volta che violenza, discriminazione, razzismo ecc. vanno al potere e poi la ruota gira. Purtroppo molto rari, fino a oggi, sono stati i casi come quello del Sud Africa con Mandela e i suoi: c’è ancora molto da fare, per la specie umana, per mutare in meglio. Ma qui il discorso andrebbe troppo in là. Vi rinviamo alla recensione di Pasamonik: click qui – e all’intervista a Marvano: click qui.

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la-brigade-juive-sur-les-routes-d-une-europe-liberee-plongee-dans-le-chaos

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