Cappuccetto Rosso nel bosco dei supermercati

cappuccettoTra le tante fiabe del passato, quella di Cappuccetto Rosso, per il suo simbolismo neppure troppo nascosto, si adatta forse  meglio di altre a venir riletta e reinterpretata in chiave moderna. In effetti le fiabe – così ricche di sentimenti e di orrori – sono in qualche modo le nonne delle telenovelas della TV, per cui non c’è da stupirsi se incontriamo la famosa bambina che per portare da mangiare alla vecchia nonna deve attraversare le strade di una grande metropoli. E’ quanto racconta Aaron Frisch che copertoniha riscritto la celebre fiaba trasferendola ai giorni nostri. Un’operazione che grazie agli straordinari disegni di Roberto Innocenti – attento alle figure umane ma soprattutto agli scenari cittadini o campagnoli – è diventata un singolare libro a colori, pieno di tavole coinvolgenti, di situazioni familiari, di orrori metropolitani. Il volumetto s’intitola Cappuccetto rosso, una fiaba moderna, ed è stato edito dalla Margherita. All’interno rivive l’antica favola, ma questa volta la simpatica e spaurita bambina non deve passare per viottoli e foreste sconosciute, bensì attraversare un paesaggio a lei ben noto, come quello della sua città. Eccola quindi mentre s’inoltra nel bosco, ologrammache non è buio ma pieno di luci: al posto degli alberi secolari ci sono grandi centri commerciali, colossi di cemento assediati da macchine in cerca di parcheggio, mentre dai muri lampeggiano mille pubblicità (c’è anche una Piat che vende auto), il tutto con contorno di belle ragazze sempre spogliate che offrono improbabili prodotti. Scampata alla giungla del cappuccetto-motobosco (Wood, Bois e Bosque sono i nomi dei tre supermercati), Cappucetto Rosso deve poi sfuggire all’assalto di una banda di selvaggi in motocicletta come quelli di un celebre, vecchio film, prima di raggiungere la nonnina che vive in una baracca ai confini della città, fra grattacieli e traffico impazzito. Il disegnatore ha saputo interpretare perfettamente lo spirito del testo, rivisitando un mito che non vuole scomparire, come quello di Cenerentola (altra fiaba reillustrata da Innocenti), o di Biancaneve. Tra gli oggetti o i ricordi che resistono si sono anche le cartoline illustrate, che una volta cocco_snapmezzo mondo inviava all’altra metà in occasione delle feste comandate o di vacanze e viaggi vari. Oggi ci sono e-mail, sms, squilli vari e le cartoline illustrate sono scomparse. O meglio, continuano a vivere nella fantasia di Franco Matticchio, straordinario disegnatore per grandi e piccoli, di uomini cattivi e di animali buoni, che in "Libretto postale", Vanvera editore, ci regala sedici imperdibili cartoline illustrate che sembrano vere con altrettanti francobolli, falsi ma belli, per non dimenticare il tempo passato o, forse, "le belle cose di pessimo gusto" di ieri. (Carlo Scaringi).