Casty nell’isola di Quandomai

Topolino2832-Casty Nel 2006 Silvano Mezzavilla, un “anziano” dell’italico comicdom, così titolava: “Con Casty torna il Topolino di Scarpa”. E’ passato qualche anno e il giudizio si può confermare. Con Topolino e l’isola di Quandomai in edicola, Andrea Castellan, in arte Casty, evidenzia ancora una volta di avere come “fari disneiani” da un lato il Romano Scarpa dei grandi polizieschi, dall’altro il Floyd Gottfredson della grande avventura. Che poi, come si è scritto qua e là, questa storia in due parti richiami la serie televisiva Lost, piuttosto che il classico romanzo d’avventura di ambientazione “isolana”, non cambia la sostanza: offre nuovamente il piacere di attendere una seconda puntata, fantasticando sui possibili sviluppi del racconto, dopo aver tenuto il lettore agganciato, pagina dopo pagina. Cosa che stimola la fantasia, nonché lo sviluppo di futuri sceneggiatori, ora bambini. E che lo stile non sia solo questione di nostalgia, lo evinco dal fatto che mia figlia, otto anni, che di solito legge fumetti di tutt’altra provenienza e (a differenza del sottoscritto) non degna di uno sguardo “il settimanale più amato dai bambini italiani” (archiviato settimanalmente subito dopo una sfogliatina), stavolta lo ha autonomamente estratto dalla pila in cui giaceva e se lo sta leggendo con estremo interesse. Considerando che ha ampia scelta sia di fumetti e libri di tutti i tipi, sia di alternative informatiche e video d’ogni sorta, qualcosa potrebbe pur significare.