afNews 30 Giugno 2023 09:25

Annecy 2023 presenta Nimona. Film punk tra medioevo e futurismo da oggi su Netflix.

Durante il festival d’animazione di Annecy 2023 si sono svolte diverse proiezioni in prima visione di grande importanza. Tra queste quella che è stata in grado di richiamare un pubblico enorme e a consegnare loro un film che ha completamente superato le già enormi aspettative è stata senza dubbio l’anteprima del lungometraggio “Nimona”.

La storia è tratta dal fumetto omonimo di ND Stevenson ed è ambientata in una città in stile medioevo futuristico che mischia “Blade Runner” a La bella addormentata nel bosco”. Lì il giovane e talentuoso Ballister Boldheart sta per essere proclamato cavaliere, il primo a diventarlo senza appartenere a una casata nobiliare e questo fa sentire il vento del cambiamento in tutta la città. Ma quando tutto sembra andargli per il meglio viene incastrato con l’accusa di un crimine gravissimo e deve fuggire.

È in quel momento di crisi che la giovane e misteriosa Nimona gli compare davanti, dicendogli di aver deciso di lavorare per lui e seguendolo/trascinandolo in una serie di imprese per provare la sua innocenza. Imprese rese estreme dal potere mutaforma di Nimona e dalla sua voglia di distruggere tutto. La collaborazione li renderà sempre più uniti, aiuterà Ballister a essere in grado di rilassarsi e esprimere i suoi sentimenti e Nimona a sentirsi accettata da qualcuno che la vede come un’amica e non come un mostro incontrollabile. Insieme si troveranno a combattere sia contro una società che solo grazie a Nimona Ballister capisce essere sbagliata, sia contro istituzioni millenarie che nascondono segreti di malvagità e ingiustizie che Nimona conosce bene e che l’hanno resa, agli occhi di tutti, la cattiva per definizione. Da combattere e distruggere senza alcuna pietà.

 

Raramente un film che racconta di sopravvivenza, lotta e volontà di affermare il proprio diritto ad avere un posto nel mondo ha avuto una produzione talmente travagliata da sovrapporsi a quella dei protagonisti alla loro volontà di farcela. Eppure Nimona è anche questo, un film che ha dovuto affermare il suo diritto a esistere in un mondo che si è opposto alla sua esistenza.

A presentare il film è stato l’immancabile Marcel Jean, che racconta di averlo visto tre mesi prima e che da allora ha aspettato il momento in cui lo avrebbe presentato al pubblico di Annecy con trepidazione. È stato lui a introdurre i registi Nick Bruno, Troy Quane e ND Stevenson (autore, tra l’altro, di una delle migliori e più amate serie animate di Netflix, il reebot di She-Ra),che hanno raccontato al pubblico parte della travagliata storia della produzione, una cosa talmente movimentata che non può essere paragonata a delle montagne russe, perché almeno lì ti diverti e sai di uscirne fuori illeso.

Hanno raccontato quanto sia stato terribile per loro quando lo studio dove lavoravano, il Blue Sky, è stato acquistato dalla Disney e di come questi prima gli avessero assicurato che gli facevano finire il film lasciandoli, in pace per quasi un anno. Poi abbiano deciso di chiudere improvvisamente tutto e interrompere la produzione di Nimona usando come scusa la presenza di zombie nel film(che in realtà non ci sono).

Il discorso è stato fatto da Nick Bruno con molto trasporto e facendo ridere tutti.

Finita la presentazione il film è stato visto da un pubblico carico di tensione che ha reagito a ogni momento manifestando grande emozione per la vicenda e i personaggi, ridendo e commuovendosi allo scorrere del film. L’emozione alla fine della proiezione è esplosa in un continuo di applausi che non si arrestavano più e ha continuato per tutti i quindici minuti e più dei titoli di coda, seguendo la fortissima colonna sonora punk usata, aumentando a ogni elenco di persone che aveva contribuito a creare un film come quello e finendo con una standing ovation generale rivolta agli autori, che non potevano fare a meno di ridere e piangere.

Vedere ND Stevenson abbracciare la compagna piangendo per la felicità è stata anche quella un’emozione grandissima.

Il giorno dopo Nick Bruno, Troy Quane, ND Stevenson insieme alle produttrici Karen Ryan e Julie Zackary e alla moderazione di Perrine Quennesson hanno raccontato meglio come il film sia stato fatto durante un incontro con il pubblico.

 

Riassumono la storia come il racconto di due punk disgraziati che vogliono provare di essere migliori di quanto tutti pensano. ND Stevenson racconta che quando ha iniziato il fumetto aveva diciannove anni, studiava arte e sentiva un gran senso di solitudine e insicurezza. Nimona è stato la risposta a tutto questo. Lei poteva fare tutto ciò che desiderava.

Poteva trasformarsi in qualsiasi tipo di animale ma aveva scelto di apparire con un corpo umano che non seguiva i canoni classici di bellezza ed era cicciotta e non troppo alta. Dopo aver disegnato lei sono venuti fuori tutti gli altri personaggi e realizzare il fumetto fu un modo per costringersi ad imparare, pagina dopo pagina, come fare a farlo. Come fare a scrivere e come fare a raccontare una storia. Storia che più andava avanti più diventava importante per chi la leggeva e iniziò a attirare interesse di critica e editori.

Parlando del film, la storia cambia molto da quella raccontata nel fumetto, sono scomparsi alcuni personaggi, altri sono stati aggiunti e alcuni si sono trasformati, ma la base della storia resta. Resta il trauma del tradimento e resta la forte rabbia della protagonista.

L’adattamento è avvenuto sotto la supervisione di ND Stevenson, che ha raccontato di aver affidato la sua storia ai registi con il dubbio di aver fatto un errore immenso, ma con la consapevolezza che Nimona fosse una storia troppo grande per poter essere contenuta in un volume a fumetti e che dovesse fidarsi di loro. Tutti i cambiamenti fatti gli vanno bene. Pensa che quando si faccia un film non ci si debba limitare a ripetere la storia identica animandola, ma che si debba raccontare qualcosa di nuovo.

Ama l’ambientazione futuristica e medievale realizzata per il film e ammette di non aver messo auto volanti nel fumetto per il semplice motivo che, all’epoca, gli sembrava troppo complicato disegnarle. Altra cosa che ama del film è che questo abbia potuto rispecchiare in pieno la visione cinematografica con cui immagina le scene e che non gli era stato possibile trasportare nel fumetto.

La sua paura più grande era che il messaggio della sua storia non venisse rispettato. In quella Nimona finisce per diventare un mostro distruttivo perché l’intera società vuole che sia quello per potersi sentire meglio annientandola. Un messaggio che distrugge l’idea dei personaggi come modelli di comportamento che solitamente i film d’animazione che i grandi studi propongono.

 

I registi raccontano che durante la lavorazione hanno ricevuto continue pressioni per rendere Nimona più accattivante e simile alle protagoniste belle, longilinee, dai lunghi capelli e vestiti leggiadri che solitamente sono protagoniste dei film prodotti da altri noti studi e che piacciono tanto al pubblico (mostrano un disegno dove le classiche slanciate principesse D sfottono Nimona e dopo lei se ne va, fiera e coperta di sangue, mentre loro piangono la perdita delle loro gambe) ma loro hanno tenuto duro.

La fedeltà al fumetto era essenziale e hanno fatto molti studi per capire come trasportare i personaggi in animazione 3D in modo credibile.

L’ambientazione della città è stata studiata per mostrare un medioevo futuristico, una città dalla mente chiusa, sommersa da messaggi di propaganda dove i cavalieri sono sempre gli eroi e i draghi mostri da distruttere. Il messaggio è presente nelle pubblicità e nei modi di dire e pensare di tutti. Altro aspetto fondamentale è stato l’uso del colore, soprattutto per mostrare l’umore della protagonista che passa dal rosa acceso e circondato di colori, quando è aiutata ed è felice. Ma diventa sempre più monocromatico quando il dramma esplode e le speranze di poter vivere come gli altri scompaiono.

Era importante mostrare come Nimona fosse prigioniera delle ombre ed era importante anche trovare un modo per rappresentare quanto potesse essere spaventosa e come Ballister fosse comunque in grado di accettarla sinceramente.

All’interno del Blue Sky studio gli sceneggiatori avevano coinvolto nello sviluppo della storia chiunque volesse contribuire raccontando vicende personali sull’essere rifiutati da famiglia e società per poter meglio mettere quella sensazione nei personaggi. Secondo loro è stato quando sono riusciti a metterci queste sensazioni dentro che il film è davvero partito.

La scelta della musica è stata fondamentale. Come ogni fantasy doveva essere importante e accompagnare ogni momento, ma doveva anche rispecchiare l’aspetto punk e contemporaneo del film. In questo si dicono fortunati nell’aver potuto contare sulla musica di un grande professionista come Christophe Beck e delle cantanti come Merritt Lear e K. Flay.

Ma mentre tutto sembrava andare per il meglio prima la pandemia blocca le produzioni, dopo lo studio venne chiuso dalla Disney. Tutti avevano l’impressione che il film dovesse morire lì, con l’ultima, impersonale riunione su Skype. Ma non poter finire il film li infastidiva troppo e, come Nimona, chi lavorava al Blue Sky ha deciso di cambiare forma e di inventarsi produttore.

Si sono messi a chiamare tutti quelli che potevano aiutarli, hanno scritto centinaia di email e a un certo punto si sono resi conto che la stampa li stava seguendo e parlava della loro battaglia per poter finire il loro film.

Alla fine hanno trovato aiuto in Megan Ellison, direttrice studio Annapurna e grande fan del fumetto. Grazie a lei gli ex membri del Blue Sky hanno costituito lo Shapeshifter Film, fondato Annapurna Animation e trovato aiuto nel finire il film grazie al meraviglioso lavoro dei professionisti dello studio DNEG Animation, che erano entusiasti di poter lavorare a un film come questo e sono stati loro a dare il tocco definitivo a tutto. Partecipando alle decisioni su come dovesse essere lo stile del film e contribuendo nel far evolvere, ancora una volta, la storia arrivando alla versione finale da mostrare al pubblico.

Per distribuire la scelta ovvia è stata Netflix, che li ha aiutati tanto e dato massima libertà.

Alla fine Nick Bruno ammette che devono ringraziare anche quelli della Disney per aver dato loro i diritti del film e il materiale già realizzato, anche se avrebbero potuto rifiutarsi di farlo (MA RESTANO COMUNQUE DEI …..).

Ricordando la proiezione avvenuta il giorno prima tutti raccontano che è stato un’emozione fortissima, un applauso infinito che vogliono ricordare per sempre. Che è stato fantastico vedere la reazione di tutti in questo festival magico diAnnecy.

Rispondendo a una domanda del pubblico ND Stevenson ha detto quanto ritenga importante mostrare che il male non sia quello che solitamente la gente pensa che sia, ma che sia molto più vicino e mondano di quanto si voglia credere.

Alla fine della conferenza la sala era carica d’energia. Alcuni dei presente non erano riusciti a vedere il film e non vedevano l’ora di poterlo fare. La sensazione che quelle persone là, alla faccia di tutte le difficoltà affrontate (anzi, magari spinti maggiormente da queste) fossero riuscita a realizzare qualcosa di epico e rivoluzionario in grado di rivaleggiare e apparire più forte di qualsiasi altro film prodotto quest’anno era stampata nella mente di chi scrive e lì resta, inamovibile.

Nimona è un film che segue uno schema di racconto classico per racconta una storia di ribellione totale contro una società che condanna e giudica chi decide di cambiare se stessi come più gli piace. Una storia che sarebbe stato impensabile raccontare fino a un decennio fa e probabilmente, avrà difficoltà a essere distribuita nel mondo, nonostante il fatto che a occuparsene sarà il colosso dello streaming Netflix, a causa del forte contenuto LGBT+ presente e alle accuse contro le istituzioni.

Vedere come sia riuscita a sopravvivere a tutte le complicazioni che ha dovuto affrontare da speranza per un futuro con film dai temi simili e chi scrive spera che Annapurna Animation, Shapeshifter Film e tutto ciò che è nato dall’energia per realizzare questo film non finisca con questo ma continui a esistere e produrre.

L’onda di cambiamento iniziata con “Into the spider-verse” sta continuando a stupire, rivoluzionare i modi di rappresentare lo spazio, di usare i colori, di mischiare molteplici stil artistici e questo film ne è un discendente diretto di prima qualità e in grado di estendere il discorso inserendo temi sociali ancora più sensibili.

Chi scrive spera che in questo trenta giugno, con il rilascio di Nimona su Netflix, il pubblico colga l’importanza rivoluzionaria di questa storia e reagisca amandola. Come il pubblico nella Grande salle di Annecy ha fatto quel memorabile mercoledì quattordici giugno.


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