afNews 20 Marzo 2022 16:11

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Mogadiscio, 20 marzo 1994. Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sono da poco rientrati nel loro hotel, il Sahafi, ma decidono di uscire attraversando la green line, la linea che divide in due la capitale somala, dilaniata dalla guerra. Si dirigono all’hotel Amana, dove si fermano solo alcuni minuti. Appena ripartiti, un fuoristrada li affianca e li blocca. A bordo c’è un commando armato che apre il fuoco sui due giornalisti. Saranno entrambi assassinati. È il punto di rottura, ma anche il punto di partenza per raccontare in un lungo flashback l’impegno e il lavoro di Ilaria Alpi in Somalia. E l’inchiesta che la porterà a scoprire una verità inconfessabile. Un presunto traffico internazionale di armi e rifiuti radioattivi in cui erano coinvolti molti paesi, tra cui l’Italia. Ilaria era entrata in un ingranaggio più grande di lei e per questo doveva morire. È il prezzo da pagare per una giornalista che sceglie di non sottrarsi alla ricerca della verità…

Tante cose sono cambiate: la televisione, l’immagine delle giornaliste, il mondo dei media, ma Ilaria Alpi rimane un riferimento importante per chi crede ancora nell’informazione come ricerca della verità, come reportage per spiegare e far capire altri mondi, altre culture, come missione, studio, lavoro, impegno, passione. (dalla prefazione di Giovanna Botteri, corrispondente dagli Stati Uniti per la RAI)…

Claudia è una ragazza tenace, animata da un forte senso di giustizia, che sogna di fare la giornalista. Lavorando al giornalino scolastico, conosce la vicenda di Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 uccisa a Mogadiscio, perché qualcuno voleva metterla a tacere prima che parlasse di ciò che aveva scoperto sui traffici di armi e rifiuti in Somalia. Le vite delle due giovani donne si incrociano e il coraggio di Ilaria inciderà sulle scelte di Claudia. Età di lettura: da 11 anni…


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