3 Agosto 2021 10:32

Annecy 2021 presenta il Work in Progress de “Le petit Nicolas”: Un film sulla nascita di un personaggio e sui suoi autori.

Mercoledì 16 giugno durante il sessantesimo festival d’animazione di Annecy si è svolto il Work In Progress del lungometraggio animato “Le Petit Nicolas, titolo che ricorda subito uno dei più amati personaggi della narrativa per l’infanzia francese. Nato negli anni ’50 del secolo scorso dalla collaborazione tra il grande sceneggiatore Renè Goscinny e il grande illustratore JeanJacques Sempè.

Amato fin dal suo esordio, il personaggio ha avuto una grande riscoperta durante il primo decennio del duemila, con la realizzazione sia di bei film dal vero che di una fortunata seria animata in 3D. La realizzazione di un lungometraggi o animato sul personaggio, dunque, era un passo scontato e rischiava di non avere nulla di davvero originale. Proprio per questo sentire l’idea alla base del film proposto dalla ONYX Films è stata una piacevole sorpresa, che a reso la realizzazione di questo progetto interessante suscitando nel pubblico il desiderio di vederlo.

Il gruppo che ha presentato il film era composto da: Amandine Fredon, Benjamin Massoubre, Juliette Laurent, Fursy Teyssier e moderato da Patrick Eveno. Nell’introdurre il progetto Patrick Eveno ha dichiarato il suo amore per il personaggio e quanto fosse felice di presentarlo. Si tratterà di un film integralmente in animazione 2D, che affonda la sua storia nella cultura francese e riporterà il più fedelmente possibile in animazione lo stile di disegno del grande Sempè.

Passa la parola a Amandine Fredon, che racconta la loro volontà di realizzare in questo film un grande omaggio ai due autori del personaggio e soprattutto all’arte, semplice e complicata, di Sempè.

Infatti il film non si limiterà a trasportare in animazione le storie del piccolo Nicolas, ma racconterà LA storia di Goscinny e Sempè. La loro vita, la loro amicizia e come siano arrivati a inventare il personaggio. Il tutto ambientato in una splendida Parigi degli anni ’50 e con flash back sul passato degli autori. La vita in Argentina e a New York di Goscinny, quella di Sempè e i suoi ricordi dell’occupazione della Francia e della guerra. Un modo per scoprire gli autori e veder come due persone che venivano da situazioni familiari problematiche si siano incontrate e abbiano realizzato le storie positive e divertenti di un bambino felice e con una famiglia amorevole.

Benjamin Massoubre racconta di come verrà raccontata la storia. Si tratta di un film classico in tre atti e si dipanerà tra la realtà della vita dei due autori e le storie del Piccolo Nicolas. Il personaggio immaginario, che viene studiato e disegnato prima di iniziare a scrivere le storie per meglio capire che tipo fosse, esce dalle righe del testo scritto o da quelle del disegno e entra nel mondo degli autori, girando per i loro studi, guardando e toccando tutto e divertendosi a parlare con loro, raccontandogli le sue storie e descrivendo il suo mondo.

Per garantire al film armonia e coerenza storica hanno svolto delle ricerche accurate per riprodurre i luoghi di lavoro di Goscinny e Sempè all’epoca. I posti che i due frequentavano e dove si incontravano. La redazione del giornale per cui lavoravano, i colleghi, tutto basato su foto o su disegni che Sempè aveva realizzato.

Fursy Teyssier prende la parola per dire cosa ha comportato portare sullo schermo lo stile di disegno di Sempè il più fedelmente possibile. Dice senza mezzi termini che il suo stile di disegno è impossibile da adattare per l’animazione. Personaggi troppo piccoli in spazi vasti, teste enormi e tanto spazio vuoto.

Lo studio fatto sui suoi lavori originali è stato emozionante, si sono resi conto quanto nell’originale pubblicazione sul giornale i disegni impostati orizzontalmente nel mezzo del testo si integrassero nelle storie più direttamente di come fanno negli adattamenti tagliati per farle diventare illustrazioni di un libro. La scelta di come realizzare i colori è stata pensata a lungo e si è deciso di usare toni leggeri che ricordano quelli degli acquerelli di Sempè e la grafica pubblicitaria francese degli anni ’50.

Hanno dato grande importanza ai fondali, che sono stati fatti con l’intento dichiarato di rendere il film un omaggio alla città di Parigi. Teysser racconta il suo amore per come Sempè disegnava gli alberi. Un modo sintetico e bello che hanno tentato di emulare. Per meglio spiegarsi mostra una parte che si svolge in un parco mettendo poi a confronto l’illustrazione con il loro fondale per evidenziare cosa hanno potuto rendere e cosa non.

Juliette Laurent racconta come abbiano diviso il mondo dei personaggi e quello degli autori passando dallo stile delle illustrazioni realizzate per i racconti alle vignette che Sempè realizzava per i giornali. Questo gli ha dato la possibilità di creare una più ampia gamma di espressioni e poter meglio caratterizzare l’attitudine dei personaggi.

Tornando all’uso dei colori mostra come li abbiano usati lasciando molti spazi bianchi per far respirare il disegno e che il disegno non è composto da linee chiuse, ma ha molte aperture

Per chiudere si è parlato molto dell’importanza della musica. Che sarà ispirata a quella che piaceva a Sempè e a quella che passavano le radio francesi degli anni ’50. Questo si tradurrà in una prominenza del Jazz, che piaceva tanto a Sempè e aveva trovato grande fortuna nella musica francese dell’epoca, dove nacquero cantanti e canzoni ancora oggi molto amate in patria.

Viene mostrata una bella scena ancora non finita dove i genitori portano Nicolas con loro a un concerto di Ray Ventura (uno dei cantanti preferiti di Sempè) e il bambino rimane entusiasta dal ritmo e dalla simpatia dei musicisti. Il pubblico in sala ha reagito entusiasta alla scena.

In conclusione: Il film sarà un omaggio alla grandezza dei due autori, mostrandoli come persone, come amici e come grandi della cultura popolare. Ma sarà anche un omaggio alla Francia e alla Parigi degli anni ’50. Un’epoca passata che, nel ricordo, sembra essere stata molto più felice e spensierata del presente. Sarà un film per raccontare l’incontro tra realtà e fantasia e essere felici.

Faccio gli auguri a questi autori e alla loro determinazione e spero che possano finire il film senza problemi e abbia il successo che sembrano proprio meritare.