Recensioni: tutti i 13 libri del Premio Franco Fossati!

Il giurato Nico Vassallo, per conto di Anonima Fumetti, mi invia, espressamente per la pubblicazione su afNews, le recensioni di tutti i libri selezionati per il Premio Franco Fossati alla saggistica italiana sul fumetto. In effetti, spesso non solo il libro premiato vale la lettura, ma tutti quelli in gara (di quasi tutti i quali si è già parlato, all’uscita, su afNews). Buona lettura, quindi!


Quest’anno la Giuria, presieduta da Gianni Brunoro, ha affrontato la lettura di 13 saggi. In realtà, alcuni di essi avevano più le caratteristiche del memoriale, del catalogo o dell’antologia. Ma va da sé, che sempre di fumetto si tratta e già questo vale una medaglia al valore civile. Alcune caratteristiche di cui tener conto erano l’originalità contenutistica e di struttura, la qualità della scrittura, le caratteristiche dell’edizione, la qualità e la quantità delle immagini a corredo.

Ha poi vinto, a parere quasi unanime della Giuria, il libro di Gianni Bono “Tex sono io!” ma una menzione speciale è andata a Flavio Massarutto, per “Il Jazz dentro”.

Le considerazioni che seguono sui libri del Premio, sono, naturalmente, strettamente personali anche se riflettono, in larghissima parte, i pareri degli altri giurati.

 

G.L. BONELLI- TEX SONO IO!

di Gianni Bono

Interviste nel tempo del grande e prolifico autore di Tex (e altri personaggi) che identificò sè stesso col suo personaggio. Appare un affresco divertente ed ironico. In realtà, è anche la storia di una famiglia (Tea, Sergio, Giorgio) e di una factory che tanto incise nel panorama narrativo per immagini in Italia. Incentrato sullo sceneggiatore, descrive anche lo staff (a cominciare da Decio Canzio e un numero incalcolabile di disegnatori), lo spirito, le traversie della censura, l’indomabile coraggio inventivo. Bella edizione completata da tavole delle riviste o ristampe spesso rarissime (Principe Pulcino; i personaggi dell’Audace; Yorga e, naturalmente Tex) dove gli episodi sono spesso completi (per la gioia del lettore che, spesso, da una illustrazione o da una sola pagina scritta capisce poco!). Buona la carta, buona la stampa.

Edizioni: Sergio Bonelli Editore, 2020

 

QUA LA PENNA!

Autori vari

Saggio originale (realizzato con gli interventi di un seminario del 2006 dell’Accademia degli Agiati) di Stefano Ferrari. Lucidi interventi sulle autrici e art director nel fumetto italiano (1908-2018). E’ la storia “al femminile” degli apporti creativi delle donne che tanto hanno inciso (dal proto fumetto fino alle graphic novel) nell’immaginario collettivo, nella concezione d’azienda “creativa”, nell’invenzione di linee editoriali anche innovative. Un libro che sorprende perché il “catalogo” è nutrito e sorprendente. Sono artiste, imprenditrici, specialiste, direttrici, che magari conosciamo individualmente (Tea Bonelli, le sorelle Giussani, Lina Buffolenti, Marie Duval, Paola Lombroso, Laura Scarpa, Grazia Nidasio, la redazione al femminile di Strix) ma inquadrate dalla “carrellata” del libro fanno impressione. Abbastanza buono l’apparato iconografico. L’edizione è di buona qualità.

Edizioni: Accademia Roveretana degli Agiati e Comicout, 2020

 

GUIDA AI CINECOMICS

di Giuliano Gambino

Non ho mai amato i Bignami però, nei momenti di disperazione prima degli esami, me ne sono servito anch’io. Questo contributo a quanto il cinema deve al fumetto è “riassuntivo”, ma non affascinante. Sono brevi articoli o citazioni di una filmografia che ha fatto la sua fortuna attingendo non solo ai personaggi del fumetto ma anche ai ritmi narrativi, alla composizione visiva degli stessi. I film “recensiti” sono innumerevoli, i testi scarni (d’altronde 400 titoli selezionati in oltre 800 pagine sono davvero tanti), le immagini tristemente in bianco e nero sviliscono l’opera, la Bibliografia scarna. Meglio l’Indice alfabetico che non ti consente di perderti e di scegliere quello che ti interessa.

Edizioni: NPE, 2020

 

TEX, L’OPERAISTA

di Antonio Peduzzi

Di Tex hanno scritto una miriade di autori. Quindi anche il contributo di un filosofo marxista è benvenuto. E’ un buon saggio. Peduzzi ritiene che Tex prevede la volontà politica della soluzione finale del problema indiano e che quindi vada iscritto nel ‘900 e non nell’800, secolo delle sue avventure. E’ un’idea rispettabile, per carità! L’autore disquisisce sulle discussioni sulla appartenenza di Tex alla sinistra o alla destra, che, nel periodo della fine degli anni ’90, hanno attraversato il dibattito, specie nel “Il Manifesto”. Ma Pedruzzi è un amante di Tex e finisce per parlare più di alcuni albi (amicizia fra Tex e Carson, per esempio) che di farsi trascinare dalle polemiche (tra l’altro, polverose!). Tex, secondo lui è un eroe dell’antistato. Secondo Sergio Bonelli è semplicemente un eroe dalla parte dei deboli. Fate voi!

Edizioni: Solfanelli, 2020

 

IL VANGELO SECONDO TEX WILLER

di Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini

Frutto del lavoro di un teologo e di un esperto di fumetti, il saggio cerca di rinvenire le tracce del Sacro presenti negli albi di Tex. Ripercorre le gesta dell’eroe nell’eterna lotta tra il Bene e il Male. In realtà, ben sappiamo che, come ben scrisse Massimo Fini, Tex era il Bene “a modo suo”. Certo che ci sono tracce di una sorta di religiosità: seppellisce i morti, per esempio. Ma sostanzialmente Tex è dalla parte degli sconfitti della Storia, come il popolo rosso del quale rispetta senso della religiosità mai disgiunto però dal senso di appartenenza. Il saggio offre riflessioni sull’ambiente religioso degli USA del 1800, con schede di sintesi degli albi in cui compaiono riferimenti a personaggi “credenti” o contesti religiosi. Interessante, il capitolo sulle religioni dei nativi americani, completo di Bestiari, Totem,etc.. Che ci siano connessioni, in generale, tra fumetto e mondi del Sacro è sempre stato evidente. Il “senso del Mistero”, è sempre una caratteristica utile alle storie! Buona la Bibliografia. Purtroppo, nessuna immagine a corredo.

Edizioni: Claudiana, 2021

 

LA FILOSOFIA DI TEX E ALTRI SAGGI

di Giulio Giorello

Strano libro con un sapore di incompletezza, derivante credo dalla scomparsa del grande filosofo Giulio Giorello nel 2020. Un altro fine intellettuale, lettore appassionato del nostro ranger fin dall’infanzia, costruisce palinsesti immaginari, rintraccia storie rimandandole al “manifesto” del positivismo logico viennese, in cui si insegna a diffidare delle verità “troppo profonde”. 

Un po’ come pensa Tex! 

In realtà il saggio va attribuito ad “Autori vari” come Roberto Festi che nella Prefazione riconosce alla saga di Tex la dignità della più lunga opera letteraria in lingua italiana di tutti i tempi. O come Gianfranco Manfredi che si attarda, nella Postfazione, sulle considerazioni di Giorello su Dylan Dog. Anche per completare il volume, sono stati “aggiunti” altri saggi di carattere filosofico. Il più conseguente al titolo principale mi è parso “Homo Liber” che, citando l’Ethica di Spinosa, riporta: “…a nessuna cosa pensa meno che alla morte e la sua sapienza è una meditazione non della morte, ma della vita”.

Edizioni: Mimesis, 2020

 

CORTOMALTESE DIETRO LE QUINTE

di Augusto Q. Bruni

Il saggio mi ha molto divertito. Mi ha ricordato un po’ Il pendolo di Foucault  di Umberto Eco e copre un periodo storico che va dal Medioevo ai giorni nostri, in un viaggio nei secoli dell’esoterismo all’inseguimento dei Templari. Fra queste pagine, sapienza e suspense convivono felicemente. Bruni, magari inconsciamente, ripercorre la stessa esperienza letteraria anche se “destrutturata”, da ricordi di opere di un grande ingombrante artista come Pratt. E’ stato assistente del Maestro, insieme a Lele Vianello, per le ricerche storiche, iconografiche e per la bibliografia filologica, e questa esperienza ce la trasmette come un’opera a sé, un compendio mai noioso di leggende, culti antichi dei popoli Yazidi, costumi e maschere, Dervisci roteanti, uniformi, figure storiche (?) di Merlino o di Rasputin, storia delle sette segrete o delle logge massoniche, Riti di Iniziazione. Insomma, le ricerche alla base degli universi reali o sognati da Pratt. Anche quest’ultimo d’altronde leggeva di tutto ma, sostanzialmente, preferiva disegnare occultando nei suoi “segni” saperi antichi. Questa “sintesi” artistica del Maestro e non è una contraddizione, influisce nel lavoro di Bruni, conferendogli però un sapore “labirintico”, caotico, eclettico.

Ben “appoggiato” a Note molto precise, manca totalmente di immagini che avrebbero ben accompagnato le disquisizioni sulle opere di Pratt. Ma, immagino, che avere quelle autorizzazioni fosse impossibile.

Edizioni: Paginauno, 2021

 

DAL SIGNOR BONAVENTURA A SATURNO CONTRO LA TERRA

di Pier Luigi Gaspa

La storia del fumetto italiano (dal 1908 col Corriere dei Piccoli) ad oggi (compresi i “passaggi” dall’umorismo all’avventura) se ne sono letti tanti ma il saggio di Gaspa ha il pregio della sintesi nei contenuti e nella chiarezza, senza perdersi troppo nei particolari specialistici.

Il saggio è orientato a scandagliare, in particolare, l’ambito fantascientifico/avventuroso e ci offre un compendio ordinato, ad iniziare dalla protofantascienza (distinzione puramente temporale), alla science fiction (USA, 1926, Amazing Stories). Con questo “taglio”, molto narrativo, scorre la produzione italiana (dal Corriere dei Piccoli, al Giornale dei Balilla, all’Audace, a Nerbini, all’Avventuroso, a Topolino, a Nerbini). Di molte storie disegnate nel tempo, vengono fornite delle sintesi ben fatte, con linguaggio lineare, divertente, a volte ironico. A Saturno contro la Terra (1936) viene dedicato, va da sé, un ampio spazio!

Il numero di Illustrazioni (purtroppo solo in B/N) è sufficiente. Buoni gli Indici. La Bibliografia è essenziale ma coerente.

Edizioni: Carocci, 2020

 

CHE COS’E’ UN FUMETTO

di Valerio Bindi e Luca Raffaelli

Il saggio punta a riconoscere le forme che il fumetto ha assunto nel corso delle sue innumerevoli trasformazioni nel tempo. La sua attitudine ad essere popolare e di massa si deve anche al modo in cui stimola la partecipazione coinvolgendo attivamente chi lo sta “osservando”, offrendogli un ritmo, una cadenza. Il “taglio” del saggio è molto specialistico (pur nella sua leggibilità) e la stessa Storia del fumetto è raccontata con puntualità scientifica, evidenziando, inoltre, i personaggi che hanno fatto compiere a questo linguaggio dei veri e propri salti contenutistici e produttivi. Negli ultimi anni addirittura “quantici” (si pensi all’evoluzione dei supereroi americani e non solo).

Ne viene fuori un testo con dignità universitaria, colto, con buone intuizioni e con attenzione alle avanguardie. Si evidenzia la distinzione (spesso tralasciata da altri testi) tra il fumetto americano (anche e soprattutto per adulti) e quello (almeno agli esordi) italiano, dedicato solo ai ragazzi e visto con sospetto dalle famiglie! In questo senso viene ben descritta l’avventura del fumetto tra i riferimenti americani e le risposte produttiva nazionali (tra censure e apprezzamenti). Il tutto con molta sobrietà. Merita attenzione la lucida analisi dei Manga (con le sue “formule” cinematografiche) che realizzano in Giappone una vera e propria industria, grazie al genio di Tezuka e Matsumoto.

Edizioni: Carocci, 2021

 

SIMONE BIANCHI

Amazing Talent

di Autori vari

Bel catalogo di una personale di Simone Bianchi a Città di Castello che ha voluto omaggiare uno dei migliori disegnatori degli universi Marvel e DC Comics. Naturalmente, è un catalogo di illustrazioni dove l’aspetto saggistico è sacrificato e sostanzialmente delegato a Riccardo Corbò (con una intelligente intervista all’Autore), a una riflessione generale dello stesso Bianchi e a poche ma significative righe di Vincenzo Mollica.

In compenso le immagini dei bozzetti, delle linee e dei colori finali, con i suoi spazi arcuati, gli spigoli, le continue variazioni geometriche e cromatiche, nonché della dinamicità del movimento dei corpi dei vari personaggi è strepitoso. Bella la locandina con Spiderman in primo piano. Per ogni personaggio, l’Autore presenta una breve scheda sulla sua ispirazione e le sue scelte e queste schede rappresentano un’integrazione saggistica essenziale.

Edizioni: Associazione Amici del Fumetto, 2020

 

IL JAZZ DENTRO

di Flavio Massarutto

La premessa del saggio è la seguente: “Si è più volte scritto di come jazz e fumetti siano da considerarsi il maggior contributo originale alle arti da parte degli Stati Uniti. Naturale quindi aspettarsi che proprio da loro si possano trarre informazioni sugli aspetti socio-culturali della storia americana.”

Si parte da alcune pubblicazioni degli anni ’40 e ’50 sull’identità americana e da un fumetto “My Time-Jazz Romance”, nel quale una ragazza dell’alta società si innamora di un jazzista. Continua con gli esempi di alto patriottismo di Glenn Miller, con i suoi concerti per le truppe americane in guerra o con la storia del trombettista jazz che salva il suo reparto impiegato nella guerra di Corea (Trumpet of Death, 1952).

Dopo il tema della guerra, il fumetto comincia ad occuparsi delle problematiche dell’integrazione razziale, soprattutto sulla rivista “Jukebox Comics”, con un atteggiamento che può riassumersi nella filosofia “se ti impegni per migliorarti ce la puoi fare” (atteggiamento simile sia per i repubblicani che per i democratici). Anche l’ostilità contro gli sviluppi del jazz contemporaneo (Bebop e poi il Free) sono narrati nei fumetti. Lo stesso Robert Crumb (1943), pur essendo il padre del fumetto underground (Fritz il gatto) si rifugia nella nostalgia della musica del passato. Interessante la graphic “Dalia Nera” dove si rievocano i fatti tragici degli Zoot Suite Riot di Los Angeles (ricordate i pestaggi dei marines contro i giovani latinos californiani?).

 Escono poi i fumetti creati nella serie Astro City e “Why the record ban” di Lee Teaford. Interessante il capitolo “Quando i Black comics suonano il Jazz “, in cui si narra il periodo in cui i fumetti erano fatti da neri per i solo neri. Si prosegue poi con le persecuzioni razziali, ben rappresentate dal fumetto di Sharon Rudhal “Strange Fruit” (la storia di un’impiccagione cantata da un pezzo famosissimo). Ho trovato importantissima la citazione delle opere di due donne fumettiste: Jackie Ormes (con il fumetto “Dixie to Harlem”) e Hazel Newlevant (This be sin), che dimostrano come il fumetto possa svolgere la funzione di illuminare pagine di storia sconosciute e possa contribuire a riscriverle.

Una curiosità: Hugo Pratt, amava il Jazz e, soprattutto, Dizzy Gillespie e suonava la chitarra in Argentina con il gruppo New Dixieland Stampers. Lo stesso Oesterheld lo omaggia, con un manifesto appiccicato ad un muro, nel fumetto L’Eternauta. Unica pecca: manca l’esperienza italiana di Crepax, che al jazz ha dedicato tavole straordinarie.

Edizioni: Stampa Alternativa, 2020

 

ERA UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA

di Elena Massi

Il libro dell’esperta di letteratura per l’infanzia, Elena Massi, nella ormai sterminata saggistica sui Peanuts, cerca di introdurre nuove chiavi di lettura sui processi creativi alla base della creatività di Schulz, confrontandoli con i contesti immaginari alla base della sua epoca (in particolare, nel dopoguerra). Partendo dai “consigli” di Antonio Faeti (una garanzia!), la sua proposta d’analisi è organizzata in 5 capitoli, contenenti le testimonianze autorevoli di Gandini, Eco, Spiegelman.

Tutto inizia col cosiddetto “culto dell’infanzia” con il quale, dopo la 2° guerra mondiale, l’industria culturale USA rappresenta un popolo trionfante. Anche i bimbi dovevano essere sorridenti e felici mentre inizia una sorta di dittatura della televisione. Ma i Peanuts erano diversi, non corrispondevano a quegli stereotipi. Erano, in realtà infelici e, comunque, riflessivi. Charlie Brown, in particolare è, irrimediabilmente, un “perdente”. Vengono anche analizzate le rappresentazioni dei volti dei bambini dove si ipotizza anche l’influenza del pittore Paul Klee. Per gli anni ’50, si analizzano i sentimenti collettivi della Paura della guerra e delle Politiche educative americane, spesso deleterie.

Quanta importanza, in un saggio sul fumetto, ha la riproduzione delle vignette, è evidente nel lavoro della Massi, “costretta” a raccontare (per pagine e pagine) testi e immagini delle strisce. Il risultato, in questo caso, è insoddisfacente! Comunque, per me, rimane scolpita l’analisi di Eco: “Schulz era un poeta”, perché penetra strati più foschi e puri del sentire umano. Basta così, per capirlo basta leggere le sue strisce!

Edizioni: Alter Ego, 2021

 

(QUASI) BAGATELLE PER UN ALPH-ART

di Boris Battaglia e Paolo Interdonato

Di Battaglia ricordo ancora con piacere il libro che aveva presentato l’anno scorso, “Bande a Part (E)”, sugli anni d’oro del fumetto franco-belga che mi aveva stregato per intelligenza, capacità di critica e di sintesi. Ritrovo oggi uno strano libro che non è un saggio, né un pamphlet, scritto con la collaborazione di Interdonato che è forse una raccolta di impressioni, fantasie, riflessioni e, soprattutto ricordi sull’impatto del fumetto sulla loro vita quando quest’ultima era solo adolescenza. Gli autori sanno benissimo che quelle emozioni sono comuni ad un’intera generazione anche se “giocano” a descriverla come esclusiva.

E continuano a giocare provando a identificarla con lo slogan “(Quasi): la rivista che non legge nessuno”. Li dentro c’è di tutto, ospitando all’inizio i fumetti spagnoli. Come “13 rue del Percepe” di Francisco Ibanez (inizio anni ’60) un fumetto a “forma di casa” e privo di sequenze narrative. Un fumetto non-fumetto, le cui vignette sono stanze con personaggi isolati che preconizzano l’attuale lockdown, quasi 60 anni fa. I ricordi si inseguono, apparentemente in maniera disordinata ma, in realtà ricostruendo, con artificio letterario, appunti di un diario della mente, con i passaggi innovativi dei fumetti e i salti contenutistici e formali che hanno fatto negli ultimi anni. Si parla dei sopravvissuti all’attentato a Charlie Hebdo, come Lancon. Poi, gli anni ’70, quegli del coraggio editoriale: nel ’73 esce Cannibale e Andrea Pazienza debutta con Pentothal. Copi (nella collana Album) pubblica i suoi esilaranti fumetti e Vincenzo Jannuzzi “11 Verghe” di Guillaume Apollinaire. Si raccontano gli esiti di Ranxerox, un coatto cibernetico, di Tamburini e Liberatore. Saggi con parole a caso, dove la scoperta di Magnus è una rivelazione! Battaglia e Interdonato si alternano nella scrittura dei loro appunti da diario sulle loro scoperte fumettistiche, alternandole ai momenti topici della loro vita (come il servizio militare). Si racconta di Watchmen, si cita Gérard Lauzier e il suo magnifico “Diario di un giovane mediocre”. Iniziano gli anni ’80 con “Lili Fatale”, sempre di Lauzier. Non dimenticano la rivista Pilote e la bellezza del corpo di Natasha Romanoff disegnata da Gene Colan (Devil Gigante, 1979). Si finisce con Sprayliz di Luca Enoch.

La Bibliografia è suddivisa per capitoli e questo aiuta. Le immagini che accompagnano i testi sembrano fotocopie tagliate in basso, come se un A3 fosse ridotto in un A4. E’ divertente e rende l’idea.

Edizioni: Oblò, 2021

 

Nico Vassallo