#Annecy60: c’est parti… et nous sommes là!!!

E dunque ce l’hanno, ce l’abbiamo fatta: il Festival di Annecy ha inaugurato ufficialmente la sua 60. edizione e noi siamo presenti a testimoniarlo, ben felici di far parte ancora una volta di questa meravigliosa esperienza che, malgrado l’enorme sforzo profuso per farla accadere anche in modalità “virtuale”, conferma di trovare la sua dimensione più vera nell’incontro con la sua gente.

 

Il sempre impeccabile direttore artistico Marcel Jean ha come di consueto officiato la danze, affidando al sindaco di Annecy, Monsieur François Astorg il compito di aprire ufficialmente il Festival ringraziando tutte le maestranze del CITIA per il loro enorme lavoro nel periodo difficile della pandemia.

Due film in anteprima sono stati poi presentati al pubblico della serata.

“Tomorrow Leaves” (lett. Le foglie del domani”), cortometraggio di 8′ diretto da Yoshiyuki Momose, prodotto da Yoshiaki Nishimura e realizzato da Studio Ponoc (“Mary e il fiore della Strega“) su incarico della Fondazione Olimpica Giapponese per la Cultura e il Patrimonio che lo ha inserito nel suo programma culturale legato alle prossime Olimpiadi di Tokyo. Un giudizio spassionato? Dopo anni passati a “ispirarsi” allo Studio Ghibli – forse inevitabilmente, dato che è stato fondato da un manipolo di “fuoriusciti” da Casa Miyazaki – ora Ponoc pare aver messo nel mirino anche Disney/Pixar… se si tratta di un complimento, lo lascio giudicare a voi.

Il lungometraggio “Josee to Tora to Sakanatachi” (Josee, la tigre e il pesce), basato sull’omonimo romanzo di Tanabe Seiko, diretto da Kotaro Tamura: inserito anche nella sezione dei lungometraggi in competizione, quest’opera non annoia ma nemmeno colpisce particolarmente, troppo legata a stilemi grafici e narrativi ormai tipici della più recente produzione giapponese, seppur alleggeriti da qualche riuscito momento di leggerezza.

Il Gatto deve riconoscere di aver apprezzato molto di più il pregevole documentario “Moustapha Alassane, cinéaste du possible” di Maria Silvia Bazzoli e Christian Lelong, dedicato al pioniere e innovatore del cinema e dell’animazione nigeriana scomparso nel 2015, le cui ultime parole gli sono rimaste impresse nella mente e nel cuore come un balsamo per i tempi aridi e cupi (come questi?): “sono felice di poter realizzare qualcosa che permetterà a qualcuno di sognare”.

Molto interessante anche la sezione di cortometraggi sulla più recente produzione di artisti e artiste del Maghreb: ne parleremo più approfonditamente ma per ora mi sento di affermare che, a fronte di una ancora incompiuta identità stilistica, e talvolta anche concettuale, la nuova generazione di animatori e animatrici (molte le autrici presenti nella selezione) originari/e del Nordafrica occidentale pare non difettare di idee forti e consapevolezza (anche sociale), nonché – cosa mai scontata – di possedere (auto)ironia. Un’anima “laica” nel senso più fertile e progressista, che il nostro illuminato Occidente farà bene questa volta ad incoraggiare, invece di provare come sempre a “disinnescarla”.

Annecy c’est parti… et nous, nous sommes là!