Hergé, dietro le quinte… e oltre!

Recentemente Les Cahiers de la Bd, rivista della Vagator Productions, ha dato alle stampe un numero Hors Série intitolato Hergé Le Pére de Tintin se raconte, in cui si ripercorrono le principali tappe della sua vita, le influenze stilistiche, anche attraverso interviste con…

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Nota di GG: Come avevo evidenziato a suo tempo, questo interessante fascicolo presenta “alla pari” estratti da biografie ben diverse fra loro (le più famose, tra l’infinità di volumi scritti su Hergé e la sua opera). Da quella palesemente e intenzionalmente “critica” di Pierre Assouline, a quella ufficiale e molto approfondita di Philippe Goddin, passando per quella molto equilibrata e ricca di umanità di Benoît Peeters, tralasciando, meno male, quelle farlocche scritte solo nel (vano) tentativo di trascinare a forza la figura dell’Autore da una parte o dall’altra per proprio uso e consumo.
Leggendo la parte antologica di questo bel fascicolo cartonato e abbondantemente illustrato, noterai che effettivamente le affermazioni manichee di Assouline sono smentite o quanto meno ridimensionate dalle altre biografie, posteriori.
Va detto che Assouline non è uno studioso di Tintin, ma un biografo “generico”, che affronta, di volta in volta, vari personaggi molto famosi, mostri sacri, insomma, come Simenon e, quindi, Hergé. In questo caso scrisse la sua biografia di Hergé (nel 1996), che fu la prima di questo tipo sul creatore di Tintin, non tenendo in gran considerazione il coro degli esperti di Fumetto e soprattutto dei fan, per scrivere un tomo che si potesse vendere bene a un pubblico vasto e indifferenziato, possibilmente tirando rumorosamente giù il Mito dal piedestallo. A differenza di Peeters o Goddin, Assouline non ha mai conosciuto personalmente Hergé, non è uno studioso o un esperto di Fumetto (col quale non ha un rapporto significativo, anzi, dalla sua biografia, sembra proprio non averne alcuno, e tanto meno di Tintin), ha volutamente considerato poco utili (pur utilizzandole) le numerose e particolari interviste (audio e video) rilasciate da Hergé nel corso degli anni e non ricordo che abbia avuto accesso diretto agli archivi documentali della Fondazione e ai relativi, interessantissimi e spontanei, carteggi di Hergé con amici e parenti. Tuttavia Assouline, nonostante qualche stilettata qua e là, dipinge un ritratto della persona Hergé che commuove, con tanto di chiusura strappalacrime.
La biografia scritta da Assouline, essendo la prima (pur se non è certo il primo volumone scritto su Hergé e la sua opera), andrebbe esaminata almeno per vedere quanto poco si sapeva, in fondo, su Hergé come essere umano fuori dell’ambiente fumettistico. Le altre due citate (Peeters, 2002/2016 e Goddin, 2007), vanno ben oltre e offrono notevolmente di più e di meglio. Sono assolutamente oneste, aggiornate, approfondite, documentatissime. E, certo, anche inevitabilmente commoventi, cosa che è abbastanza normale quando si racconta la vita di un essere umano e si è mediamente empatici…