Saturno Contro la Terra – Archivio Pedrocchi

c.s.: La grande saga di Saturno contro la Terra è una pietra miliare del Fumetto, ma non soltanto. L’impostazione di questo volume aiuta a intraprendere un percorso rivelatore e affascinante: oltre la godibilità di un eccellente artista come Scolari (il suo Rebo è un’icona della storia del Fumetto), offre infatti uno strumento davvero unico per leggere dieci anni fondamentali della nostra storia editoriale, sociale, politica e culturale. La miscela creata dal giovane Federico Pedrocchi (non solo abile sceneggiatore ma dotato di vera genialità editoriale, oltre a essere un dotato disegnatore egli stesso) e da un eccezionale visionario come Cesare Zavattini (capace di guidare i periodici come pezzi di una scacchiera, inventandoli, modificandoli, tenendoli per mano in un periodo tragico, mentre proprio la creatività, la libertà d’espressione e di pensiero erano indicati come il vero “nemico interno”) hanno dato origine al più stimolante e irrefrenabile volo di fantasia che il Fumetto abbia potuto esprimere, soprattutto in Italia, dalla fine degli anni Trenta agli ultimi anni Quaranta. Una fantasia sfrenata, presto dimentica dei primi riferimenti (Flash Gordon tra tutti). Una fantasia che significava anche sguardo al futuro e fiducia in un mondo senza limitazioni al gioco del pensiero.

La storia editoriale che emerge da questa testimonianza veramente unica è la navigazione attraverso un mare irto di scogli, dove soltanto l’impegno solidale dei naviganti riesce a tenere il legno a galla. Gli squarci creati dal regime fascista (evidente ma non ultimo quello demenziale dell’abolizione per decreto delle nuvolette nelle vignette) vengono rappezzati in qualche modo, mentre la carenza di carta durante la guerra costringe a ridurre pagine e formati; ma la saga va avanti sostenuta dai lettori e dall’editore.

Un importante ingranaggio della filiera editoriale, Cesare Civita, costretto a lasciare repentinamente l’Italia per effetto delle famigerate leggi razziali, manterrà i rapporti con Pedrocchi e la Mondadori esportando la saga oltr’Alpe e pubblicandola nell’America Latina con la sua Editorial Abril. Dopo la Liberazione, senza più Federico Pedrocchi ma sulla traccia. del suo lavoro e con uno Zavattini già in trasmigrazione su altri media come il cinema e la televisione, la saga può finalmente concludersi senza più limitazioni
e con il colore.

L’importanza della saga della guerra tra Saturno e la Terra era evidente per gli studiosi della comunicazione dei primi anni Sessanta del XX secolo, che subito avevano indicato questo capolavoro italiano come punta alta del Fumetto e riferimento immancabile per chi volesse entrare in un rapporto non superficiale con la Nona Arte. Non a caso la rivista di studio più importante di quegli anni, la francese Phénix fondata da Claude Moliterni, non si limitava a citare Saturno contro la Terra più volte ma riteneva di ristamparne due episodi,
nel numero 4 (1967) e in un supplemento al numero 6 (1968). Del resto Linus (prima rivista al mondo sul Fumetto) aveva già ospitato il saturniano Rebo nel suo Almanacco 1967 (dicembre 1966) mentre l’Almanacco 1969 riproporrà per la prima volta l’intera saga tutta insieme, sia pure ripresa dagli Albi d’oro della Mondadori del dopoguerra (quindi con molti tagli e rimaneggiamenti, rimontati in maniera un po’ approssimativa) e in bianco e nero. Degne di nota le riedizioni anastatiche dei giornali Topolino, Paperino e I tre porcellini della Comic Art di Rinaldo Traini. Sulle ristampe amatoriali degli anni ‘70, più o meno autorizzate, si veda a pagina 248.

Non bisogna dimenticare le interessanti edizioni francesi coeve. Grazie all’Agence française de presse Saturno viene pubblicato subito a puntate nel 1938 in Le journal de Toto (settimanale fondato da Rob-Vel prima di creare il popolare Spirou). Di tutte le edizioni successive si da’ notizia a pagina 246. Vale comunque la pena precisare alcuni dettagli: nella Collection Grandes Odyssées, l’annunciata conclusione della saga, La fin du monde non sembra sia stata pubblicata. La mancanza verrà risolta nella nuova collana Séléctions Prouesses, di Les éditions et revues françaises, in due albi del 1948.

L’analisi di queste edizioni racconta tutti i problemi connessi con il periodo e la guerra, dove l’italiana API (Mondadori) non viene più indicata nel copyright da quando l’Italia è in guerra e la storia viene abbondantemente tagliata e censurata. Nelle collane francesi anche gli autori sono sempre francesizzati, e se G. Scolari si salva vediamo invece Rino Albertarelli diventare R. Albert, Pierlorenzo De Vita è P.L. Devie, Caesar è J. Away, Walter Molino è V. Molineaux, Aurelio Galleppini è G. Aurèle… Ma se almeno Scolari non vede deformato il
cognome, invece scompaiono Zavattini e Pedrocchi, mentre come autore dei testi è indicato certo G. Olmi, il traduttore in francese.
Carlo Pedrocchi, figlio (di sangue e d’arte) di Federico, curò l’Almanacco Linus 1967, ma da anni coltivava il desiderio di una vera riedizione critica della saga, per la memoria di suo padre ma anche per lasciare alle future generazioni questa potente testimonianza.

Oggi si realizza il suo e nostro sogno…

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