Il Museo del Fumetto a Milano non contiene beni culturali?!?

Ho seguito la vicenda da qualche giorno in rete (come avrai visto su afNewsExtra in diretta) e ora, infine, ecco il comunicato ufficiale sulla vexata questio – spero tutto si risolva con qulache scusa e un accenno a una visione restrittiva dei protocolli, delle circolari e delle solite intricate faccende burocratiche, perché mi pare impossibile qualcuno possa ancora sostenere, in Italia nel 2020, che il Fumetto non è un Bene Culturale:


c.s.: WOW Spazio Fumetto: rigettata dal Ministero la richiesta di contributo con la definizione di “luogo espositivo di cose prive della qualità di beni culturali”

Luigi Bona, direttore di WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano e Presidente della Fondazione Franco Fossati, comunica che il Ministero dei Beni Culturali ha rigettato la richiesta di aiuto economico inoltrata per far fronte alle perdite causate dalla chiusura durante il passato lockdown. Il Ministero, nel rigettare la richiesta, definisce WOW Spazio Fumetto “luogo espositivo di cose prive della qualità di beni culturali”. Un duro colpo per una realtà il cui futuro è reso ancora più incerto da una situazione economica già difficoltosa. Dichiara Luigi Bona: “Con dieci anni di attività e centinaia di mostre che hanno riscosso successo di pubblico e critica, un gemellaggio internazionale con il Museo del Fumetto di Bruxelles, un archivio con più di 800mila pezzi prestati anche ad importanti realtà museali italiane, ci aspettavamo che WOW Spazio Fumetto avesse diritto ad essere aiutato con un contributo. Non solo, ma anche a non essere apostrofato come “un luogo espositivo di cose prive della qualità di beni culturali” venendo liquidato con poche righe scritte in burocratese. Non è così che si aiuta la cultura. Cercheremo di continuare con i pochi aiuti che abbiamo e con le risorse che arrivano dai corsi di didattica e dalla biglietteria (appena ci consentiranno di riattivarle), tenendo fede al nostro impegno di pagare l’affitto al Comune di Milano e tutte le altissime spese di gestione ordinaria, comprese le salatissime bollette energetiche che ogni mese prosciugano i nostri magri bilanci anche a museo chiuso. Purtroppo in quest’ottica la prospettiva futura è quanto mai incerta e sempre più indirizzata verso un’inevitabile chiusura”.