Il Tintin da 3 milioni di euro andrà davvero all’asta?

Chi gestisce il patrimonio di Hergé si oppone. La casa d’aste dice invece sia stato regalato da Hergé… “Questa storia è una leggenda“, afferma invece Philippe Goddin, autore di “Hergé. Cronologia di un’opera” (ed. Moulinsart) e Tintinologo. “Questo disegno è uno schizzo di lavoro, non era destinato alla pubblicazione. Fu lo stesso Hergé a ripiegarlo e inviarlo al suo editore, attaccato a una lettera con una graffetta.” “Questa è una bozza molto accurata, ma possiamo ben vedere che il disegno non è finito“, dice, rincarando la dose, Benoît Peeters, autore di due biografie di Hergé. “Il viso di Tintin, in particolare, non è completamente finito. Hergé non avrebbe mai proposto di pubblicare questo disegno così com’è.

Secondo la corrispondenza dell’autore, Hergé inviò il disegno al suo editore il 12 febbraio 1936. In una lettera di accompagnamento, indirizzata a Charles Lesnes, il suo direttore editoriale all’epoca , lo stesso ideatore di Tintin parla di un “prima bozza per una copertina”, che intende “mettere in produzione” se sta bene a Casterman (l’editore). In questa lettera cita per la prima volta il titolo dell’album. “Il Loto Blu! È breve, suona cinese ed è misterioso”. “Hergé scriveva spesso lettere accompagnate da disegni al suo editore per discutere di un particolare progetto. Ma questi non dovevano essere pubblicati. Ecco perché li piegava, per inserirli in una busta“, afferma Goddin. E il disegno in questione è inequivocabilmente piegato. Allora non sarebbe stato “regalato” al bambino, ma semplicemente non è stato restituito a Hergé. Interessante querelle che farà volare la quotazione, con tutta probabilità. Sempre che si arrivi all’asta.