Tunuè: “Qui C’è Tutto il Mondo”, e “Possiamo essere tutto”, iniziano il loro viaggio

“Sii chi tu sei e dì ciò che senti, perché quelli a cui importa non contano, ed a quelli che contano non importa.”
Dr. Seuss

Impegnata all’Orto Botanico di  Palermo, nell’evento “Una Marina di Libri” ( 24-27 settembre), la redazione di Tunuè, ci ricorda l’uscita,  dal 24 settembre, disponibili in tutte le librerie e fumetterie italiane, di due interessanti  graphic novel uniti da un filo rosso: la voglia di libertà.

 

Qui c’è tutto il mondo” di Cristiana Alicata e Filippo Paris, nuova uscita della collana “Ariel”, curata da Simona Binni è un libro particolare. Se cercate risposte ai massimi e minimi problemi della vita, qui non le troverete, ma porrà
tantissime domande, una piccola preziosa perla.

 

Durante l’inverno del 1984, il più freddo degli ultimi cento anni, la mamma di Anita comincia a fare cose bizzarre: si mette le scarpe spaiate, balla da sola per strada e cambia umore da un minuto all’altro.

Nel frattempo Anita prova ad adattarsi al piccolo paese di provincia dove la famiglia si è appena trasferita dal sud dell’Italia e si ritrova a combattere le stranezze della mamma con due alleate diversissime tra loro: Tina, un maschiaccio come lei con cui Anita gioca a pallone e fa la pipì in piedi ed Elena, una bambina con un soffio al cuore, delicata ma capace di comprendere la diversità e non rifiutarla, che la rifornisce di acqua di Lourdes.(!)

Finché un giorno non decidono di scappare dall’in- comprensibile mondo degli adulti. La storia di un’amicizia e di emozioni che non hanno ancora un nome

Tanti i temi narrativi che i disegni e le parole affidano al lettore: l’infanzia al femminile vista da un punto di vista originale e diverso, l’amicizia, la ricerca dell’identità e l’autodeterminazione

Simona Binni ha voluto presentare personalmente il volume.
IE’ stata annunciata per il 26 settembre  una prima presentazione dek volume presso la libreria Booklet LeTorri di Roma con Filippo Sensi, Costanza Rizzacasa D’Orsogna e Simona Binni.

Altrettanto interessante il volume Possiamo essere tutto” di

Francesca Ceci e Heibon art, realizzato in collaborazione con
Amnesty International – Italia. Un’opera dedicata alle nuove generazioni ( ed anche alle “vecie”) Sull’integrazione, sul cammino nel dialogo fra religioni diverse ( o forse troppo simili), il tema della cittadinanza e di una società colorata e multietnica che non è solo il presente ma anche il futuro.

Cosa rende “noi” veramente “noi”? 

Quali sono le caratteristiche che useremmo e quante ci sentiremmo di condividere liberamente con gli altri? Quali elementi della nostra identità invece riterremmo di dover nascondere per non essere bersaglio di atteggiamenti di diffidenza, rifiuto o addirittura di odio?

Queste domande, già complicate per gli adulti, possono diventare estremamente complesse per chi, nel difficile percorso di crescere, sentirà la necessità di collocarsi in schemi facilmente riconoscibili e, in qualche modo, socialmente “accettabili”. Vorrà essere, in parole povere, “normale”.

Raja ha ventidue anni e sogna di aprire una libreria tutta sua. Amal ha diciassette anni, ha deciso di portare il velo e ama il teatro e l’arte moderna. Hadi ha undici anni e ancora non sa che non basta nascere in un paese per esserne cittadino.

La famiglia FaresI, tre fratelli, insieme ai genitori immigrati dal Marocco a Roma quindici anni prima, vivono in equilibrio tra le due culture, quella di origine marocchina e quella di crescita italiana, in bilico tra la religione familiare e la libera scelta, sospesi tra ciò che la società si aspetta da loro e ciò che loro sentono di essere, a cavallo tra un’identità a metà e molteplice allo stesso tempo.

Attorno a loro incontrano amicizie, disparità, incomprensioni, banalità, paure e momenti di scoperta e vicinanza.