Uno Stradivari per Eva Kant l’albo speciale di Diabolik disponibile in digitale

In occasione della campagna nazionale #iorestoacasa e dell’iniziativa l’arte non si chiude promossa dal Settore Cultura e Musei del Comune di Cremona, esce in versione digitale anche l’albetto speciale di Diabolik “Uno Stradivari per Eva Kant”, pubblicato originariamente dal Centro Fumetto “Andrea Pazienza” nel 2012 per il cinquantesimo anniversario della prima uscita del celebre personaggio creato dalle sorelle Giussani nel 1962.

La storia è ambientata nella Cremona dei nostri giorni (quando però non esisteva ancora il Museo del Violino) e inizia durante un concerto in cui gli strumenti della collezione vengono suonati in cima al Torrazzo, torre
campanaria tra le più alte d’Europa e simbolo della città. Il suggestivo concerto viene però rovinato da Diabolik!
L’inafferrabile ladro ruba in modo spettacolare proprio un violino della collezione stradivariana utilizzato perl’esecuzione, fuggendo in modo rocambolesco.
Perché Diabolik ha rubato il violino e quale segreto nasconde? La conclusione non mancherà di sorprendere i lettori…

“Uno Stradivari per Eva Kant” è una breve storia speciale fuori serie, concepita da Marco Cottarelli, Michele Ginevra, Valentina Mauri, per il Cfapaz, e da Mario Gomboli Direttore Editoriale della casa editrice Astorina. La sceneggiatura è stata stesa da Andrea Pasini, della redazione di Diabolik. Disegni e copertina sono di Giorgio Montorio, da decenni una delle colonne portanti della serie, che per l’occasione ha sfoderato un brillante stile “a matita”.

“Uno Stradivari per Eva Kant” è disponibile per la lettura online da lunedì 6 aprile sul sito del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, e per 24 ore (fino alle 10:00 di martedì 7 aprile) sarà anche possibile scaricarne liberamente il pdf.
Questo è il linkda cui scaricare l’albo.

Sullo stesso sito trovate, sempre leggibile online, un altro albetto anlogo, pubblicato la scorsa settimana,  con Martin Mystère come protagonista: “Il ritorno dell’Ortolano”, dedicato al quadro dell’Arcimboldo custodito presso la Pinacoteca di Cremona.

Fonte Consultata: Comunicato Stampa