Censura! Censura! Da FaceBook a Pinterest…

ATTENZIONE! AVVISO! Censure FaceBook (1) e censure Pinterest (2).
1: Un post, che ho rilanciato dai colleghi di BDzoom sulla pagina FB di afNews, è stato bloccato da FaceBook perché si vedevano dei capezzoli femminili (quelli maschili, invece, sono leciti). Alla prossima “violazione” verrà chiuso l’account. Peraltro il regolamento di FB è chiaro: “13. Immagini di nudo e atti sessuali di adulti – Fondamenti della normativa: Limitiamo la visualizzazione di immagini di nudo o atti sessuali perché alcune persone della nostra community sono particolarmente sensibili a questo tipo di contenuti. Inoltre, rimuoviamo per impostazione predefinita immagini di carattere sessuale per impedire la condivisione di contenuti non consensuali o con minorenni. Le restrizioni relative alla visualizzazione di atti sessuali si applicano anche ai contenuti creati digitalmente a meno che non vengano pubblicati a fini educativi, umoristici o satirici. Le norme sui contenuti di nudo si sono maggiormente differenziate nel tempo. Sappiamo che immagini di nudo possono essere condivise per diversi motivi, anche come forma di protesta, per sensibilizzare su una causa o a scopo educativo o medico. Qualora tali intenti siano chiari, facciamo concessioni sul contenuto. Ad esempio, se da una parte limitiamo alcune immagini di seni femminili in cui i capezzoli sono visibili, possiamo consentire altre immagini, tra cui quelle che ritraggono atti di protesta, donne che allattano e foto di cicatrici causate da una mastectomia. È permessa anche la pubblicazione di fotografie di dipinti, sculture o altre forme d’arte che ritraggono figure nude.”
Se vedrete sparire la pagina FB di afNews, sapete già che sarà perché un altro post è sfuggito al mio controllo preventivo…
Poco male: non muore nessuno.
Cosa? Come faremo quando le “sensibilità” saranno tali da non consentire più nulla? Per dire, i capezzoli maschili potrebbero urtare altre sensibilità e potrebbe crearsi un significativo gruppo di persone in grado di fare lobby. Oppure le immagini dei gattini potrebbero urtare la sensibilità delle comunità dei topi, per dire. E via scherzando.
Ma tant’è. Ognuno, a casa propria, mette le regole e gli algoritmi che preferisce, per impedire alle persone malvagie di diffondere (ulteriore) malvagità nel mondo.
Man mano le cose cambieranno (in meglio o in peggio) nelle nostre società umane e, forse, un giorno avremo tutti meno fisime, chissà. Per il momento è così.
Questo andava comunicato per quanto riguarda FaceBook.

2: Invece, per quanto riguarda Pinterest, un account mi è già stato chiuso, senza appello, senza alcuna motivazione seria e puntuale, a differenza di FB. Quando ho chiesto spiegazioni (specificando che volevo conoscere i dettagli per evitare lo stesso “errore”, presunto, con gli altri miei account), mi è stato risposto che non erano in grado di darne. Uh?!? Sì, proprio così. Evidentemente lì è tutto automatico e nessun umano di Pinterest sa dove mettere le mani per capire cosa abbia fatto scattare il feroce e draconiano algoritmo. Possibile? Eh, pare…
Ho dovuto quindi supporre (visto che di capezzoli et similia non ce n’erano proprio, nelle mia bacheche fumettistiche con topi, paperi e Tintin) che abbiano considerato come pubblicità occulta commerciale il fatto che io abbia recentemente indicato, nelle relative immagini, i siti da dove arrivavano, che, nella fattispecie, erano case d’aste di fumetti, italiane ed estere (tipo Christie’s, per dire) – ah, manco a dirlo, io non prendo soldi da nessuno, nemmeno dalle case d’asta, come ben si sa. Era la prima volta che mi succedeva da quando esiste Pinterest… Poco male: non muore nessuno.
Ma, anche in questo caso, tant’è. Ognuno, a casa propria, mette le regole e gli algoritmi che preferisce, per impedire alle persone malvagie di diffondere (ulteriore) malvagità nel mondo.
Ma anche questo andava comunicato, a voi lettori di afNews.

3: Va da sé che, invece, su https://afnews.info le regole le faccio io e l’algoritmo è il mio cervello, per cui, quel che non trovate nei social, qui c’è. E non diffonde malvagità, anzi. Cose buone e belle, nei limiti del possibile (perché ogni tanto, per capire il mondo e contrastare la malvagità vera, qualcosa di brutto e cattivo può anche fare capolino, nei modi dovuti e con una briciola di buon senso).

N.B.: l’immagine qui di seguito è la scansione della copertina di un numero della rivista WOW del 1981 (dalla mia collezione privata), proprio sul tema della censura (nel fumetto, in questo caso). Il bel disegno è del magnifico Giorgio Cavazzano e… ho dovuto ulteriormente censurarla (con le due frecce bianche) prima di pubblicarla su FaceBook, perché si intravedevano i capezzoli (femminili, quelli vietatissimi perché a branchi di integralisti maschilisti e sessuofobi danno fastidio e i branchi fanno lobby e quindi condizionano il raziocinio altrui, cioè di chi deve far soldi in tutti i modi anche sacrificando la razionalità pur di non sacrificare il capitalismo)… Che mondo strambo, quello degli esseri umani…

Considerazioni a latere: ma come mai ci sono ancora così tante persone (da far lobby) che odiano le donne e il loro corpo? Perché i capezzoli maschili sì e quelli femminili no? Com’è che ancora tanti sono maschilisti e sessisti? Come mai ci sono ancora tanti sessuofobi-sessuomani? Cos’è che non funziona, in ancora tanti cervelli umani, da sviluppare fobie irrazionali, odio e violenza?
Ai posteri (gli scarafaggi) l’ardua sentenza.