Si può anche smettere di essere ignoranti, su Topolino e Paperino

Passino (si fa per dire) i politici (che di questi tempi trovarne con una cultura adeguata sembra difficile), ma se persino il colto protagonista di un film tratto da un fumetto si sente in obbligo di tirare in ballo Topolino e Paperino in modo denigratorio…

Ho capito male quel che ha detto Toni Servillo? Nel caso, meglio così e puoi evitare di leggere oltre. Ma se ho capito bene…

Insomma, inutile perdere tempo a fare la storia della narrativa, della letteratura, dell’arte, della comunicazione, magari partendo dalle caverne preistoriche, ecc. per cercare di dimostrare, a chi non ci arriva per conto proprio, che il fumetto nel suo insieme vale almeno “tanto quanto” il resto della cultura umana.
O dilungarsi a spiegare che gli autori di fumetto fanno un lavoro degno e arduo quanto quello degli sceneggiatori, dei registi, degli attori ecc.
O cavillare nel dettaglio sulla cultura che il fumetto targato Disney ha saputo esprimere dal Novecento a oggi, attraverso gli autori che hanno dato vita e immagine a quei personaggi noti in tutto il mondo.
Ormai si fa prima a dire che chi denigra Topolino e Paperino (et similia) tout court, semplicemente ignora. Eh, sì, è ignorante.
E non se ne può fare un vanto, solo perché magari ha letto Dante (ma si è perso la versione a fumetti Disney della sua Commedia).
Il protagonista citato è solo l’ultimo della lista. E’ davvero così ignorante, o si è solo espresso male, anzi, malissimo, perché era emozionato? Chissà. Certo non sarebbe l’unico, si sa: si troverebbe in pessima compagnia. Ma mi assicurano che si può sempre migliorare, nella vita. Forse potrei persino io…

I fumetti (li si può anche chiamare Graphic Novel, tanto non cambia nulla, come direbbe Shakespeare) che corredano questo post sono di uno dei Grandi della Letteratura Nordamericana del Novecento, tal Carl Barks. E, sì, si tratta di Paperi…

p.s.: Toni Servillo si è reso conto di aver detto, involontariamente, cose da ignorante in materia e quindi si è poi così corretto:
Negli ultimi giorni, nel contesto della 76esima Mostra Del Cinema di Venezia, tra il chaos delle interviste e la promozione del film 5 è il numero perfetto di Igort, una mia dichiarazione ha suscitato una polemica non indifferente. Vorrei provare a chiarire.
In questi giorni mi è stata fatta innumerevoli volte la stessa domanda, postami in maniera differente ogni volta, ma il succo era questo: come è stato recitare la parte di un personaggio di un fumetto? Il mio primo pensiero è sempre stato: mi verrebbe domandata la stessa cosa se il personaggio in questione fosse quello di un romanzo? Personalmente, ne dubito. Dunque tutte le volte ho provato a rispondere con cortesia, descrivendo il mio rapporto col ruolo, in qualità di attore, cercando di tralasciare il fatto che il film è basato su un fumetto, perché a mio avviso irrilevante. Di certo non mi relaziono al personaggio di un adattamento cinematografico in base al tipo di espressione artistica da cui proviene.
All’ennesima domanda del genere, ho deciso di provare a rivendicare la dignità, il valore letterario e il potenziale drammaturgico della nona arte, ma ho sbagliato. Ho senz’altro sbagliato. Nella concitazione del momento le parole che ho proferito sono state da me scelte ed usate erroneamente, impedendomi di esprimere efficacemente ciò che in realtà avrei voluto intendere. Ammetto senza nessuna remora che le mie dichiarazioni sono forse state il frutto di confusione e sbadataggine, e che quindi potevano facilmente essere oggetto di fraintendimento.
Ci tenevo dunque a chiarire che riconosco pari dignità artistica e letteraria a tutti i tipi di espressione fumettistica, e pari dignità a tutte le forme di espressione artistica. Ho sempre riconosciuto il profondo valore della nona arte (tutta la nona arte, che purtroppo ancora oggi viene spesso trattata come un’arte di seconda categoria) e continuerò sempre a riconoscerlo e a promuoverlo.
– Toni Servillo”