L’ingegner “Bellavista” se n’è iuto

Le notizie tristi si susseguono in quest’estate torrida e piovosa…

Dopo l’addio ad Andrea Camilleri, anche l’ingegnere-filosofo Luciano De Crescenzo ha salutato questo pazzo mondo rissoso.

Da anni soffriva di una particolare malattia neurologica, la prosopagnosia, che non gli permetteva di riconoscere i volti delle persone conosciute (con la consueta ironia, aveva spesso scherzato su questo disturbo), ma il decesso è sopravvenuto per i postumi di una polmonite. De Crescenzo si è spento a Roma, a quasi 91 anni: lontano dunque dalla sua città natìa, quella Napoli che seppe raccontare mirabilmente in tanti suoi libri sospesi tra umorismo e filosofia (da riscoprire i suoi “compendi” semiseri ispirati al pensiero greco classico e neoplatonico), riscattandone finalmente l’interfaccia ostentatamente indolente e “cialtrona” per svelarne l’anima più nascosta, nobile, a tratti arcana e, appunto, “filosofica”.

In fotografia si vede Luciano De Crescenzo, protagonista del film Così parlò Bellavista

Laureato in ingegneria idraulica (su suggerimento del geniale e tormentato matematico Renato Caccioppoli, la cui esistenza e suicidio “socratico” lo stesso De Crescenzo ricordò in uno dei suoi memorabili ritratti di pensatori napoletani), si ritrovò poi a lavorare per un ventennio all’IBM di Milano, sviluppando quella “doppia anima” campano-meneghina che sarà alla base del suo libro più famoso, “Così parlò Ballavista”, trasposto anche in un ottimo film di cui fu anche brillante interprete.

Grazie al ruolo dirigenziale raggiunto all’IBM, e all’amicizia con Maurizio Costanzo, De Crescenzo riuscì a dedicarsi totalmente alla scrittura, e alla promozione delle sue opere, ottenendo anche una notevole fama televisiva grazie alla sua pungente quanto garbata e raffinata ironia, ricca di sfumature colte e intelligenti.

Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi.

Definendosi un “ateo cristiano”, De Crescenzo fu un ottimo divulgatore, capace di introdurre anche il lettore più inesperto ai problemi sollevati dalla filosofia antica: nel corso degli anni Ottanta e Novanta condusse sulle reti Rai la trasmissione televisiva “Zeus – Le Gesta degli Dei e degli Eroi” incentrata sui miti e le leggende degli antichi greci, poi pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore e ritrasmessa anche da Mediaset.

«Il saggio non nega e non afferma, non si esalta e non si abbatte, non crede né all’esistenza di Dio, né alla sua inesistenza. Il saggio non ha certezze, ha solo ipotesi più o meno probabili.»