#ZeroImpunity, il film-movimento contro abusi sessuali e complicità istituzionali in concorso al Festival di Annecy

#Zero Impunity è un progetto transmediale di impatto sociale contro l’impunità delle violenze sessuali perpetrate durante i conflitti armati. I suoi promotori, Marion Guth, Nicolas Blies e Stéphane Hueber-Blies hanno provato a concettualizzarlo come uno strumento, una sorta di arma ‘pacifica’ per far risuonare le voci delle/dei sopravvissuti e degli attivisti che lavorano sul campo per cambiare le politiche e le mentalità. Un medium impegnato a favorire la liberazione delle parole e in tal modo lottare contro l’impunità.

Il cuore del progetto è in un film documentario a forte impatto sociale, della durata di 90′, diretto da Nicolas Blies e Stéphane Hueber-Blies (ovvero i “Blies Brothers”), con la partecipazione di Denis Lambert. L’opera è un ibrido tra giornalismo d’inchiesta (in sinergia con il collettivo YOUPRESS) e attivismo/appello all’azione (con la collaborazione dell’artista Olivier Crouzel).

“In un primo tempo intendevamo anzitutto provocare indignazione, poiché essa è il detonatore per prendere coscienza dei problemi e degli ostacoli da superare. Per questo gli ideatori hanno collaborato con YOUPRESS e lanciato una serie di inchieste (diffuse poi da 11 media partner internazionali). Più di un milione di lettori in tutto il mondo hanno potuto scoprire, attraverso testimonianze esclusive di accusatori e vittime di violenze sessuali, i meccanismi di impunità all’opera all’interno dell’ONU e della Corte Penale Internazionale, o ancora in Ucraina, in Siria, negli Stati Uniti e in Francia.”

Per fare dell’indignazione un motore di cambiamento, era però importante convertire tale emozione in un principio civile attivo, potentemente fattivo, che permettesse d’influire sul mondo circostante, per cambiare i comportamenti e il modo di pensare.

“Abbiamo dunque immaginato delle buone pratiche per trasformare l’indignazione in empatia, rendendo le informazioni udibili in mezzo al frastuono mediatico grazie all’aiuto dell’arte (video-mapping realizzati da Olivier Crouzel), coinvolgendo i cittadini nelle performance, utilizzando il linguaggio cinematografico e in particolar modo quello universale dell’Animazione e dei nuovi media (una marcia virtuale). Grazie a queste procedure empatiche ed empatizzanti, lo sdegno si è poco a poco mutato in una mobilitazione effettiva. Grazie a ciò, abbiamo potuto sostenere coloro che stanno agendo concretamente, gli attivisti, nella loro lotta quotidiana, mettendone le gesta in evidenza e facendo sì che le loro voci arrivino e siano ascoltate affinché  ne escano ulteriormente rafforzate.”

Queste persone sono i veri eroi del progetto. Ed è per loro che esso è nato.

Per saperne di più:
contact@zeroimpunity.com

IL FILM

Nel corso dei secoli, i crimini sessuali compiuti in contesto bellico hanno avuto conseguenze devastanti per le/i sopravvissuti e i loro cari. Pochissimi di loro hanno ricevuto il sostegno necessario per spezzare il tabù e raccontare il male subito. ZERO IMPUNITY intende farsi eco di queste voci negate: che provengano dalla Siria, dall’Ucraina. dalla Repubblica Centroafricana o dagli Stati Uniti, dei volti, delle identità, vengono ora posti sulle loro testimonianze, dei visi che sono l’attestazione dell’impunità goduta finora dai loro carnefici.

ZERO IMPUNITY è anche un grido necessario per sensibilizzare l’opinione pubblica ma soprattutto un’ode alla vita, all’amore e all’umanità. Un messaggio di speranza, affinché le vittime siano finalmente ascoltate.

#ZEROIMPUNITY è anche una grande campagna d’impatto sociale.
Collettivamente si creano le condizioni per la liberazione delle parole nello spazio pubblico.
Viene esercitata una crescente pressione sulle responsabilità politiche, giudiziarie, mediatiche e militari per spostare i confini della verità sempre più avanti, oltre il vasto muro dell’omertà.

ZEROIMPUNITY è passato in aprile al Lucca Film Festival e sarà in concorso nella sezione lungometraggi al prossimo Festival di Annecy (10-15 giugno 2019).