Tintin – un giovanotto di 90 anni di Gianfranco Goria, è uscito!

Questo, a quanto pare, è il primo libro su Tintin scritto in italiano da un autore italiano pubblicato in Italia da un editore italiano per il pubblico italiano.
Se fosse effettivamente così, sarebbe un piccolo record, che, tuttavia, non lo renderebbe automaticamente un bestseller, anche perché Tintin è un personaggio poco noto al grande pubblico italiano. Peraltro lo scopo di questo volumetto è proprio di stimolare, nei potenziali lettori italiani, il desiderio di leggere le avventure di Tintin, un vero Classico del fumetto francofono.
Facilmente il coraggioso editore (old chap Dino Aloi de Il Pennino) andrà in perdita. Ma chissà, magari se ne compriamo una copia ciascuno, forse almeno le spese le recupera…

Per acquistarlo, basta andare qui:
ilpenninodinoaloi.it/?Prodotti/Editoria

o qui:
ilpenninodinoaloi.it/?Prodotti/Editoria&wrsProduct=p5c6abc7a16c3e

Il sottotitolo di questo mio sintetico viaggio nel mondo di Tintin chiarisce di cosa si tratti. Non solo un mio personale omaggio (le cui motivazioni saranno chiare leggendo il libro) ai suoi 90 anni, ma effettivamente una serie di appunti, aneddoti e chicche varie (in buona parte forse ignote ai più, in Italia) che seguendo le avventure del giovane reporter belga indicano quali di queste si prestano meglio, a mio modesto avviso, alla lettura da parte del neofita, per poi proseguire col resto. Non ci sono tutte, quindi, ma solo alcune. Per una disanima completa e ancora più approfondita, e una messe più ricca di curiosità, ci  vorrebbero molte, molte più pagine. Vediamo prima se questo volume non manderà in malora il mio buon editore!

Tintin, il suo sottomarino e il suo razzo in una foto di Gianfranco Goria della serie Fumetto su Fumetto.

Scherzi a parte, ecco la postfazione di Dino Aloi, che spiega come mai si è imbarcato in questa impresa sconsiderata.

Colpirne uno. Ecco, uso questo incipit di citazione di maoiana memoria per esprimere il mio stupore. Perché sono rimasto veramente colpito dal libro di Gianfranco Goria, caro amico di vecchia data, che mi ha sottolineato una vera mancanza. Lo ammetto, non sono mai stato un grande lettore di Tintin, pur considerandolo, con il dovuto rispetto, uno dei capisaldi del fumetto internazionale. Eppure la mia attenzione, al di fuori della satira, si è sempre rivolta verso altri fumetti, dal Ranxerox dell’indimenticato Stefano Tamburini disegnato da Tanino Liberatore passando attraverso il grande classico Topolino per arrivare al genio assoluto di Will Eisner. E l’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine. Ma non avrei messo Tintin tra i miei preferiti. Leggendo il testo del buon Goria mi si è aperto un mondo che mi ha portato subito ad andare a rileggere gli albi di Hergé che comunque avevo. Mi sono accorto che mi mancava una chiave di lettura, quella appunto che mi ha fornito Gianfranco. Forse anche un’età più adulta che costringe ad attenzione maggiore ha completato il gioco.
Analogamente mi era accaduto con la strip Doonesbury di Garry Trudeau. Compravo Linus ma la saltavo accuratamente. Poi, tanti anni fa, un bel giorno, ho iniziato a leggerla e me ne sono appassionato al punto tale da andare a cercare tutti i libri pubblicati in precedenza per cercare di dare un filo conduttore a ciò che è una storia quotidiana che segue nel tempo, facendola diventare uno dei miei fumetti preferiti.
Ora tutta questa è storia personale, che forse non interessa nemmeno molto, ed essendo in postfazione può tranquillamente essere saltata, però mi fornisce lo spunto per dire che un libro come questo è fondamentale per cercare di capire e fornire una chiave interpretativa di ciò che non attrae immediatamente. Bisogna sempre conoscere prima di formare un’opinione, argomentazione che vale per tutto. Ed è il motivo per cui ho accettato con entusiasmo di pubblicarlo per le mie edizioni che da sempre vertono più allo studio dell’argomento rispetto alla pubblicazione di novità editoriali. Considero i libri che pubblichiamo degli approfondimenti, in particolare su umorismo e satira ma che ben si sposano con il fumetto, la mia prima passione.
Gianfranco è un grande esperto e lo si capisce dal suo modo delizioso di esporre il testo, senza nessuna ricerca di arzigogolature, mantenendo la barra sulla semplicità per meglio permetterne la comprensione a tutti. Come un disegnatore che studia la sintesi del segno per comunicare ad ampio raggio. Questo accade solamente a chi ben conosce gli argomenti trattati in quanto può decodificarli a vantaggio della comunicazione, senza trincerarsi dietro astrusi concetti o parole altisonanti che poi nascondono una pochezza di fondo. Sono grato a Goria per avermi permesso di affrontare in modo leggero una lacuna che sicuramente avevo.

E con piacere ora posso consigliare tutti di andare a leggere gli albi per poter godere oltre che del disegno splendidamente ligne claire anche delle trovate umoristiche e narrative che Hergé ha saputo inventare insieme a personaggi davvero intramontabili.

Tutte le foto originali (comprese quelle che appaiono in questo articolo) contenute in questo libro sono di Gianfranco Goria.

Il volume contiene anche la riproduzione di disegni originali a tema Tintin, appesi alle mie pareti di casa, di Moise (Paolo Moisello), Renato Ciavola, Andrea Serio, Michele Marchitto e Marcello Restaldi, che abbraccio e ringrazio calorosamente!

isbn 9788897985358

Foto Gianfranco Goria presso la Scuola Internazionale di Comics di Torino

4 risposte a “Tintin – un giovanotto di 90 anni di Gianfranco Goria, è uscito!”

  1. Complimenti Gianfranco, ho letto il tuo libro e l’ho trovato molto piacevole da leggere.
    Certo, sul nostro eroe ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia, però per il momento mi accontento di queste 70 pagine, con l’augurio che il libro ottenga il successo che merita e ti spinga, magari, a scriverne un altro !
    Vorrei inoltre complimentarmi con “Il Pennino”, e in particolare con Dino Aloi, per la gentilezza e la professionalità dimostrate.
    Un cordialissimo saluto, Chicco

    1. Grazie mille a te, troppo buono! :-) E’ giusto un tentativo di stimolare, in Italia, la lettura di un Classico che può ancora dare molto. Quanto al successo… non so. ;-) L’abbiamo fatto per piacere, non per interesse, ovviamente. :-) Dino sa che ho in mente almeno un altro titolo (forse due), particolarmente adatti ai lettori italiani (per chi legge il francese c’è di tutto e di più, quasi tutte cose splendide che difficilmente verranno tradotte in italiano: siamo decisamente pochi, pare, come fan di Tintin – tuttavia “difficile” non significa “impossibile”), ma non prima che abbia recuperato la spesa di questo volumetto…

      1. Sinceramente non ricordo quando lessi il primo albo di Tintin, né quale sia stato il titolo, quello che so è che scoprii il fumetto franco belga sulle pagine della più bella collana di fumetti mai uscita in Italia: i “Classici Audacia”.
        Quando uscì il primo numero avevo 8 anni e il prezzo dell’albo, 250 lire, era veramente proibitivo per le mie povere tasche, infatti mia mamma alla domenica mi comprava il Corrierino e basta, tutti gli altri fumetti erano frutto di scambi e di partite a sette e mezzo con gli amici ;-)
        A dire il vero, per quanto riguarda il fumetto francofono, c’era già stato Tipitì pubblicato dalla Dardo, ma i Classici Audacia erano stati una vera e propria folgorazione !
        Crescendo poi abbandonai il fumetto, a parte Tex, ma quando in età adulta, più o meno una quarantina di anni fa, vidi i primi volumi della serie “Blake e Mortimer” pubblicati da Gandus ebbi un tuffo al cuore !
        Da allora non mi sono più fermato e ormai convivo con quintali di carta ;-)

        1. Mi rendo conto… Io ormai non ho più soldi per il cartaceo e, tranne selezionatissime eccezioni, compro digitale, quando posso comprare qualcosa… Anch’io mi giocavo i giornalini a sette e mezzo nel prato sotto casa con gli amici, sperando di cuccare i Topolini che non potevo avere (mi prendevano il Corrierino), piazzando Trottolino, Geppo, Blek ecc… :-)

I commenti sono chiusi.