Cartoon on the Bay 2017. I progetti presentati al Pitch me parte uno.

Anche quest’anno il Pitch Me fatto durante Cartoon on the Bay ha presentato un bel panorama di idee mostrando la grande potenzialità creativa presente in Italia.

Con grande piacere chi scrive può dire che la qualità sia aumentata davvero e nei tre programmi in cui è stato diviso l’evento (presentato tutto in un unico giorno) le idee non molto convincenti per chi scrive sono state solo un paio. Il resto erano davvero storie interessanti sia per trama che per stile di disegno.

I quattro della presentazione.

E così, il sei aprile, subito dopo il discorso d’apertura del festival fatto dai grandi amici della rai è partito il Pitch Me, simbolicamente dedicato al rimpianto Pier luigi De Mas, che sarebbe stato sicuramente felice di vedere tanta creatività.

Primo progetto a essere presentato è stata la serie “4X4 Four for four” dello studio Kawaii.

È la storia di quattro bambini delle elementari, amici inseparabili, che vivono una vita comune a scuola o a casa ma la rendono incredibile grazie alla capacità di trasformarla tramite le loro fantasia. Ogni bambino è di un’etnia diversa, ma non ricalca alcuno stereotipo e nella propria fantasia diventano leggermente più grandi e si trasformano in un personaggio in cui si identificano. Uno sarà un pirata, l’altro un ninja ecc. e ognuno potrà essere chi meglio immagina. Dando il proprio contributo alle storie senza essere costretto a omologarsi alla fantasia degli altri.

Tutta la serie sembra essere già ben definita, lo stile è interessante e lascia pensare che potrà essere una serie divertente e un po’ pazza.

Secondo progetto a essere presentato è la serie “RAV, Revenge of Angry Vegetable” del torinese Studio Ibrido. L’autore Francesco Forti racconta il primo episodio.

In una non meglio identificata zona di campagna una sera un bambino viene mandato dalla madre a prendere delle patate, che si trovano in una cassa fuori casa. È buio e il protagonista non è molto felice di dovere andare nel posto oscuro e sinistro. La cosa peggiora quando prese le patate queste mostrano di essere creature mostruose e lo attaccano. Il bambino sembra spacciato. Ma all’improvviso viene salvato da un ravanello dal folto ciuffo maestro di lotta col bastone. Questo gli racconta una spaventosa verità. Un’azienda vuole avvelenare le coltivazioni con piante mutanti per costringere gli agricoltori a comprare le sementi da loro, ma lui e un piccolo gruppo di vegetali si sono ribellati e vogliono combatterla per salvare la biodiversità. Il bambino dovrà essere il ponte tra vegetali e umani per unirli contro la ditta. Nato da un’idea dal forte significato ecologico la storia è pensata sia per una serie tv sia per un videogioco che unisca combattimenti a informazioni sulla salute e il mangiare sani.

Le immagini mostrano vari vegetali atletici e consapevoli dei loro valori nutrizionali e delle proprietà che nei secoli gli sono stati attribuiti. La cosa è da subito molto buffa e appassionante. Impossibile non essere colpiti dallo stile della serie

Terzo progetto a essere presentato è il cortometraggio “Fuori”, fatto da un gruppo di studenti dell’accademia di Brera. Racconterà di uno scrittore che si affeziona talmente tanto alla sfortunata protagonista del suo racconto da iniziare a sacrificare tutto per lei.

La storia dello scrittore e della protagonista del suo racconto verranno raccontate contemporaneamente dividendo lo schermo a metà. Particolare interessante è che il corto sarà fatto in realtà virtuale, così sarà possibile seguire entrambe le storie o addentrarsi solo in una di queste seguendone l’evoluzione. Il corto sarà in CGI e per rendere evidente la differenza tra il mondo dello scrittore e quello della sua fantasia il primo sarà più realistico e grigio mentre il secondo più semplice e ideale.

Quarto progetto presentato è la serie “SuperPet” presentata dall’anonima Fumetti. La serie racconta dell’autismo.

 

Una bambina travestita da super eroina combatte un’oscura organizzazione che rapisce gli animali per farne cavie da laboratorio o contrabbandarli. Gli avversari sono una coppia di rapitori non molto intelligenti. Ma le cose non sono così chiare. La bambina è sempre sola, vive nell’oscurità di una stanza che sembra abbandonata e parla solo con gli animali. Nei primi episodi la madre si sente e si vede, poco, solo più avanti e quando appare è sempre triste e distante. L’organizzazione che combatte è guidata da un’ombra oscura che sembra seguirla. Dopo qualche episodio si inizia a sospettare che la bimba sia autistica e tutto quello che le capita sia solo una sua visione. Oppure che in realtà sia un fantasma e non lo sappia. Fantasia o fantasma a bambina a un certo punto inizierà a sviluppare dei poteri.

Il disegno e la trama sono intriganti e già a sentire questa presentazione ci si chiede quale sia la verità.

Quinto progetto, torna lo studio Kawaii con un’altra proposta di serie, “First App”.

Serie pensata per il pubblico degli yung adult racconta di un gruppo di giovani che utilizza un’App di appuntamenti per cercare l’anima gemella. Ci saranno otto personaggi e ogni episodio mostrerà i vari appuntamenti tra le coppie e come queste si comporteranno sia nelle chat virtuali che nella durante gli appuntamenti. Sarà una serie comica piena di gags e tra i progetti c’è l’aspirazione che diventi una piattaforma sul tipo di The Sims.

Sesto progetto presentato. Torna lo studio Ibrido per presentare “La santa”, un cortometraggio di Salvatore Centoducati.

In un paese del sud Italia non specificato la vita gira sia intorno ai riti religiosi sia intorno alla malavita che da “lavoro”. Un giorno un ragazzo, un affiliato minore della cosca, viene ferito in una sparatoria. La madre inizia a pregare la santa del paese perché lo salvi. Riempie la casa di immagini devozionali e sembra che il figlio migliori, ma tutto questo non servirà. Durante la processione avverrà il confronto con la boss che comanda il paese. Il corto è stato fatto per riflettere sull’idea di devozione fatta meccanicamente per chiedere grazie e sulle similitudini e differenze dell’organizzazione di mafia, famiglia e chiesa. Un corto che metterà a confronto tre donne che in qualche modo incarnano ognuna un tipo di figura materna.

Lo stile mostrato nei frammenti è duro ma davvero suggestivo. Un bianco e nero dal tratteggio insieme minimo e complesso che si fonde con i canti delle processioni e un’inquadratura mobile. L’impressione è quasi quella di vedere dei disegni a pennino animati. L’autore ribadisce che tra le cose belle del fare animazione è che con pochi segni di un disegno si può fare molto. Speriamo di vederlo finito.

Settimo e ultimo progetto della prima parte del Pitch è la serie “Le indagini di Abby G”.

Racconta le avventure di Abby. Una ragazzina molto intelligente e coraggiosa decisa a diventare una grande detective come il suo illustre antenato, il detective Dupine (si, quello inventato da E.A.Poe). Ma Abby ha un problema, soffre di dislessia. Questo le rende tutto più difficile e scatena la cattiveria di alcune compagne di scuola. Nelle indagini la aiutano un compagno di scuola, molto intelligente ma un po’ impacciato, l’arzilla nonna e la tecnologia. Nelly si impegnerà a risolvere gli indizi nonostante la grande difficoltà nel leggere i testi e lotterà contro un’astuta ladra interessata a un mistero legato alla vita del detective Dupine.

La serie ha avuto la consulenza di medici esperti nella dislessia e potrà diventare facilmente anche videogioco o una serie di libri dove si dovranno risolvere dei quiz. Stilisticamente sono interessanti sia i personaggi che gli ambienti, interni di case caotiche o strade di Parigi.

La giuria.

Questi erano i progetti del primo Pitch me. Tra questi la giuria, composta da Francesca Bertuzzi, Davide “Boosta” Dileo e Pasquale “Lillo”Petrolo hanno dovuto scegliere. Tra loro ci sono stati i vincitori di due delle tre tavolette grafiche Wacom Cintiq messe in palio dalla ditta giapponese più un anno di licenza del softwear Toon Boom. I premiati sono stati “RAV” e “Le indagini di Abby G” la prima per la storia divertente con personaggi di cui ci si innamora a prima vista e per il messaggio sull’importanza data all’alimentazione. La seconda per il modo originale di parlare della dislessia in modo positivo e per la storia e personaggi interessanti.

La santa” riceve una delle tre menzione speciali.

Tutti progetti interessanti e si è soddisfatti di averli visti.