Il ritorno di Giuseppe Tubi: omaggio o rifacimento?

Quando si sceglie di affrontare il rifacimento (remake) di qualcosa che è un classico e per giunta un classico molto ben fatto, ci si espone inevitabilmente e consapevolmente al rischio di fare una clamorosa figuraccia. Eppure è una cosa che si fa assai spesso. Quasi senza ritegno, nel cinema, sperando di vendere comunque abbastanza da recuperare le spese. Con un po’ più di prudenza, in televisione, anche perché i fan sono tanti e molto critici. Con terrore, nel caso dei fumetti, magari sperando che non siano più vivi i lettori che avevano letto la prima versione.

Va bene, un po’ esagero, ma rifare il lavoro altrui quando era già un buon lavoro è veramente rischioso.

Ora succede che si vedano queste immagini:

Il primo pensiero è “Ma davvero Faraci e Pastrovicchio hanno avuto il coraggio di confrontarsi coi testi di Merril De Maris e i disegni di Floyd Gottfredson?“. No, non è possibile… forse si tratta solo di una occasionale citazione della bellissima storia Topolino e la banda dei piombatori del 1938. Eppure il titolo di questa nuova storia è Topolino e la banda dei cablatori… Il richiamo è evidente e diretto; non sembra voler lasciare spazio a dubbi.

Brividi nella schiena… Sarà davvero un rifacimento, o si tratta solo di un omaggio ai Grandi del Passato? Ai posteri l’ardua sentenza. Anzi, no: basterà arrivare al numero 3168 di Topolino del 10 agosto 2016, per avere la risposta.

Quanto a poter leggere l’originale per fare il confronto (nel caso si trattasse di un remake), sull’INDUCKS puoi trovare tutte le ristampe (click qui) e magari arriverà di nuovo in edicola (e/o in libreria) tra un po’. In ogni caso io ti consiglierei di leggere prima l’originale: i crudi riferimenti ai tempi in cui la storia è uscita sono utili anche per chi vive oggi, come ho avuto modo di scrivere qui, e su quella nuova non so ne troverai di altrettanto drammatici: anch’io lo scoprirò solo tra qualche giorno.

Buon divertimento!

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