La saga infinita dei Metabaroni

Se era già piuttosto complesso ricostruire il lungo ciclo fantascientifico dei Metabaroni, nato dalla fantasia di Alejandro Jodorowsky, adesso la situazione si complica ulteriormente. Dopo dieci anni di silenzio, infatti, Les Humanoïdes Associés hanno pubblicato il primo albo di una nuova serie intitolata semplicemente Meta-Baron. La nuova collezione ha un pregio notevole e insolito: può essere letta indipendentemente dalle altre parti che compongono il ciclo.

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Il primo degli otto volumi previsti si intitola “Wilhelm-100, le Techno-Amiral”. Come di consueto la storia è stata concepita da Jodorowsky, mentre Jerry Frissen ha firmato la sceneggiatura e Valentin Sécher i disegni.
La grande saga è una space opera come quelle che il cinema, salvo rarissime eccezioni, non riesce più a raccontare.
Attraverso l’intreccio di temi come i legami familiari, la violenza, il sacrificio e la lotta per la sopravvivenza la nuova serie conferma che il ciclo dei Metabaroni è erede diretto della storica rivista Métal Hurlant: non a caso le edizioni degli “umanoidi associati” vennero create nel 1974 per pubblicare il mensile fondato da Jean-Pierre Dionnet, Philippe Druillet, Bernard Farkas e Jean Giraud (Moebius).
Eccellente sotto il profilo grafico, il nuovo albo offre a molti lettori l’occasione ideale per addentrasi in questo universo affascinante e spietato. Dopo averlo letto, se è vero che l’appetito vien mangiando, molti si metteranno alla ricerca degli albi precedenti. In altre parole, entreranno nel labirinto di cui parlavamo all’inizio.
Frisen e Sécher avevano già realizzato Khaal: Chroniques d’un empereur galactique (Soleil, 2011 e 2013), una serie fantascientifica in due volumi. 

Recensione di Alessandro Michelucci