2 Novembre 2015 19:25

In movies (and life) the only job of a woman is to build the male character up?

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Se lo chiede, o meglio giunge a tale sconsolante conclusione (basata sulla propria personale esperienza quotidiana, ma temo condivisibile da parecchie altre donne, pure alle nostre latitudini) la studentessa di cinema Victoria Rozler, il cui post, indignato ma pieno di energia ribelle e di speranza per il futuro, è stato ripreso da Indiewire: http://blogs.indiewire.com/womenandhollywood/what-its-like-to-be-a-woman-in-film-school-20151026

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La “battagliera” Victoria Rozler

Forse a qualcuno il piglio combattivo e i toni dichiaratamente “femministi” di questa ragazza sembreranno eccessivi, provocatori e financo “fuori tempo e bersaglio” (con tutte le donne che oggi occupano posizioni di rilievo nel mondo dello spettacolo! – si dirà), ma il problema su cui focalizza l’attenzione è in realtà molto preciso e definito: il ruolo e l’immagine delle donne, nel cinema come nella vita, sembrano essere il riflesso delle esigenze e delle aspettative maschili che lo ridefiniscono e lo condizionano in modo da renderle, in pratica, null’altro che “spalle” finalizzate a dare risalto ai protagonisti uomini. E tale tendenza verrebbe difesa, anzi incoraggiata, dalle istituzioni preposte a definire i parametri sociali e culturali, e dunque l’identità stessa, di coloro che andranno un giorno a intraprendere carriere e occupare posizioni decisionali in campo artistico, culturale… e politico.

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Portando avanti un circolo vizioso assai più subdolo di quanto non appaia a prima vista.

Che ne pensate?

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