VISTO A ANNECY 2015. ANTEPRIMA MONDIALE DE “LA MONTAGNA MAGICA” IL NUOVO FILM DI ANCA DAMIAN.

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Brochure autografata del film.

Tra i grandi eventi di Annecy 2015 un posto speciale lo occupa l’anteprima mondiale del nuovo lungometraggio animato di Anca Damian ‘La montagna magica’.

La regista rumena torna al festival dopo la vittoria ottenuta nel 2012, ma il suo film non è tra quelli in concorso o fuori concorso, è un avvenimento, è una prima mondiale!

Il film è il secondo lungometraggio animato della Damian dopo ‘Crulic- Drumul spre dincolo’ (Crulic- The path to beyond) documentario animato in cui si raccontava la storia vera di un uomo incarcerato che deciso a non mangiare finché il suo processo non fosse stato ridiscusso in modo più equo finì col morire di fame. Il film rappresentava il coraggio di morire per le proprie convinzioni, un atto che ha sempre affascinato la regista. Questa aveva accennato all’idea di continuare a analizzare il coraggio e adesso ha realizzato un film su un uomo che ha rischiato la vita per proteggere degli sconosciuti seguendo i suoi ideali di libertà.

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Prima della proiezione la regista è stata invitata sul palco per fare un breve discorso in cui ha ringraziato tutti quelli che hanno collaborato nel fare il film, proseguendo con una descrizione. Si tratta di un documentario animato che ricostruisce esattamente della vita di Adam Jacer Winkler (detto Adam Khan) con minime modifiche fatte per ragioni narrative e poetiche. È stato realizzato con diverse tecniche del cinema d’animazione e in sala sono presenti la vedova e la figlia (cosceneggiatrice del film) dell’uomo.

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Ecco gli artisti. Riconoscibile tra loro Theodore Ushev.

La storia di Adam Jacer Winkler viene narrata in prima persona come se fosse un racconto che il protagonista fa alla figlia. Nato in Polonia negli anni trenta e emigrato in Francia negli anni sessanta lasciando i suoi studi all’accademia d’arte e perdendo la possibilità di tornare in patria. Trasferitosi a Parigi inizia a lavorare come imbianchino in nero e a militare in gruppi anarchici antibolscevici. Oltre a tutto ciò inizia a praticare l’alpinismo e incontra la moglie (che in Polonia si era fatta un anno di carcere per aver introdotto dall’estero libri vietati) e hanno una figlia. Ma quando nel 1979 la Russia attaccò l’Afghanistan prese subito la decisione di andare a combattere a fianco del popolo afgano. Studia la lingua, prende contatti e nonostante tutte le difficoltà riuscì a entrare nel paese e a unirsi ai combattenti.

Inizia qui un’esistenza di pericolo continuo e battaglie contro un esercito molto più potente. Adam Jacer Winkler viene accettato dagli altri e per il suo coraggio viene ribattezzato Adam Khan. Diventa quello che aveva sempre sentito d’essere, un cavaliere che combatte per liberare i deboli e gli oppressi.

Tra le tante cose ricordate di quel periodo c’è l’ammirazione totale per il comandante Ahmad Shah Massoud, un vero eroe che lottò per la libertà del suo paese contro i russi finendo assassinato dai talebani nel 2002.

Torna a Parigi alla fine degli anni ottanta dopo anni di assenza e un lungo periodo in cui non aveva più mandato notizie di se, unico sopravvissuto del suo gruppo di combattenti. Debole e senza niente ma determinato a tornare non appena si fosse ripreso. Cosa che non poté fare a causa di problemi burocratici. La sua vita finisce nel 2002 dopo una scalata sulle Alpi, guardando il Monte Bianco.

Visivamente il film è ancora più impressionante di ‘Crulic’. Anche in questo vengono utilizzate quasi tutte le tecniche d’animazione e riescono a essere godibili insieme perché inserite a seconda delle situazioni da illustrare. Agli occhi di chi guarda il protagonista diventa davvero un eroe, una fenice che rinasce continuamente sembrando immortale.

La storia non è di facile recezione e, al contrario di ‘Crulic’, non coinvolge subito partendo lentamente dando un quadro preciso della vita di chi sceglie l’esilio e deve ricominciare da capo.

Ma dal momento del suo coinvolgimento nella guerra afgana tutto cambia. Dalle prime manifestazione contro i russi fatte a Parigi denunciando la guerra inizia un crescendo di emozioni e il racconto fatto in prima persona appassiona tanto che dal sua arrivo in Afghanistan non ci si può che sentirsi coinvolti nella battaglia di un popolo contro gli oppressori, la descrizione della guerra e delle fatiche di ogni giorno.

Le ultime riprese mostrano un anziano ma ancora combattivo Adam Jacer Winkler in un’intervista fatta quando preparava un libro illustrato per bambini in cui raccontava le gesta eroiche del comandante Massoud contro i talebani. L’energia che mostra nel descrivere la storia non lasciano dubbi. Nessun rimpianto e convinto delle suo idee fino alla fine.

a seguito della proiezione si è tenuta una conferenza stampa dove la regista ha parlato del film.

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La storia è stata presa dalle memorie che Adam Jacer Winkler aveva scritto. Tutte le fotografie mostrate vengono dagli archivi di famiglia e quasi tutte le aveva scattate lui. Dotato di abilità nel artistica aveva fatto molti disegni e acquarelli di quel periodo e sono stati tutti usati nel film trasformandoli in ritagli animati, fondali, scene emozionanti e poetiche.

Un aiuto particolare al film è stato dato dal grande Theodoere Ushev, animatore bulgaro attualmente residente in Canada più volte premiato al festival di Annecy per i suoi cortometraggi. Lui e Anca Damian si incontrarono proprio durante il festival nel 2012 quendo entrambi concorrevano una per i lungometraggi, l’altro per i corti. La Damian gli disse che ammirava molto il suo lavoro e si era ispirata a alcuni suoi corti per fare ‘Crulic’, Ushev le disse che al prossimo film animato poteva invitarlo a partecipare e così è stato. Ushev ha lavorato come Storyboard Artist per tutto il film fin dall’inizio decidendo insieme agli altri in quale stile d’animazione rappresentare le diverse scene.

Anca Damian conclude dicendo che quella che ha intenzione di fare è una trilogia sul coraggio. Crulic ha raccontato il coraggio di morire per le proprie idee, Adam Jacer Winkler racconta il coraggio di rischiare la propria vita per gli altri. Il prossimo e ultimo film racconterà il coraggio di sacrificarsi e morire per gli altri. Chi scrive spera di poterlo vedere entro i prossimi tre anni.

Dopo aver visto questo film resta la magnifica sensazione di una storia dai paesaggi aperti, la forza di un uomo giusto che finisce la sua vita senza rimpianti. Di qualcuno da ammirare.

Se mai lo proietteranno in Italia sarà bene non perderlo.