L’imperdibile colore dell’aria di Bilal

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IL COLORE DELL’ARIA

di Enki Bilal

Alessandro Editore

Altra incredibile opera d’arte di quello che considero il più grande fumettista vivente. Il Maestro presenta il terzo episodio di una trilogia iniziata con Animal’z, dove le acque marine invadono la terra e alcuni uomini si salvano compenetrandosi coi pesci ed è proseguita con Julie & Roem dove, in un mondo in piena disconnessione col suo passato fisico e psichico, alcune parole o gesti o significati della tragedia di Shakespeare, trovano nuovi “attori” a suggerire antichi ma immortali sogni ad una umanità che si sta ricreando.

Il Colore dell’Aria è assolutamente clamoroso. E’ vero riappaiono alcuni personaggi ma potete godervelo anche senza aver letto gli altri episodi. E’ autonomo, percettibile immediatamente, come un sogno o un incubo di una notte. Di una notte della terra, una notte dove milioni d’anni si condensano, accelerando all’inverosimile processi geologici, fisici e mentali. La natura si è ribellata alla catastrofe che ha per nome “razza umana” e ha risposto con altrettanta forza apocalittica. Le placche tettoniche ricostruiscono rapidamente i continenti. La visione, la prospettiva degli eventi è dall’alto, a volte sembra ripresa da Google Maps. Poi ti avvicini e, sempre nell’aria, individui i sopravissuti a bordo di un dirigibile, gesticolanti come burattini, con la coscienza disconnessa, guidati forse verso un nuovo Eden dove nessuna regola sociale sarà più la stessa. Forse alcuni residui logici torneranno ancora utili ma lo stesso autore non ci scommetterebbe. Gli umani si “riassociano”, il mondo cambia forma, Enki Bilal si diverte della sua stessa malinconia. Lui stesso e i suoi colori sono contagiati, contaminati dalla volontà cosmica. Smette d’essere un narratore tradizionale, diventa anch’egli col suo pennello protagonista inconsapevole della vicenda. Pare straniato dalle note blu di alcune vignette che diventano seppia o china, chiamate tutte verso un destino deciso da un Altro. Brani sconnessi, citazioni letterarie o poetiche vengono “recitate” dai personaggi quando il dirigibile entra nelle masse oscure delle nuvole. Brecht impera nella dizione e nello straniamento. E tutti quei frammenti si perdono, vengono inghiottiti da un vulcano, insieme a missili e bombe, edifici e cannibali. La gravità non esiste più, come i secoli passati nell’orrore delle guerre, le volontà di potenza, i rapporti di forza fra uomini e tra uomini e donne.

Bilal ricomincia dal suo pessimismo, dal suo dolore per l’umanità per ridisegnare un’esistenza diversa, più rassegnata all’alienità, forse finalmente felice.

Imperdibile!

[Recensione di Nico Vassallo]

IL COLORE DELL’ARIA

di Enki Bilal

Alessandro Editore

(Cartonato 92 pagine, Euro 24,99)