16 Dicembre 2012 01:24

Alla (ri)scoperta dell’Asso di Picche

PrattPicchePrima l’ANAF e poi l’ANAFI: gli appassionati delle nuvole parlanti hanno sempre molte e originali occasioni per scoprire storie e personaggi, spesso vivi nel ricordo dei lettori, ma assenti da tempo dalle edicole o dalle librerie. La  bella rivista "Fumetto" offre periodiche rivisitazioni di questo passato che trova, nelle pubblicazioni riservate ai soci ma talora reperibili anche in qualche fumetteria, la dimensione di veri e propri volumi antologici. E’ il caso, per esempio, dell’Asso di Picche, forse il primo eroe avventuroso del fumetto italiano risorto circa settant’anni fa, dopo la guerra. Ne furono autori Mario Faustinelli e Hugo Pratt, il grande disegnatore allora alle prime armi, che aveva scoperto i fumetti durante la sua permanenza in Africa. Sui giornali dei soldati americani c’erano storie di Milton Caniff, di Chester Gould o magari di Al Capp, i cui disegni affascinavano il giovane Pratt. Dopo la Liberazione e la fine dei problemi bellici, intorno ai due autori si raccolse a  Venezia un gruppo di giovani di belle speranze e di sicuro avvenire, dal futuro scrittore Alberto Ongaro al futuro regista Damiano Damiani, che con altri crearono l’Asso di Picche, un giornaletto che prendeva il nome dal protagonista della storia principale. Nelle vicende di questo personaggio misterioso e mascherato  come Superman c’era l’atmosfera della grande avventura americana. Ma per gli italiani queste storie – che oggi possiamo giudicare piuttosto prevedibili – erano una novità, e facevano scoprire mondi nuovi. Dietro la maschera e la tuta con il simbolo dell’Asso di Picche, si nasconde un coraggioso e misterioso giornalista che combatte la criminalità del clan delle Pantere nere e del Club dei 5. Compie imprese valorose e riesce anche a conservare il mistero della sua identità, ignorata persino dalla fidanzata. La rivista, come tutte le iniziative prive di fondi, concluse presto la sua vita. Ma nel frattempo aveva stuzzicato l’interesse dell’editore Civita, un ebreo italiano rifugiato in Argentina dopo le leggi razziali. Fu così che Pratt e molti altri suoi amici si trasferirono laggiù, alcuni per breve tempo, altri, come il papà di Corto Maltese, per una dozzina di anni. Per Pratt fu un periodo straordinario, soprattutto dopo l’incontro con Oesterheld. Insieme allo sceneggiatore, vittima nel 1972 della dittatura argentina, ha creato personaggi e storie indimenticabili, dal Sergente Kirk a Ernie Pike, a Wheeling, ecc. Ma prima aveva realizzato altre storie dell’Asso di Picche, rimaste inedite in Italia. Quattro di queste sono ora raccolte nel volume dell’ANAFI, curato da Gianni Brunoro e Paolo Gallinari, con interventi critici e storici che permettono di inquadrare meglio quegli anni in cui il fumetto italiano divenne anche un po’ argentino, e viceversa, visti i durevoli ottimi rapporti tra gli autori dei due Paesi. (Carlo Scaringi).