Repubblica, 28 luglio: ancora La Città Nascosta

Illustrazione Repubblica 2 - marco patruccoL’Anonima Fumetti segnala: Anche questo Sabato (28 luglio), non perdetevi in edicola La Repubblica. Infatti, nel paginone di ESTATE Piemonte potrete godervi il quarto racconto scritto da un’ allieva del Master della Scuola Holden, illustrato da Marco Patrucco (Accademia Albertina) che avrete modo di apprezzare nel 3° numero de “La città nascosta” (di prossima uscita su afnews.info), con il fumetto “Paletta e Fischietto” molto divertente per il quale il giovane talento ha realizzato i disegni, il colore e il lettering. La scrittrice della Holden, presentata nel prossimo numero de La Repubblica, è Jessica Puliero, col racconto ”La miglior vita che potessi strappare”. Come vi avevamo già comunicato, il tema generale sulla quale questi giovani talenti si confronteranno per tutta l’estate (ogni sabato) è: 2012 Fuga a Torino. Il racconto della Puliero è semplicemente magnifico. Il punto di vista è quello di una “clandestina” con una capacità di osservare Torino con occhi puri ed attenti ai particolari di edifici in costruzione, alla disperazione di una barbona, agli occhi scuri di un cavallo dentro una scuderia specializzata in ippoterapia. Torino si “contrae” e si “espande” ritmicamente nella sua scrittura, come un cuore ammalato però di aritmia. Piazza Vittorio ride, si diverte, è allegra. Ma a quel banchetto la nostra protagonista non è invitata. Va via, forse per sempre: “ Attraverso il ponte guardando per tutto il tragitto la Gran Madre illuminata e pallida. Chiedo perché. Ma quella tace”.  L’illustrazione di Marco Patrucco, sceglie di dare importanza alla piazza più importante di Torino nella quale si svolge il racconto, utilizzando una "soggettiva" della Gran Madre. In uno stralcio del racconto la ragazza cammina verso la chiesa aspettandosi una parola di conforto dalla chiesa (che prende il nome da Maria, che simboleggia l’amore materno) ma quest’ultima tace. Il disegnatore decide di sottolineare questo momento, descrivendo il punto di vista della chiesa: immobile, possente e anche un po’ fredda che troneggia sulla piazza. I colori che ha usato sono accesi, tendono all’arancio violetto. L’utilizzo di questi colori molto distanti sullo spettro cromatico genera un senso di astrazione, onirica e surreale. In ultima analisi, i personaggi che popolano la piazza sono tutti di uno stesso colore, un grigio violetto, per sottolineare l’assoluta indistinguibilità degli individui davanti agli occhi divini.

La Redazione de “La città nascosta”