Castro di Reinhard Kleist

Kleist_CastroDevo dire che ho sempre odiato quei noiosissimi fumetti su personaggi o fatti storici (tipo Il Risorgimento a fumetti, etc.) ma mi sono ricreduto godendomi questo libro di un grande maestro tedesco che ha saputo emozionarmi e trasmettermi l’essenza di un periodo storico e della vita di un uomo, Fidel Castro, che incarnò gli spiriti visionari della generazione degli anni ’60: giustizia sociale, socialismo “in azione”, libertà dalla corruzione, lotta alla mafia e allo strapotere degli yankee che, con la United Fruit, spremeva i contadini cubani fino all’ultimo cent.

Ma, come molte altre “visioni” di quel secolo, anche quella cubana si è trasformata in povertà, censura, embargo, epurazione. Fidel segue quel destino inesorabile: da rivoluzionario si trasforma in despota, da eroe diventa per tanti un mostro, abbatte il satrapo Batista ma si trasforma anch’egli in dittatore, oggi stanco, malato, forse disamorato del suo sogno impossibile.

La storia di Castro viene raccontata da Kleist inventando un cronista, il giornalista e fotografo Karl Mertens, arrivato a Cuba per intervistare Castro alla macchia ma che non abbandonerà più l’isola, affascinato da quella rivoluzione. Anch’egli entusiasta da giovane, deluso e amareggiato da vecchio.

La storia di Castro viene dunque vissuta come un reportage con tanto di interviste e di vignette che sembrano foto. Il tratto di Kleist è realistico, il movimento delle vignette è rapido, essenziale, con “lampi” di china che attraversano i paesaggi, citando a volte la grafica d’epoca ed evocando correnti artistiche del ‘900.

Il volume è diviso in tre parti con un epilogo.

Kleist_Castro_1La prima parte descrive Fidel da bambino, figlio di un contadino benestante dell’est. Al Collegio gesuita Belèn all’Avana è già un ribelle, con inclinazioni violente, sportivo eccellente, ottimo studente. Si laurea in legge, i primi comizi contro l’ingiustizia. Ma il suo destino “accellera” il 10 marzo 1952: Fulgencio Batista attua il colpo di stato. Cuba è in mano ai boss Sam Giancana, Meyer Lanski, John Roselli, Lucky Luciano, Michael Corleone, Santo Trafficante, sullo sfondo delle canzoni di Sinatra nei casinò dell’Avana. Le vie legali sono ormai inutili, servono armi, si assaltano caserme. Castro è arrestato nel ’53 e condannato a 15 anni. Due anni dopo, gli viene concessa l’amnistia per impedire ch’egli diventi un martire. Ripara in Messico…”Adios Cuba!”.

Un’incontro con un medico argentino, Ernesto, detto il Che, con un’idea “romantica” della lotta di liberazione che lo accompagnò sempre, nella vita e nella morte.

Tornano a Cuba su un vecchio e scassato barcone nel 1956 ed è straordinaria la sequenza del viaggio disegnata da Kleist: pioggia e onde in tempesta, un inferno liquido con pochi tratti schiumanti di china.

Solo 7 fucili per iniziare la rivoluzione. La Sierra Maestra si trasforma in un enorme campo di battaglia. Si stampa il Manifesto della Sierra, distribuito ovunque. Il Che conquista Santa Clara, cade Santiago, Batista fugge, Castro entra all’Avana.

Kleist_fotoQui incomincia la seconda parte del libro. La rivoluzione vince ma si trasforma lentamente, inesorabilmente. Molti compagni di lotta diventano “traditori”: Matos è condannato a 20 anni, Cienfuegos sparisce, si chiudono i giornali non allineati. Seicento complotti contro Castro e svariati tentativi, spesso comici, di ucciderlo. L’accordo con l’U.R.S.S., la Baia dei Porci, l’embargo, la crisi dei missili. Il Che lascia Cuba e muore in Bolivia. I poeti cubani “non sognano più”, sono diventati sovversivi! Nell’aprile del 1980, 10.000 cubani occupano l’area dell’ambasciata peruviana chiedendo l’espatrio: “Volevamo costruire un paradiso e abbiamo creato una prigione”. Castro concede loro di partire. Anche la compagna del “narratore” Karl Mertens abbandona l’isola. Lui rimane a Cuba, con la morte nel cuore, in miseria.

Inizia la terza parte: cade il muro di Berlino, ora comanda Gorbaciov ma Castro non capisce la sua perestroika, l’economia cubana è allo sfascio, Raul sale al potere.

L’epilogo è breve. L’azione si svolge sugli “sfondi” bianchi, asettici di un ospedale. Castro è molto malato, amareggiato. Ricorda le parole di Simòn Bolivar: “Quelli che hanno servito la rivoluzione hanno arato il mare”.

Questa “Storia” di Reinhard Kleist è veramente affascinante. Straordinaria la descrizione dell’Avana di Batista come un Luna Park assediato da ribelli o quella della “Sierra” schizzata di china, calda ed umida, una “Sierra” notturna, illuminata appena dalla luna. La “lezione” di Alberto Breccia nelle espressioni dei volti. Indimenticabili tutte le scene di folla con i balloons disegnati come bastoni, quasi futuristi, che salgono verso l’alto.

Non perdetelo.

CASTRO

di Reinhard Kleist

Edizioni Black Velvet, 284 pagine, € 19,00

(recensione di Domenico Vassallo)