Animazione mitteleuropea, parte 2.

Dal nostro agente a Budapest Pierpaolo Di Camillo:  

The Big House

24 NOVEMBRE. – "Secondo appuntamento col festival di cinema di animazione Anilogue (www.anilogue.com ), giornata dedicata ai cortometraggi: apertura con una selezione dei corti migliori dalla sezione 'Altre visioni' del PAF di Praga, contest per film-makers indipendenti conclusosi poche settimane fa e che vede gli autori selezionati in questa categoria coinvolti anche in installazioni artistiche integrate con le animazioni, lavori sperimentali assai inquietanti oppure tanto grotteschi da suscitare talvolta ilarità ma comunque interessanti per idee e visione artistica. 

Trenta le opere del concorso ufficiale Anilogue, suddivise in tre spettacoli, molte di esse sono state già presentate in altri festival (talvolta ottenendo riconoscimenti) ma non mancano le prime visioni; a maggioranza sono film di diploma provenienti dalle varie scuole d’animazione europee, specie del Nord-Est, realizzati tra il 2010 ed il 2011. Quasi a seguire una implicita consegna questi lavori fanno a gara nell'esprimere una visione del mondo in gran parte cupa, pessimista e nel migliore dei casi alquanto grottesca: ci si chiede se ciò voglia alludere ad un futuro (anche dell’animazione?) così incerto da far vedere tutto nero o addirittura se l'allegria non venga considerata dai giovani film-maker troppo poco 'artistica'…

grandmothers
Consola però constatare che il livello generale (per quanto ancora acerbo e un pò freddino) è alto, sia per l'animazione che la regia, anzi, alcuni sono dei piccoli capolavori (p.es.: "Grandmothers” diretto da Afarin Eghbal, coraggioso documentario britannico sulle madri dei desaparecidos argentini; l’estone “La grande casa”  di Kristjan Holm, il francese ”Lazzaro” di Luis Nieto).

In programma c'erano naturalmente anche alcuni lungometraggi ma senza il dono dell'ubiquità risulta impossibile seguire tutto, per cui mi limito a esprimere qualche dubbio sul film ceco 'Alois Nebel': non sarà che questa tendenza a girare film in bianco e nero 'rotoscopico' mascheri un espediente per tentare di replicare il successo di comics come 'Sin City' puntando sull'estetica più che sui contenuti? L'animazione è molto più che la versione in movimento e sonoro dei fumetti, merita un linguaggio proprio.  Nella speranza che in futuro qui si proiettaio anche corti di studenti italiani passo e chiudo. Sziasztok Italia! "

alois_nebel