Gran Guinigi a Lucca Comics, che va a quota 50mila

E così Lucca Comics & Games tocca le 50mila presenze nei primi due giorni. Numeri che restano poco indicativi, sia chiaro. Perché oltre al pubblico pagante, agli espositori e agli ospiti, la città è presa d'assalto anche da persone attratte o solo dagli appuntamenti culturali (mostre comprese) a ingresso gratuito o dal fascino dei numerosissimi cosplayer (per loro è iniziata la gara per il miglior costune sul palco di Music & Comics, che oggi ospiterà il concerto di Cristina D'Avena) capaci di offrire quel tocco di colore alle vie antiche. Un festival che diventa anche un appuntamento capace di intervenire sul costume e sulle abitudini della gente. Basti pensare che ora anche i commercianti cominciano ad abituarsi al clima diffuso di festa. E con fini diversi, ecco che anche al negozio di frutta e verdura è possibile incontrare proprietari e commessi vestiti da Puffo.


Altro elemento nuovo – e positivo – di questa edizione è l'appuntamento quotidiano riservato alla stampa. Ogni giorni è possibile condividere una colazione con David Lloyd, Manuele Fior ("Cinquemila chilometri al secondo" potrebbe anche diventare un film; ma di questo parleremo nei prossimi giorni), Davide Reviati. O, come stamani, con Jiro Taniguchi e Carll Cneut.
Ma ieri era anche il giorno dei Gran Guinigi. La premiazione si è aperta con un doveroso omaggio a Sergio Bonelli, di cui si parlerò di nuovo oggi (ore 14, sala incontri di Palazzo Ducale) con Moreno Burattini, Graziano Romani, Gallieno Ferri, Roberto Diso, Mauro Boselli, Giulio Giorello. In quel contesto sarà presentato "Da Guido Nolitta all’Avventura", volume scritto da Burattini e Romani che racconta Sergio Bonelli nelle sue vesti di sceneggiatore.


Sul palco dei Gran Guinigi, dove la passerella iniziale ha raccolto tutti assieme – anche se per pochi minuti – decine e decine di grandi autori, è salito Arhtur De Pins (premiato per il seriale “Zombillenium”, di ReNoir Comics). Ma anche Igort e Baru. Così anche quest'anno la Coconino si aggiudica due prestigiosi riconoscimenti: Igort ha ritirato il premio per conto di David Mazzucchelli (miglior storia lunga con “Asterios Polyp”; c'è chi lo giudica il 'fumetto dell'anno'), mentre Baru – così come in passato è toccato a Manuele Fior e Gipi – è stato premiato come miglior autore unico per “Pompa i bassi, Bruno!”. Premiati anche il saggio “Jacovitti. 60 anni di surrealismo a fumetti” (di Franco Bellacci, Luca Boschi, Leonardo Gori e Andrea Sani; edito dalla Nicola Pesce Editore), “Hotel” (miglior storia breve, edita da Panini Comics), Laura Zuccheri (miglior disegnatore per “Le spade di vetro”, ReNoir Comics), Frédéric Brrémaud e Federico Bertolucci (premio speciale della giuria per il fumetto muto "Love. La tigre”, Edizioni BD), Enrique Breccia (maestro del fumetto) e, ex aequo, il premio per la migliore sceneggiatura è andato a Joe Kelly per “I kill giants” (Bao Publishing) e David Chauvel per “Octave” (Tunué).