Guido Buzzelli in mostra a Lucca

Buzzelli%20(16379)Tex -  www-comicartfans-comNel 1986 il Salone dei Comics ospitò a Villa Bottini – una delle tante antiche dimore nobiliari della bella città toscana – una mostra dedicata a quattro maestri dell’illustrazione, e non solo. Era quasi un viaggio nel mondo dantesco, perché a pianoterra c’era l’inferno, rappresentato dalle opere di Renzo Vespignani, realistico pittore di desolate periferie romane, e di Guido Buzzelli, cronista spesso profetico e amaro di un disagio esistenziale sempre più diffuso. Al piano superiore c’era invece il paradiso, con le donnine e il West di Walter Molino e le cronache spesso rosa della Domenica del Corriere, e le favole di Lele Luzzati, animatore, scenografo e illustratore di un mondo ormai scomparso. Le opere di Guido Buzzelli (1927-1992) tornano ora a Lucca per un’ampia rassegna ospitata nelle sale del Museo del Fumetto. Ovviamente c’è solo una parte della vasta produzione artistica di questo maestro dell’illustrazione, ma sufficiente per apprezzare e Buzzelli bd31(ri)scoprire Guido Buzzelli, il cui valore è da sempre riconosciuto e premiato in molti Paesi, a partire dalla Francia dove Buzzelli ha lavorato ed è ancora popolare, a vent’anni dalla scomparsa. La rassegna lucchese propone, accanto alle tavole di molti capolavori (dalla Rivolta dei Racchi ai Labirinti, da HP alla Guerra videologica, ecc.), lavori preparatori, bozzetti, schizzi, ritratti di personaggi, cavalli, scenari, immagini erotiche ma non proibite, ecc. nonché le prime prove di un Tex Willer che lo aveva sempre attratto e che disegnò a metà degli anni Ottanta nel primo Texone della collana che avrebbe poi ospitato altri grandi autori. Il Tex di Buzzelli è tra i migliori, inferiore forse solo a quello di Magnus. Un aspetto diciamo minore del disegnatore romano è quello satirico, che ha sviluppato in numerose vignette, come nei rifacimenti in chiave attuale (fine anni Ottanta) delle copertine della Domenica del Corriere, pubblicati su Repubblica. Il disegno imita quello delle vecchie tavole di Molino, ma i personaggi sono diversi, escono dai TG o dalle cronache dei giornali per trasformarsi in mostri o angeli, in faccendieri con la galera dietro l’angolo, o divi della TV, cover_buzzelli_3come Raffaella Carrà che incontra Berlusconi prima di debuttare su Canale 5: sono entrambi a cavallo, hanno il piglio un po’ imbarazzato che forse avevano Vittorio Emanuele II e Garibaldi a Teano, ma sono decisamente più soddisfatti (e non solo perché l’incontro avviene all’ombra e con le garanzie di Pippo Baudo e Maurizio Costanzo). Un taglio quasi profetico ha invece la vignetta in cui Gorbaciov frantuma fra le mani un carro armato dell’Armata Rossa molto prima del crollo del Muro di Berlino. Si potrebbe continuare ancora (le false copertine sono una sessantina), ma si finirebbe col dare un’immagine parziale, riduttiva, della sterminata produzione di questo maestro del fumetto mondiale, disegnatore, pittore, vignettista, ma soprattutto profetico narratore di quasi tutti i mali del nostro tempo. Non mancheranno le occasioni per ricordarlo, insieme ai suoi capolavori, fortunatamente ogni tanto ristampati. (Articolo di Carlo Scaringi).