22 Ottobre 2010 19:08

90 – 30: Gianni Rodari sul Giornalino

GiornalinoRodariCover Riceviamo – cs: E’ dedicata a Gianni Rodari la copertina de il Giornalino, settimanale per ragazzi del Gruppo editoriale San Paolo. E non solo la copertina. Al grande giornalista e scrittore – uno dei più grandi della narrativa per ragazzi del nostro Paese – nato a Omegna il 23 ottobre 1920 e del quale ricorrono quindi i novant’anni dalla nascita e i trenta dalla scomparsa, il Giornalino dedica un fumetto, una storia autoconclusiva in otto tavole con testo di B. Ramello e disegni di L. Salvagno: “Il signore delle favole”. La storia dell’incontro tra il giovane Carletto e i libri di Rodari, anzi con Rodari stesso che batte ancora i tasti di una macchina per scrivere nella biblioteca comunale della città del giovane protagonista.E non solo: nelle pagine dedicate alla lettura presenta ai giovani lettori i libri di Rodari, a cominciare da “La torta in cielo” (Einaudi). E proprio indagando su “La torta in cielo” “L’inviato speciale” de il Giornalino, Antonio Silvestri, offre ai giovani lettori un piccolo scoop: una lettera inedita scritta da Rodari ai ragazzi dell’allora quarta elementare della scuola romana dove si recava per leggere i propri racconti, col permesso della maestra, GiornalinoRodari2 Signora Maria Luisa Bigiaretti, e sentire il parere dei giovanissimi ascoltatori. “Era il 1965. Rodari mi chiese il permesso di venire a leggere alcuni suoi testi e io risposi volentieri di si”, ricorda la maestra. “Si presentò poi dicendomi che gli era venuta un’idea: scrivere una storia con riferimenti alla realtà che vivevano i bambini. La trama l’aveva pensata lui, la storia di uno scienziato pazzo che vuol creare una superbomba ma qualcosa va storto e l’ordigno diventa un’enorme torta che staziona sul cielo del quartiere”. “Faceva domande ai bambini del tipo: Che ci mettiamo nella pizza (così i bambini romani chiamavano la torta)? E loro fornivano una valanga di risposte. Tutti gli ingredienti furono inseriti nel racconto”. Qualche tempo dopo lo scrittore vinse un premio di mezzo milione per i suoi racconti. E due bimbi, Carlo e Rolando, gli inviarono una lettera scritta in rima, come avevano imparato da lui. “Caro Rodari, grande sciupone, che ne hai fatto del mezzo milione?” iniziava così. E lui rispose: “Era un povero mezzo milione / in casa mia fu accolto benone / ma non gli piaceva la compagnia / ed è già volato via…/ mi è rimasta la somma giusta / per mettere il bollo a questa busta”.“Molti di voi hanno letto un suo racconto,GiornalinoRodai3 una filastrocca, una delle sue favole al telefono: andate a recuperare uno di quei libri, un racconto (una buona selezione la trovate nello speciale “Scelti per voi”) e godetevi l’esuberante fantasia di Rodari” scrive nell’editoriale il direttore de il Giornalino, P. Stefano Gorla. “Copiatelo! Scrivete anche voi racconti e filastrocche e giochi di parole, scoprirete quanto è divertente. A volte basta spostare una consonante oppure sostituire una parola. Rodari ci ha insegnato a guardare le cose da diversi punti di vista e ci ha stimolato a compiere azioni difficili come «cantare per il sordo», sapendo che ne siamo capaci!”.