Satoshi Kon passed away

“Pieno di gratitudine per tutto ciò che di buono c’è nel mondo, poso la mia penna. Bene, è ora di andare. Satoshi Kon”
Con queste parole, pubblicate postume sul suo blog, il regista giapponese di cinema d’animazione Satoshi Kon ci ha detto addio. E’ morto nelle prime ore di questa mattina, a soli 47 anni, portato via da una grave malattia diagnosticatagli soltanto pochi mesi fa. Chi scrive ha appreso la notizia mentre cercava in rete alcuni episodi di una sua miniserie tv, “Paranoia Agent”, di cui si era parlato a lungo in giornata con un’amica rilevando quanto sarebbe servito a tanti sedicenti registi di casa nostra (e non) studiarsi attentamente anche uno solo di quegli episodi, (quasi) perfetti nella loro realizzazione…Kon-san era (è) un grande regista, con solidissima cultura e formazione cinematografica, stakanovista nel lavoro e appassionato ad esso come il Maestro Hayao Myiazaki, di cui costituiva molto probabilmente l’unica vera alternativa pur nella loro evidente diversità…si abusa spesso del termine ‘geniale’ ma il modo in cui Satoshi Kon ha saputo utilizzare il medium dell’animazione per realizzare opere che molti hanno non a torto accostato a quelle dell’ultimo David Lynch credo che lo meriterebbe in pieno, avendo superato le inibizioni stilistiche e le remore autoriali dei suoi predecessori cogliendo in pieno le potenzialità espressive che l’animazione permette e portandola finalmente ad una dignità pari (se non superiore) a quella del cinema tradizionale(e sarà un caso che il celebrato ‘Inception’ di Chris Nolan presenti analogie non troppo velate con ‘Paprika’, memorabile gimkana nel mondo onirico ovviamente quasi ignorata dal pubblico italiano)…se ne è andato davvero troppo presto, lasciandoci un ultima opera, un ultimo film in cui ha profuso tutte le energie residue … solo per questo assistervi sarà straziante e bellissimo insieme.
Il suo ultimo saluto, in linea con la sua poetica autoriale sospesa tra sogno e realtà, mi spinge però a immaginarlo seduto in un razzo in partenza, come nell’ultima indimenticabile scena del suo capolavoro “Millenium Actress”, pronto per essere proiettato nell’iperspazio al perenne inseguimento di qualcosa – ” … perchè, in fondo, è corrergli dietro ciò che amo davvero!” 
Sayonara, Satoshi Kon…e grazie.