26 Aprile 2010 01:59

In mostra storie d’arte e di misfatti

archeomafiaNon è facile incontrare nel fumetto italiano, pur ricco di storie gialle e nere, poliziotti o carabinieri come quelli di casa in tanti sceneggiati televisivi. Gli autori italiani infatti, tranne rare eccezioni, preferiscono dare ai loro investigatori, in divisa o no, una nazionalità esotica, per lo più americana. Eppure nel nostro belpaese non mancano protagonisti e situazioni drammaticamente criminose. Nel passato c’è stato il Commissario Spada creato da Gianni De Luca (e Gianluigi Gonano) sul Giornalino nel 1970 (dove è vissuto una dozzina di anni) e più recentemente l’Eura Editoriale ha proposto una miniserie di una dozzina di episodi, “Unità speciale”, con i carabinieri di un reparto specializzato impegnati contro la criminalità organizzata, in Italia e in mezzo mondo. In questi mesi, inoltre, le edizioni Bonelli con la miniserie di Jan Dix propongono il grave problema del traffico clandestino di quadri, più o meno famosi. Per questo ci sembra quanto mai opportuna la mostra “Storie d’arte e di misfatti”, aperta fino al offerta pag 716 maggio, nel cuore di Roma, alla Calcografia presso Fontana di Trevi. La rassegna – nata dalla collaborazione fra Legambiente, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e l’Istituto nazionale per la grafica – raccoglie il contributo di sei disegnatori, ciascuno dei quali ha realizzato una delle storie, scritte tutte da Silvano Mezzavilla, per anni organizzatore di Trevisocomics e apprezzato sceneggiatore disneyano. In poche ma significative tavole vengono rievocate altrettante imprese compiute per lo più a Roma (Porta Portese, Appia Antica, una celebre biblioteca, ecc.) negli anni scorsi dai carabinieri, che insieme ad altre forze dell’ordine, lottano per stroncare il traffico di opere d’arte, il commercio illegale di reperti archeologici, la falsificazione di dipinti famosi e i furti di quadri. Ogni racconto rievoca un momento di questa lunga battaglia, nella quale sono coinvolti i carabinieri che – come mostrano le sei storie – sono riusciti, per esempio, a salvare dalla distruzione un antico vaso, oppure hanno recuperato un mosaico romano di epoca antica, Cop Toppi bassama hanno anche sventato le losche manovre di critici d’arte collusi con la malavita che autenticavano quadri di anonimi falsari spacciandoli per capolavori di Maestri del passato. Anche i traffico di antichi libri e di oggetti d’antiquariato è stato sventato dalle indagini dei carabinieri. Gli autori delle sei storie hanno raccontato con indubbie qualità espressive queste imprese: sono stati tutti bravi, da Giancarlo Alessandrini (il primo disegnatore di Martin Mystère) a Giuseppe Palumbo (creatore nel 1986 di Ramarro), da Sara Colaone a Maurizio Ribichini, da Marco Corona a Fabio Visintin. Tutti hanno contribuito al successo di questa iniziativa, che vivrà nel tempo grazie anche al volume-catalogo pubblicato da Francesco Coniglio Editore e curato da Paolo Barcucci. Oltre alle sei storie, propone i profili biografici degli autori e la descrizione dell’evento criminoso sventato dai carabinieri, offrendo una tangibile testimonianza dei successi ottenuti contro il grave fenomeno dell’Archeomafia, come all’inizio degli anni Novanta Legambiente aveva definito l’attività illegale della criminalità organizzata nel settore dei beni culturali. (Carlo Scaringi).