Ipazia, vittima indimenticabile dell’intolleranza religiosa

Ipazia In questi anni si parla giustamente dei pericoli derivanti dal fondamentalismo musulmano, ma quasi sempre si dimentica che l’intolleranza religiosa non è monopolio della religione islamica. Ce lo ricorda la vita di Ipazia (circa 370-415), la raffinata filosofa alessandrina che fu trucidata da alcuni monaci cristiani. Il suo nome è rimasto indelebilmente legato alla lotta per la libertà di pensiero e al netto rifiuto dell’intolleranza religiosa. In questo periodo si registra un risveglio d’interesse per questa figura esemplare. L’esempio più evidente è il film "Agora", diretto da Alejandro Amenabàr. Interpretato dall’attrice inglese Rachel Weisz, che impersona Ipazia, il lungometraggio arriverà nelle sale italiane venerdì 23 aprile. Ma anche il fumetto ricorda la figura di questa donna eccezionale, inventrice dell’astrolabio e del planisfero. In Francia, infatti, le edizioni Dupuis hanno pubblicato "Hypatie" (56 pagine a colori, 13,50 euroclick qui per vederne delle tavole). L’albo, firmato da Virginie Greiner (sceneggiatura) e Christelle Pécout (disegni), è il secondo della serie Sorcières, che propone storie complete dedicate a figure femminili e realizzate da donne. Il fumetto racconta la vita della studiosa alessandrina in modo sobrio ma al tempo stesso apertamente schierato. Virginie Greiner ha scritto fra l’altro i testi per "En mâles de nus" (Attakus, 2006). Di Christelle Pecout, invece, ricordiamo la serie "Lune d’ombre", quattro albi pubblicati da Les Humanoïdes Associés fra il 2004 e il 2007. (Articolo di Alessandro Michelucci)