Giovanni e Paolo: basteranno?

FalconeBorsellinoA Rapallo ha ricevuto molti applausi l’anteprima di uno special TV intitolato “Giovanni e Paolo e Il mistero dei pupi”, dedicato ai due giudici uccisi dalla mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Diretto da Rosalba Vitellaro, anche autrice della sceneggiatura insieme ad Alessandra Viola e Valentina Mazzola, con una durata prevista (è ancora in lavorazione, se ne sono visti solo alcuni minuti) di circa 26 minuti, lo speciale dovrebbe andare in onda su RAITRE. Opera del centro di produzione video Larcadarte di Palermo, in collaborazione con la romana Musicartoon, coprodotto con Rai Fiction, Regione Sicilia e Assessorato dei Beni Culturali  e dell’Identità siciliana, fa parte di una serie di iniziative per mantenere viva la memoria delle vittime di mafia e l’attenzione verso un fenomeno ancora molto forte, e non soltanto in Sicilia. La storia, ambientata negli anni ’50, vede due bambini (Giovanni e Paolo, che non sono i due giudici da piccoli ma una sorta di rappresentazione metaforica di quella spinta all’impegno civile che in Falcone e Borsellino si era spinta fino al martirio) lottare contro un losco mago burattinaio che poco a poco si sta impossessando dell’anima dei loro conoscenti: ci riusciranno risvegliando la coscienza di tutti, ma il seme della malapianta non verrà del tutto debellato, costringendoli a continuare una battaglia che, purtroppo, sappiamo non essere ancora conclusa. Il cartone è grazioso, e riesce a trasmettere un doveroso ottimismo pur nella consapevolezza della minaccia costante che incombe sulla società…eppure, chi scrive non riesce a convincersi che una narrazione così schematica possa davvero contribuire a educare chi vive realmente in un contesto come quello controllato dalla mafia o dalla camorra. Continuare a voler vedere il fenomeno come qualcosa di esterno alla realtà quotidiana dei bambini potrebbe portare a spiacevoli sorprese (tipo scoprire che non per tutti Falcone e Borsellino sono degli eroi o che la solidarietà non è un valore così spontaneo come si vede nel film), e voler trattare certi argomenti sempre con un taglio favolistico temo rischi di renderli poco credibili ai loro occhi: forse un’idea altrettanto valida avrebbe potuto essere immaginare un incontro in Sicilia dei due magistrati, sempre da bambini ma come pretesto per rappresentare coi loro occhi una terra ancora profondamente legata ai codici mafiosi e mostrare come anche vivendoci in mezzo possa nascere l’afflato del cambiamento, l’istinto della ribellione all’omertà. Una mia (opinabilissima) opinione, risultante dalla frequentazione del Festival Cartoon-on-the-Bay, è che la RAI tenda un pò troppo a considerare i bambini come target, categorie da coltivare e tutelare entro parametri prestabiliti, e poco come individui e persone, cui spiegare le cose ma anche da saper ascoltare attentamente nella loro, spesso assai lucida, visione del mondo.