10 Febbraio 2010 01:24

I fumetti senza fumo

popeyefuma In uno degli ultimi episodi di Caravan – l’originale miniserie pubblicata da qualche mese dalle edizioni di Sergio Bonelli – compare un vecchio indiano che sotto un grande albero attende l’incontro con il Grande Spirito. E’ alla fine della vita e nell’attesa si concede un sorso di whisky e una tirata di pipa. E’ un comportamento che da tempo ormai è scomparso dal mondo dei fumetti, in omaggio alla campagna contro il fumo e gli alcolici giustamente scatenata in tutto il mondo. Facendo qualche passo indietro scopriamo però che sono decine i personaggi che fumavano, anche molto, ma adesso – come Tex e il fido Kit Carson – hanno rifiutato la distensiva sigaretta e il bourbon, e preferiscono togliersi la polvere in bocca con un boccale di birra, meglio se davanti a una bella bistecca coperta dalla solita montagna di patatine fritte. Uno dopo l’altro gli eroi di carta hanno ripudiato – seppure non blakemortimerfumano totalmente – il famoso detto secondo cui “Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere”. Venere resiste ancora, anche se oggi la classica “dark lady” dei fumetti anni Trenta con abiti seducenti e sigaretta tentatrice, è praticamente scomparsa, sostituita forse da più moderne “escort”. Personaggi che non sanno rinunciare al tabacco ce ne sono molti, soprattutto nella categoria degli investigatori, a cominciare dall’occhialuto Rip Kirby di Alex Raymond, disegnato quasi sempre con la pipa in mano, forse perché il fumo, come insegna Sherlock Holmes, aiuta la concentrazione. Un altro che alla sigaretta non ha rinunciato, almeno finché Reg Smythe lo mayokumfuma ha disegnato, è Andy Capp, con passo da bulletto e sigaretta penzolante fra le labbra. Anche Martin Mystère fumava, ma ora forse non più, o solo raramente, mentre è difficile strappare il sigaro dalle labbra di Groucho, il pungente assistente di Dylan Dog. Il fumo resiste per esempio quando assume quasi un ruolo rituale o religioso, fra i pellerossa, come segno di pace e di amicizia, oppure quando si trasforma in un elemento comico e grottesco, come nelle strisce di Beetle Bailey, con quel cuoco pasticcione che lascia cadere la cenere della sigaretta nel pentolone del rancio, forse per insaporirlo. Affezionati alla sigaretta sono stati a lungo due celebri cow boy umoristici, come Lucky Luke e Cocco Bill, che aveva trasmesso il vizio anche al suo cavallo Trottalemme. Oggi che il fumo viene unanimemente condannato, c’è da chiedersi cosa sarebbe stato questo mondo di nuvolette (è il caso di dire) se Corto Maltese avesse rinunciato alla sigaretta, o se Braccio di Ferro avesse smesso di masticare la sua pipa. (Carlo Scaringi).