18 Settembre 2009 00:18

Il Futurismo secondo Pablo Echaurren

L’anno centenario del Futurismo si avvia verso la conclusione, dopo una ricca serie di eventi artistici e culturali, ospitati soprattutto a Roma nella scorsa primavera. Nel febbraio del 1909 un bizzarro intellettuale come Filippo Tommaso Marinetti pubblicò in Francia un “manifesto” in cui proponeva una serie di idee, alcune decisamente balzane, altre più condivisibili e ancor oggi valide sotto il profilo estetico e artistico, che avrebbero dovuto rinnovare il sonnolento mondo della cultura ufficiale. Il suo programma fu seguito, almeno in parte, in Francia o, in modo molto isolato, nella Russia del comunismo nascente, e in forma più massiccia in Italia, soprattutto da alcune tendenze pittoriche. In qualche misura nelle idee di Marinetti c’era forse un’anticipazione dei temi che poi il fascismo avrebbe sviluppato, con i negativi esiti a tutti noti. Ma a distanza di decenni, forse è possibile avvicinarsi all’ideologia futurista con un certo distacco e magari con un’adesione critica. E’ quanto ha fatto, per esempio, Pablo Echaurren, geniale artista del fumetto (e non solo), che già nel 1983 aveva pubblicato una biografia di Marinetti, “Caffeina d’Europa”, passata quasi inosservata, forse perché in anticipo sui tempi. Ora quella graphic novel, col sottotitolo “Vita di Marinetti”, viene riproposta dall’editore Gallucci di Roma. In poche decine di tavole, Pablo Echaurren ripercorre fedelmente l’itinerario artistico di Marinetti, offrendo anche una sua personale visione delle opere che molti artisti e pittori hanno realizzato sulla scia del dinamismo e della velocità, così profondamente esaltati dal padre del Futurismo. Il disegno di Echaurren, con quelle immagini spigolose, squadrate, anche anticonvenzionali e i colori vivaci, carichi, magari anche contrastanti, sembrano quasi l’interpretazione sostanzialmente fedele dei canoni futuristici. Come disse una volta Hugo Pratt, Echaurren ha mangiato e digerito il colorato mondo disneyano e l’ha riproposto, quasi scomposto, con bravura e originalità. (Articolo di Carlo Scaringi).