Leggi che influenzano lo sviluppo del fumetto

Le leggi di uno Stato possono influenzare lo sviluppo del fumetto in una nazione? Ovviamente sì. Se si tagliano fondi a editoria e cultura, si tagliano le gambe anche al fumetto, ovvio. Se si interviene per promuovere la diffusione del fumetto all’estero, lo si aiuta a evolversi, per dire. Eccetera. Nel 1949 la Francia segna il futuro del fumetto francofono (la bande dessinée) con la legge del 16 luglio. Creata con lo scopo di difendere i più giovani da tutte le nefandezze possibili (grosso modo nello stesso periodo il fumetto subiva attacchi negli USA e in Italia con le stesse motivazioni), quella legge produsse una Commissione di Sorveglianza e Controllo presieduta da un Consigliere di Stato e composta da membri in rappresentanza dei Ministeri, delle Scuole Pubbliche e Private, della Magistratura, dell’Assemblea Nazionale, del Movimenti per la Gioventù, dell’Unione Nazionale delle Associazioni dei Genitori, e con soli sei rappresentanti della stampa. Ovviamente la commissione andava a caccia di fumetti per la gioventù che istigassero alla violenza, al banditismo, all’odio, alla menzogna, al furto ecc. ecc. ecc., insomma tutto quel che potesse influenzare negativamente la moralità dell’infanzia. Come aggiunta tipica della francofonia ci fu l’obbligo protezionista della quota (il 25%) di autori nazionali con propri personaggi, con gran danno per Paul Winkler, che aveva creato Le Journal de Mickey (il Topolino francese), ma con enorme vantaggio per lo sviluppo futuro dell’editoria fumettistica francofona. Se una misura protezionista analoga fosse stata legiferata in Italia (al posto del bollino Garanzia Morale, creato dagli editori come forma di autocensura preventiva), forse anche da noi la Disney non avrebbe potuto arrivare a monopolizzare di fatto il fumetto per l’infanzia, e magari gli autori italiani avrebbero potuto esprimere ben altro sviluppo coi propri personaggi e l’editoria italiana del fumetto avrebbe potuto andare in pari con la Francia e diventare anch’essa grande esportatrice di letteratura disegnata. Ma tant’è. La storia non si fa coi “se”.

“Voici 60 ans que la «Loi du 16 juillet 1949 sur les publications destinées à la jeunesse» a été promulguée. Cette loi protectionniste a eu un impact considérable sur la bande dessinée francophone, et sur la bande dessinée belge en particulier…” Full article about censorship and protectionism in french comics: click here.