10 Maggio 2009 09:31

Il nazista che pretendeva di essere Tintin

Arriva infine anche in Italia la biografia (anzi, “indagine sulla mente”) di Léon Degrelle, il nazista belga che pretendeva di essere l’ispiratore del famoso personaggio di Hergé, Tintin. Non stupisca che, con l’avvicinarsi del film di Spielberg, tutto quel che riguarda anche di striscio la serie Tintin cominci ad approdare anche nel nostro paese. In questo caso la citata biografia è curata da Jonathan Littel che parla anche del libro in parte scritto da Degrelle nel quale il nazista racconta la sua personalissima versione della creazione di Tintin, attribuendosene persino la paternità. I pochissimi che, come me, hanno potuto leggere, scevri da influenze ideologiche, quel libro (mai pubblicato realmente, grazie all’opera di dissuasione di Stéphane Steeman, celebre super esperto e collezionista di Tintin, per evitare che il nome di Hergé venisse nuovamente infangato riassociandolo all’ambiente anteguerra ultracattolico integralista e poi nazista, ma che è circolato clandestinamente in una edizione che risulta fittiziamente pubblicata nel 2000 nella città di Klow, capitale dello stato di fantasia della Syldavia), possono ricavarne la sensazione di una lucida follia, completata da interventi di propaganda estremista e da un sacco di immagini, interessanti dal punto di vista storico. La Stampa pubblica oggi una recensione de Il Secco e l’Umido, con un intervento dell’autore, Jonathan Littel, che potete leggere facendo click qui. Qui, a differenza della scheda agiografica e di parte che ancora si trova nella Wikipedia (sia pure con l’indicazione “non neutrale”), Littel cita “le sanguinose rapine che cosentirono a Degrelle di vivere da ricco nella Spagna franchista, fino alla sua morte nel 1994”. Non proprio in linea col personaggio di Hergé che noi conosciamo.