Gandhi, Francesco d’Assisi, Flottilla e i sepolcri imbiancati

Nell’anniversario della nascita di Gandhi (il “profeta della nonviolenza”), leggo sui quotidiani che verrà ripristinata (non so a quale costo economico per i cittadini italiani: si sa, le feste costano, ma questa è altra faccenda) la festività del 4 ottobre (Francesco d’Assisi, che, stando all’agiografia, visse la guerra e quindi consapevolmente scelse la nonviolenza attiva, la rinuncia alla ricchezza e al potere, il rispetto della natura e una spiritualità alternativa alla “chiesa” dei ricchi/potenti) e contestualmente leggo i titoli di quei quattro quotidiani che potremmo definire di area governativa (dell’attuale governo, insomma, quelli fascistoidi, dai, che ci capiamo bene) che sputano merda su chi (bene o male, con successo o meno) cerca di fare qualcosa di vero e nonviolento per la popolazione palestinese (ma, come sai, sputano merda anche in altre occasioni analoghe).

Chissà perché, tutto ciò mi ricorda una frase famosa di un palestinese d’altri tempi che diceva: “sepolcri imbiancati” per indicare gli ipocriti. Nel senso che fuori si danno una bella mano di bianco lucente, ma la puzza non la possono togliere, perché i verminosi cadaveri puzzano, si sa.
Sono quelle persone che frequentano i templi del proprio Dio, magari fanno anche pubblicamente della beneficenza pelosa (che a loro non costa nulla, peraltro, perché soldi ne hanno da buttare via e questa la considerano un investimento pubblicitario in fondo, una periodica bella mano di bianco), ma in realtà sono propensi all’egoismo, alla violenza, alla discriminazione, alla sopraffazione, allo sfruttamento, al razzismo, al sessismo, al bigottismo, a tutte le peggio cose disumane, quelle che sono il vomito del lato oscuro del nostro cervello, quelle che puzzano inesorabilmente e ti qualificano come “merda ambulante”.

Non ha portato alcun beneficio ai palestinesi“, commenta, fra il resto, un sepolcro imbiancato, riferendosi alla Flottilla. Può darsi, vedremo, ma almeno queste persone hanno cercato di fare qualcosa di concreto e di farlo di persona, non come i cagasotto sbraitanti e ipocriti che fan della viltà la loro veste quotidiana.

Sepolcri imbiancati, smettetela di darvi inutili mani di bianco: non siete il partito dell’amore, tutt’altro (e non solo per le vostre famose origini fascistoidi), vi comportate da bigotti ipocriti senza vera umanità e non va per niente bene, sapete? Deve per forza arrivare una guerra sulla vostra testa a rendervi consapevoli? Il Francesco d’Assisi di cui blaterate, il Gandhi che fate finta di onorare, vi hanno mostrato che è possibile cambiare, se si vuole. Certo, poi tocca rinunciare a ricchezza e potere, scegliere verità e nonviolenza, e comportarsi in modo completamente diverso da quel che avete fatto fin qui. Si può fare, ma ne avrete la forza e il coraggio?


Mohāndās Karamchand Gāndhī (in gujarati મોહનદાસ કરમચંદ ગાંધી; in hindī मोहनदास करमचन्द गांधीAFI[ˈmoːɦənd̪aːs ˈkərəmtʃənd̪ ˈɡaːnd̪ʱi] ascoltaPorbandar2 ottobre 1869 – Nuova Delhi30 gennaio 1948) è stato un politicofilosofo e avvocato indiano. È comunemente noto con l’appellativo onorifico di Mahatma  (in sanscrito महात्माlett. “grande anima”, ma traducibile anche come “venerabile”, e per certi versi correlabile al termine occidentale “santo[1]) Altro suo soprannome è Bapu (in gujarati: બાપુ, traducibile come “padre”[2][3]). Gandhi è stato uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha, un termine coniato da lui stesso, cioè la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l’India all’indipendenza. Il satyagraha è fondato sulla satya (verità) e sull’ahimsa (nonviolenza o amore, come dice nella sua autobiografia). Con le sue azioni, Gandhi ha ispirato movimenti di difesa dei diritti civili e personalità quali Martin Luther KingNelson Mandela e Aung San Suu Kyi. In India, il giorno della sua nascita, ossia il 2 ottobre, era un giorno festivo. Questa data è stata anche dichiarata Giornata internazionale della nonviolenza dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite

Busto di Gandhi, Torino, giardini Cavour – foto Gianfranco Goria 2 ottobre 2025
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