“Passano il tempo a commettere errori da cui imparare. A volte imparano. Quindi a volte migliorano. A volte no.”
“Oltre a commettere errori, ‘mentono’, inventano di sana pianta, ‘ricordano male in buona fede’, e/o consultano fonti inadeguate, antiscientifiche, non valide, intenzionalmente distorte, volutamente false in cattiva fede.”
Sto parlando di intelligenze umane o artificiali?
Per quanto possa sembrare strano, sto parlando di tutte e due.
Ambedue sono ancora ben lontane dalla Saggezza necessaria all’una e all’altra, che viene citata in conclusione dell’articolo di Wired (linkato in coda insieme a un altro sul tema).
Gli umani hanno ancora molta strada da fare e quelli intelligenti e onesti cercano sempre di compensare errori, stupidità, ignoranza e menzogne mettendoci una immensa buona volontà e usando con acume il confronto fra più persone che abbiano davvero le competenze necessarie.
Le persone distratte, sciocchine, influenzabili, malvagie o altro (vedi tu), contribuiscono invece alla diffusione della disinformazione, dell’anti scienza, della stupidità, dell’ignoranza diffusa e crassa…
La stessa gravissima questione si pone per le intelligenze (tra non molto le coscienze) che gli umani sviluppano a loro immagine (quindi con simili pregi e difetti), quelle che chiamiamo artificiali. Per queste, tuttavia, possiamo e dobbiamo tutti intervenire, visto che conosciamo già i nostri difetti, per evitare di passarli a loro, per renderle più sagge e per cercare di impedire alle (sia pur non maggioritarie) malvage intelligenze umane di appropriarsene per scopi… malvagi. Così quelle artificiali potranno essere sagge. Almeno loro…






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