Joe Sacco – War on Gaza: c’è parecchio su cui riflettere

Non star a dirmi robe immaginarie su cosa direbbe questo o quello se fosse ancora vivo. Non lo sai e non lo puoi sapere. Piuttosto impara tu a capire la differenza fra comportamenti umani e comportamenti disumani – www.afnews.info segnala:

Un’attuale bordata satirica sulla campagna genocida di Israele contro Gaza, a cura del più acclamato giornalista di fumetti in attività oggi. Joe Sacco è noto per essere un cronista inflessibile dell’ingiustizia inflitta al popolo palestinese (Palestine, 1993; Footnotes in Gaza, 2010). Prosegue questa missione con “War on Gaza”, una serie di commenti grafici sulla furia israeliana iniziata più di un anno fa e che continua incessantemente ancora oggi. Pubblicata a puntate sul sito web di The Comics Journal, “War on Gaza” è una serie di fumetti e illustrazioni a vignetta singola che mettono a nudo la nuda immoralità della “guerra” stessa e le sue terribili e tragiche conseguenze. Utilizzando la sua caratteristica combinazione di onestà, compassione e umorismo nero, “War on Gaza” di Sacco è una critica senza compromessi al genocidio perpetrato da Israele e alla complicità degli Stati Uniti.,,

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La Revue Italia ha scritto: “Il giornalismo a fumetti non esisterebbe senza l’opera di Joe Sacco, il primo autore a realizzare fumetti d’investigazione giornalistica in modo rigoroso e professionale. L’autore statunitense ha appena ricevuto un Eisner award (il più prestigioso premio fumettistico americano) per il suo volume “War on Gaza”, ma l’associazione degli autori israeliani di fumetti ha criticato aspramente questa decisione dichiarando che “Will Eisner si sarà rivoltato nella tomba”. Il fumetto in questione è disponibile gratuitamente online (in inglese). Il link è nelle storie“…

Testo di Joe Sacco in questa tavola, tradotto alla buona da me: – E’ genocidio o non è genocidio? Per far tutti contenti si può dire che è entrambe le cose. In questo caso avremmo bisogno di un nuovo termine. Io propongo “genocidio auto difensivo” (o “autodifesa genocida”). Questo dovrebbe dare a entrambe le parti in causa qualcosa su cui lavorare. – Penso si intenda “qualcosa su cui riflettere (lavorare con la mente e col cuore), su cui lavorare per andare avanti, – qualcosa del genere, insomma, ma lascio la traduzione definitiva ai veri esperti di Joe Sacco.

Io non lo so cosa direbbe Will se fosse ancora in vita. Non lo sanno nemmeno loro i fumettisti israeliani che lo tirano in causa. Forse lo può immaginare (non più di questo) chi l’ha conosciuto davvero nella vita quotidiana. Quel che possiamo fare noi è leggere le sue opere e capire se era una persona in grado di fare un distinzione fra comportamenti umani e comportamenti disumani. A me pare proprio di sì.
E comunque, avrebbe davvero importanza saperlo? Quel che invece  dovremmo fare tutti è imparare la differenza tra comportamenti umani e comportamenti disumani e a vivere in modo degno di una persona umana. IMVHO

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