Riflettici su, davvero – ma se non riesci, trovi qui un aiutino

Questa vignetta con Lupo Alberto & co. l’ho intravista oggi in un gruppo FB. Ovviamente ha suscitato una ridda di commenti là.
Per carità, i commenti sono quella cosa che sarebbe meglio evitare sia di scrivere sia di leggere, sui social: per buona parte ognuno ribadisce solo ciò che pensa, non offre alcun contributo fattivo, e non ha nessuna intenzione di fermarsi a riflettere da solo e in silenzio su ciò che vede o legge, da qui una totale inutilità da punto di vista della razionalità.
Vero, buono e utile: non dovremmo mai dire altro che non corrisponda a tutti e tre i parametri contemporaneamente, ma facciamo fatica a trattenerci dal fare pipì a casaccio in ogni angolo della rete, si sa.
Tuttavia i commenti mi pare svolgano anche una notevole attività di “sfogatoio psicologico”, a cercar conforto in una (inesistente) comunità virtuale (in realtà in rete sembra che ciascuno sia egoisticamente solo per sé) che ti dia ragione, consolandoti così dal tuo sentirti, in realtà, solo e triste. Vabbé, questa roba se la studieranno gli scienziati in modo serio e col metodo scientifico: qui siamo solo al bar della Grande Rete, in fondo.

Ma ne parlo qui in leggerezza fumando un sigaro, va’, giusto per stimolare il tuo ragionamento senza punzecchiare la tua (o la mia) emotività, se possibile…

Tralascio i commenti prodotti da Bot e GAI, naturalmente.
Tralascio anche i solitamente inutili commenti a carattere “storico” volti a dimostrare, ma senza fonti e documentazione allegata (come purtroppo si fa troppo spesso in rete) che invece la destra è anti mafia e lo è sempre stata ecc. ecc. ecc. Discorso banale e scontato che potrebbe fare nello stesso identico modo anche uno che si senta “di sinistra”, o “di centro” o di dove gli va.
Quel che ho notato, nel mio piccolo e coi miei fin troppi limiti mentali e culturali, è stata l’espressione delle persone che si ritengono “di destra” nel sentirsi punti nel vivo, vilipesi, maltrattati, discriminati, ingiustamente offesi dalla moglie di Enrico la talpa. “Ecco, il male è sempre tutto a destra, eh?!“, identificando di fatto la “destra” col “fascismo”.
Questo IMVHO è un enorme errore! Eh, no, non va per niente bene. Se, vox populi planetaria, qualunque “fascismo” è semplicemente “merda”, perché mai dovrebbe coinvolgere nel suo tanfo tutta la destra politica? Questo sì che è ingiusto. Ed è scorretto, a mio avviso, anche dal punto di vista storico, non solo da quello contemporaneo.

Su https://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo si trova (ma si trova ovunque, nle mondo) quanto segue (fra il resto):


Fra gli aspetti ideologici del fascismo che occorre citare, vi sono i seguenti:

  • il culto di Roma – Il fascismo si propone come ideale rinnovatore dei fasti della Roma antica, e vede in essa una sorta di mito di fondazione della nazione italiana;
  • l’esaltazione dell’autarchia in economia e del nazionalismo, anche linguistico: infatti, durante il periodo fascista si perseguì una politica di italianizzazione forzata, e le minoranze linguistiche furono perseguitate;
  • il culto della giovinezza – Il fascismo si considerava innanzitutto una rivoluzione generazionale. Mussolini è stato il più giovane primo ministro dell’Italia unita e attraverso il Futurismo il fascismo ha assorbito il mito della gioventù;
  • il culto della violenza – Nascendo dagli arditi e dai futuristi e dal sindacalismo rivoluzionario di Sorel il fascismo fa suo ed esalta il culto della violenza;
  • il “principio del capo” – Anche questo mediato dagli arditi, prevede una concezione gerarchica e piramidale del mondo. Viene dunque esaltata l’obbedienza, anche cieca, irrazionale e totale;
  • il corporativismo, inteso come superamento sindacal-organicista e interclassista del socialismo e del liberalismo.

In particolare quest’ultimo addentellato divenne sempre più importante nel fascismo a partire dalla grande crisi del 1929, tanto da poter essere considerato più un aspetto genetico del fascismo che non semplicemente ideologico.


Leggi ti il resto su Wikipedia, con calma e razionalità, da solo, senza far pesare (troppo) i tuoi personali pregiudizi.

Se oggidì al termine “fascismo” (e vale per ogni tipo di fascismo, di destra, di sinistra, di centro, religioso, laico ecc.) si associano, per triste evidenza fattuale, oltre che storica, comportamenti tendenti alla disumanità (razzismo, fanatismo, discriminazione, violenza, maschilismo patriarcale, odio verso i “diversi” e i “disabili”, bigottismo ipocrita e altre schifide simili amenità prevalentemente irrazionali apparentemente espresse da persone che hanno grossi problemi con la propria mente e col rapporto con gli altri esseri viventi),  perché mai una persona onestamente “di destra” dal punto di vista politico dovrebbe sentirsene parte?
In Italia non è mica stato così: monarchici, repubblicani, liberali, cattolici ecc. non erano “fascisti” (ce ne saranno pure stati individualmente, ovvio) e, anzi, furono antifascisti a un certo punto in modo consapevole. Perché dovrebbero essere fascisti oggi che il fascismo ha mostrato platealmente la propria disumanità in molteplici occasioni? Per masochismo?
Il fascismo di ogni sorta è, secondo me, null’altro che la “razionalizzazione” della disumanità, non è una opinione politica.

Bé, in fondo, l’unico distinguo sensato fra i comportamenti umani è relativo solo a quanto sei umano e a quanto sei disumano, IMHO.
Poi dovremmo saperlo benissimo che ognuno di noi, nel proprio cervello approssimativo e fragile, è un mix disastroso di umanità e disumanità. Se siamo in grado, cerchiamo di controllare la disumanità e favorire la nostra umanità. C’è chi non ce la fa proprio, per motivi di salute mentale, e allora amen: si entra nel campo della psichiatria e della neurologia, che vanno ben oltre il nostro semplice bar virtuale della Grande Rete, perché è faccenda dannatamente seria quella della salute mentale.

Ancora una piccola cosa: più e più volte ho usato il termine “fascistadimmerda” citandolo come termine molto in voga tanti anni fa. Era cosa diversa da “fascista”, perché indicava persone intimamente malvagie che erano fasciste perché malvagie e non il contrario. Una sottile differenza, ma significativa: puoi essere stato in passato convintamente “fascista” (di destra, di sinistra, di centro, ecc.) per poi capire che il fascismo è disumano e non va bene, per te, per chi ami, per la specie umana e financo per il pianeta. Non eri un “fascistadimmerda”, perché il “malvagio” non è in grado di cambiare, pervicacemente e stolidamente resta sulla propria posizione, giacché la sente conforme al proprio modo di essere (la malvagità variamente espressa).
Ma se sei una persona almeno un poco razionale e in grado di ragionare e con un poco di cuore, hai la meravigliosa possibilità di imparare dai tuoi errori (da quelli degli altri mi pare si faccia sempre un po’ fatica a imparare qualcosa, ma forse sbaglio). Puoi cambiare idea, opinione, la tua “mente” e progredire, migliorare, umanizzarti di più.
Non dico che sia facile: i condizionamenti con cui cresciamo possono essere dannatamente difficili da sradicare, la nostra rabbia, il nostro senso di insufficienza, i nostri limiti intriseci possono esser ardui da capire, elaborare e superare, lo so benissimo.
“Però ci posso provare!”, come disse un serial killer (in ben altro contesto, per carità) mi pare in un vecchio episodio di Criminal Minds…


P.S.: Cosa intendesse dire Silver con questa vignetta (che, come dicevo, ho visto in rete il giorno dopo il 2 agosto), devi chiederlo direttamente a lui, se non ci sei arrivato da te, non ad altri. Credimi è molto meglio.