La contrapposizione naturale tra fascismi e Democrazia

Svariati anni fa era comune sentire insulti come fascis**dimmerda o comunis**dimmerda (col suffisso “dimmerda” tutto attaccato e col raddoppiamento enfatico delle “m” – si usava anche fra le opposte violente e idiote tifoserie nel calcio).
L’uso era errato, in realtà, e portava confusione, giacché la contrapposizione non era da intendersi tra fascismo e comunismo (per il dopo guerra, Guareschi docet: la contrapposizione era tra Comunisti italiani, tendenzialmente atei e con le idee ancora confuse sullo Stalinismo Sovietico, e Democristiani italiani, tendenzialmente cristiani nel senso di seguaci del pensiero di Gesù almeno a parole, in realtà più fedeli allo monarchia assoluta teocratica dello Stato del Vaticano che a Gesù, a dirla tutta – ma in fondo tutt’e due con valori di fondo simili), bensì tra fascismo e democrazia, essendo questi due realmente antitetici e contrapposti come concetti: il fascismo, fin dalle origini e dal proprio Manifesto, è contrario alla Democrazia (e a tutto quel che comporta, come diritti ecc.) e considera l’uso della violenza alla base del proprio credo, mentre la democrazia auspica l’uso della nonviolenza (ogni volta che sia possibile), nella gestione delle controversie individuali e collettive.
Oggi il suffisso “dimmerda” tende ancora a indicare una persona vomitevole, tendenzialmente disumana, per scelta o per psico-socio-patia.
Il punto, in fondo, è sempre sui Valori Umani di base, che essendo legati alla necessità (per la sopravvivenza naturale della specie umana) di convivere in comunità pacifiche, solidali e collaborative, erano evidenti ben prima che si sviluppassero filosofie e religioni: vuoi essere picchiato, umiliato, sfruttato, violentato, ucciso ecc.? No, Allora evita di farlo agli altri. Vuoi essere trattato con rispetto, solidarietà, umanità ecc.? Allora fallo agli altri.
Semplice ed essenziale, tant’è che lo si trova in qualunque approccio decente alla comunità umana, anche se richiede un bel po’ di impegno personale per essere davvero applicato nella vita quotidiana.
In Italia (questo strambo* Stato, frutto anch’esso di prevaricazione e violenza come spesso sono gli stati nazionali di una volta – e alcuni di oggi) come mai sembra che siamo sempre ancora in clima di pre guerra civile, in particolare in primavera?
Lasciando per un momento da parte gli psichiatri, gli storici possono spiegarlo molto meglio di me.
Ma essendo vecchio ho visto e imparato che se si fanno i processi, si creano documenti utili (quantomeno agli storici), se si fanno le amnistie (pur con lodevoli intenti, quando sono lodevoli) si nasconde il sangue sotto i tappeti e non si risolvono le questioni serie.
Nel nostro dopo guerra, 200.000 (o più?) fascisti scamparono ai processi per l’amnistia caldeggiata da Togliatti (e non solo) che quasi immediatamente divenne un “liberi tutti come niente fosse”. La scamparono anche alcuni non fascisti che avevano approfittato del caos da guerra civile per portare a segno vendette terribili nei confronti di chi aveva loro massacrato le famiglie durante il regime, per dire. Amnistia: desiderio di pacificazione dopo tanto orrore, volontà di evitare una lunga guerra civile, tentativo di sottrarre anche i “propri” ai tribunali? Gli storici hanno già un po’ di risposte.
Il punto qui è che in Italia andavano processati tutti, e inviati al Tribunale Internazionale quelli che avevano compiuto crimini di guerra e crimini di regime, proprio come si fece con la Germania. IMVHO questo avrebbe aiutato anche gli italiani a capire sul serio cosa era successo, cosa era stato davvero il fascismo, cosa vuol dire non essere come i fascismi (di qualunque tipo).
Non è andata così, purtroppo, e i popoli italiani l’hanno sfangata e non sono cresciuti quanto sarebbe servito, da questo punto di vista. Sono rimasti incastrati nella “merda contrapposta” invece di imparare cosa vuol dire avere la fortuna di vivere in una democrazia e come ci si deve vivere, se si vuol godere tutti insieme di libertà, uguaglianza, solidarietà e diritti umani.
Per questi motivi, ogni anno in primavera, siamo costretti a ribadire cose che avrebbero dovuto essere il pane quotidiano della Democrazia, da apprendere razionalmente almeno a scuola (e in famiglia se possibile).
Mal ce ne incolse e restiamo ancora in bilico, sul filo del rasoio, tra convivenza civile e guerra civile. E questo nonostante lo Stato Italiano sia una repubblica democratica la cui Costituzione naturalmente antifascista è nata dalla Resistenza al nazifascismo, cioè all’anti democrazia.
In altri Stati le guerre civili son servite a “chiarirsi le idee” nel modo peggiore possibile: col sangue. In Europa, con tutti i nostri limiti, abbiamo cercato di invertire questa disastrosa e tragica tendenza a massacrarsi vicendevolmente (cosa che poi stimola infinite stupide faide vendicative) e a cercare di unirsi attorno a principi umani, invece che disumani. Ci ha consentito 80 anni di pace, e davvero non è poca cosa! Ma persino in Europa da tempo torna a riprendere piede la sociopatica tendenza alla violenza, al sopruso, ai fascismi, al lato oscuro del nostro cervello. Colpa dell’inquinamento?
Boh…
Il fatto è che non si può mai stare tranquilli del tutto, mai abbassare le difese, mai lasciare del tutto “ad altri” la cura delle nostre comunità civili. Ci tocca essere (individualmente, collettivamente e istituzionalmente), sempre vigili, attenti, e avere cura di ciò che chi ci ha preceduto ha conquistato (non l’ha avuto in regalo) a carissimo prezzo, e anzi farlo fruttare e crescere ancora.
E guai a chi manda al potere (per indifferenza o per ignoranza o per malvagità) persone narcisiste, psicopatiche, sociopatiche!
Dalla commedia si passa facilmente al dramma e infine alla tragedia… Ocio!
Tutto ciò, come sempre, detto IMVHO.


Nota: *Strambo.
Eh, sì, in effetti anche lo Stato Italiano è di per sé cosa strana, strampalata, variabile, instabile, come tanti altri messi in piedi in periodi di grande violenza e con violenza.
Col tempo magari avrebbe potuto diventare una pacifica Federazione dei popoli della penisola italica e invece fu un dominio unificato a forza sotto la Monarchia Sabauda, con buona pace, si fa per dire e se non ricordo male, del rivoluzionario repubblicano Giuseppe Mazzini, che mirava a una repubblica federale democratica laica e certo non a regalare (a forza di cadaveri) ulteriori soldi e potere ai Savoia.
Uno Stato, come altri, con una lingua nazionale faticosamente (e violentemente spesso) imposta ai popoli resi sudditi, trasportato da un Re a un Duce, grazie anche alla alla mancanza di reazione generale (e/o di razionalità e/o di coraggio e/o di interesse civile) dei popoli stessi, fino alla tragedia collettiva della ennesima terrificante guerra.
A superare questa costruzione artata e violenta ha fatto da regolatore l’Unione Europea, tuttavia anch’essa purtroppo ancora monca dopo così tanti anni: avremmo voluto avere una Federazione di Stati Uniti, con una Costituzione basata su Valori Umani fondamentali da applicare e migliorare collettivamente. Abbiamo invece ancora una semplice unione di Stati nazionali ai quali in buona sostanza è consentito violare persino i valori di fondo pagando delle multe, per quanto salate. Che poi uno si chiede, se non condividi i valori fondamentali, che ci stai a fare? Mah…
Che dire? Dovreste decidere (io son vecchio, ormai, e non credo vedrò altro di significativo a breve, nonostante i miei piccoli sforzi), come popoli e quindi come Nazione Europea, di fare un deciso passo avanti verso il Pianeta Unito che è nei nostri sogni da una vita. Per ora sembra ancora Utopia, ma chissà, se non ci si estingue prima per eccesso di distruttività disumana…
In ogni caso, chi vivrà vedrà e chi non muore si rivede. E i cocci sono suoi.

IMVHO…