Occhio alla penna!

Periodo riflessivo, per me… Sarà depressivo? Brrr… Comunque facciamo molta attenzione. Insomma: prima i diritti sociali o quelli civili? E che dire dei Diritti Umani? Prima il benessere del pianeta o quello degli umani? Prima le libertà collettive o quelle individuali? Ma soprattutto: perché non tutto insieme?
Se nel Novecento destra e sinistra disputavano sugli indirizzi economici delle società, sugli interessi contrapposti di Capitale (i ricchi) e Forza lavoro (gli altri esseri umani), su inevitabilmente contrapposte filosofie e ideologie, oggi tutto si è un po’ mescolato, ma le questioni di fondo restano.
Ancora, dopo secoli, sentiamo disquisire persone che ondeggiano tra la complessa democrazia e la facile tirannia, nonostante fiumi di sangue versati.
E ancora la questione ormai antica della distruzione progressiva del nostro fragile ecosistema planetario (da parte nostra) si scontra con egoismi e menefreghismo autolesionistico.
E ancora razzismo, sessimo, fobie, odio, violenza, discriminazione, sfruttamento, prevaricazione, schiavismo, i citati egoismo e menefreghismo e tutto il resto di questo genere (letale per la sopravvivenza della nostra specie), inquinano le menti umane, da migliaia di anni, come se non ce la facessimo proprio a sradicare del tutto il nostro lato oscuro, o quantomeno a tenerlo sotto controllo, come se, in fondo, desiderassimo distruggere la specie umana.
E ancora c’è chi si sente superiore agli altri esseri umani, alle altre forme di vita, a qualunque cosa…
Superiore, poi, chissà che vuol dire. Affetto da patologico complesso di superiorità? O frustrato da un altrettanto patologico senso d’inferiorità da mascherare simulando certezze assolute e gonfiando metaforicamente il petto della nostra supposta superiore intelligenza? Incapacità di valutare la propria fragilità (fisica, ovvio, ma soprattutto mentale)?
Ma che ne so io… non mi pare di avere abbastanza cervello funzionante per affrontare (e tanto meno risolvere) quesiti del genere. Mi sembra d’essere ancora nelle caverne a cercare di capire, quel poco che basta per vivere, il mondo attorno…

Will Eisner – Graphic Storytelling, 1996.

Una goccia d’acqua, un raggio di sole, vita che si muove dentro i nostri corpi (coabitati da noi e da una immane quantità di altri esseri viventi che ci danno una mano a sopravvivere), attorno a noi, ovunque, su questo pianetino (e sicuramente altrove, IMVHO). Tutti, noi e ogni altra forma di vita, siamo vita e nutrimento per altre forme di vita, in un ciclo continuo che rende la Vita una sorta di Insieme in costante movimento portando avanti qualcosa (dna? o cosa? o nulla?) verso una direzione o nessuna, in cui ciò che noi umani chiamiamo morte è solo un aspetto della vita (apparentemente ineludibile, visto che, a quanto sembra, dalla nostra morte, con la relativa redistribuzione degli atomi dei nostri corpi, dipende l’altrui vita, e la conseguente continuazione e diversificazione ed evoluzione della vita).

Calvin & Hobbes di Bill Watterson, uno dei fumetti più profondi mai creati, IMHO.

Ok, avevo finito le mie pastiglie (ritardo farmaceutico) e le riprendo solo oggi dopo qualche giorno, chiedo scusa, ma il mio neurologo è sicuramente contento che io scriva queste cose, scaricandole dal mio cervello. 😉


Il volume, utilissimo, da cui ho scansionato il precedente disegno di Will Eisner con gli uomini delle caverne: